Covid: gli autonomi hanno pagato il prezzo più alto. 776 posti di lavoro al giorno andati in fumo

E la situazione non tende al miglioramento, per lo meno nel comparto del lavoro indipendente. L’artigianato ha pagato più di tutti. Ma anche sul versante dei dipendenti le cose non vanno meglio. Anzi. Se non arriveranno presto la riforma del fisco e la semplificazione antiburocrazia l’occupazione diminuirà in maniera esponenziale.

Roma – La pandemia, nell’ultimo anno e mezzo, ha provocato una serie di problemi gravi in tutti i settori della società, come ben sappiamo. Fra questi le conseguenze più dure le sta pagando il mondo del lavoro. E, all’interno di questa categoria, soprattutto i lavoratori autonomi. Da quando siamo stati aggrediti da quel gran bastardo del virus, in Italia sono svaniti 470mila posti di lavoro, di cui più dell’80%, ovvero 378mila riguardavano i lavoratori autonomi.

Si tratta di un mondo variegato, in prevalenza piccoli commercianti, esercenti, collaboratori e tanti liberi professionisti. E’ come se fossero andati in fumo 776 posti di lavoro al giorno. Meno colpiti, se così si può dire, i lavoratori dipendenti: sono rimasti con le mani in mano solo 92mila.  A fornirci queste allegre notizie è l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, che periodicamente ci aggiorna sul mondo del lavoro e sindacale.

Un aspetto che emerge è la poca attenzione politico-mediatica verso il cosiddetto popolo delle partite Iva, rispetto alle crisi aziendali di grandi gruppi quali Gkn, Whirpool, Logista Italia, Gianetti Ruote ed altri. Mentre, ad esempio, poco interesse hanno suscitato la chiusura di tante piccolissime attività e con esse tante vite lavorative spezzate.

La CGIA si pone, invece, l’obiettivo di richiamare l’attenzione del Premier Mario Draghi e dei governatori per aprire un tavolo di crisi permanente a livello nazionale e regionale. Altrimenti il mondo degli autonomi rischia di uscire da questo difficile momento con le ossa rotte.

Non bisogna dimenticare, però, che i Governi succedutesi in questo anno e mezzo qualche iniziativa-tampone l’hanno presa. Ricordiamo i ristori, ancorché insufficienti, l’utilizzo dell’assegno universale anche agli autonomi, il reddito di emergenza e per chi è ancora in attività, entro la fine di settembre, potrà presentare la domanda all’Inps per ottenere l’esonero dei contributi previdenziali per l’anno in corso.

Vero è che, in caso di disoccupazione, c’è una sostanziale differenza tra lavoratori dipendenti e autonomi. I primi possono contare su alcune misure di sostegno del reddito tra cui la Cig, Cassa Integrazione Guadagni e la Naspi, Nuova assicurazione sociale per l’Impiego, i secondi su quasi nulla. Secondo la CGIA le piccole imprese artigiane e i negozi di vicinato sono importanti non solo dal punto di vista meramente economico, ma anche perché garantiscono la coesione sociale del nostro sistema produttivo.

La sparizione di queste micro entità provoca un depauperamento qualitativo del nostro made in Italy. E’ urgente, dunque, tagliare la burocrazia, riformare il fisco con un calo di imposte e contributi sulle piccolissime imprese e la riforma degli ammortizzatori sociali, in modo da prevedere, in caso di perdita del lavoro, misure di sostegno al reddito anche ai lavoratori indipendenti.

C’è da sottolineare che un comparto importante del mondo delle partite Iva è costituito dall’artigianato. A differenza del piccolo commercio e dei liberi professionisti, questo settore non ha subito gli effetti nefasti della crisi pandemica, nonostante la preoccupante contrazione registrata nell’ultimo decennio.

Un dato sorprendentemente in controtendenza che ha riguardato soprattutto le regioni del Sud e che è di difficile comprensione. E’ molto probabile che un ruolo decisivo l’abbiano giocato i contributi a fondo perduto elargiti sia dal Governo che dalle Regioni. Ad esempio, il decreto Sostegni e Sostegni bis ha indotto molti abusivi e altrettanti lavoratori in nero a venire fuori dal sommerso.

La speranza è che una volta finita la fase emergenziale e dei vari sostegni, non ritornino in clandestinità. Per evitare che questo accada, ci vorrebbe una Politica adatta allo scopo e non quella di piccolo cabotaggio come la nostra.                                 

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