Il mobbing dei baroni in camice bianco

L’inchiesta continua per fare luce sulle cause che avrebbero indotto la ginecologa a sparire, probabilmente con intenzioni suicide. Anche altri giovani medici riferiscono di parolacce, insulti e angherie sul posto di lavoro e, addirittura, anche in sala operatoria. La professionista è scomparsa il 4 marzo scorso. Inutili le ricerche.

TrentoNessuna novità sulla scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa di 32 anni sparita nel nulla il 4 marzo scorso. Di contro il primario del suo reparto, Saverio Tateo, barese di 59 anni, dovrà essere licenziato. La decisione è stata presa dalla Commissione disciplinare dell’Asp di Trento ma la conferma del grave provvedimento diventerà esecutiva soltanto dopo il pronunciamento del Comitato dei garanti:

La dottoressa Sara Pedri con le sue colleghe di reparto, da Fb

Abbiamo replicato ad ogni addebito con evidenze non nostre – ha detto Vincenzo Ferrante, avvocato di fiducia del primario pugliese – ma estrapolate da documenti dell’azienda sanitaria stessa. Al dottor Tateo non sono state mosse evidenze riferibili alla scomparsa della dottoressa Pedri: si è invece parlato di fatti del 2018 su cui l’azienda sanitaria si era a suo tempo già espressa senza annotare rilievi…In caso di conferma del licenziamento, impugneremo l’atto e sarà il tribunale a decidere: se la sede giudiziaria ci darà ragione poi qualcuno dovrà risarcire il danno”.

La vicenda nasce da presunte vessazioni e soprusi sul lavoro ovvero ripetute azioni di mobbing in danno della dottoressa Pedri da quando la ginecologa si era trasferita all’ospedale Santa Chiara di Trento. Le condizioni psicologiche della professionista erano state messe a dura prova e le presunte angherie potrebbero essere alla base della sua scomparsa, se non peggio.

Il dottor Saverio Tateo

Sara Pedri, forlivese, dopo aver presentato le dimissioni, tornava presso la sua abitazione di Clies presa in affitto. Il giorno dopo, il 4 marzo, la professionista usciva da casa e a bordo della sua Volkswagen T-Roc si sarebbe diretta alla periferia del paese facendo perdere le proprie tracce.

Il Suv veniva rinvenuto in prossimità del Ponte di Mostizzolo, al confine tra i Comuni di Cles e Cis. Le ricerche della Protezione civile, vigili del Fuoco, polizia e carabinieri sono state condotte a tutto tondo e con l’ausilio di cani molecolari che avrebbero seguito le tracce della ginecologa lungo una pista ciclabile che da un pontile conduce in direzione della Val di Sole sino ad un profondo precipizio sotto al quale scorre il torrente Noce.

Le ricerche, a più riprese, non davano esito alcuno e sul destino della ginecologa nessuno si farebbe più illusioni. La famiglia pensa ad un gesto estremo della congiunta provocato dai comportamenti aggressivi e a dir poco scorretti di certi medici le cui violenze pare abbiano fatto fuggire dal reparto una sessantina di giovani colleghi.

Il ponte di Mostizzolo

Sara, di carattere gioviale e generoso, si era specializzata in ginecologia ed ostetricia all’università di Catanzaro dove tutti la ricordano come medico di grandi doti professionali e umane. La donna, meno di un anno fa, aveva ottenuto un incarico presso il policlinico Santa Chiara di Trento nonostante avesse vinto un concorso come ginecologo presso l’ospedale di Cles il cui reparto nascite era stato poi chiuso.

In soli tre mesi di servizio al Santa Chiara la dottoressa sarebbe dimagrita di almeno 6 chili ed avrebbe contratto un “calo ponderale” dovuto ad eccessivo stress, pressioni emotive e assenza di un’alimentazione regolare. Poi le indagini dei Nas che scoprivano i retroscena di una situazione gravissima nell’ambito lavorativo fatta di parolacce, umiliazioni e scorrettezze forse finalizzate a rafforzare il potere di chi si crede ancora un barone in camice bianco:

Mirella Sintoni, mamma della professionista scomparsa

”…A furia di puntarle il dito contro – aggiunge la madre di Sara, Mirella Sintoni di 73 anni – mia figlia era arrivata a colpevolizzarsi e addirittura a mettere in dubbio la sua preparazione professionale che invece era stata ampiamente riconosciuta ed apprezzata proprio dai professori dell’ateneo calabrese…”.

Cellulare, computer e tablet in uso alla ginecologa sono al vaglio dei carabinieri del Nas ma pare che Sara raccontasse a più persone, oltre che ai congiunti, ciò che le stava accadendo sul lavoro tanto che il fidanzato, Guglielmo Piro, 32 anni, di Cosenza, le aveva consigliato di dimettersi:

Emanuela Pedri con la sorella Sara

”…Dicono che sono una terroncella da raddrizzare – scriveva la ginecologa ad un amico – perché mi sono specializzata in Calabria…”. Anche una ventina di colleghi della donna sparita hanno denunciato insulti e prevaricazioni. L’inchiesta continua.

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