Un megacomputer gestirà gli esseri umani

E’ una previsione tutt’altro che balzana. L’alta tecnologia sta facendo passi da gigante ma la ricerca, anche quella segreta, è ancora più avanti rispetto ai computer domestici e a quelli industriali. E’ probabile dunque che il pianeta potrà essere gestito da una macchina a tal punto perfetta da avvicinarsi di molto alla mente umana.

Ormai le notizie relative all’informatizzazione della società e delle relazioni umane vengono battute dalle agenzie quasi ogni giorno. Ultimamente ne è stata lanciata una riguardante la previsione in futuro di una sorta di super computer che controllerà il mondo. Realtà, fantasia, idea partorita dopo una grande sbornia?

Il fatto è che in passato opere letterarie di science fiction che hanno provato a presagire il futuro ce ne sono state, anche con effetti apocalittici. Tant’è che si sono sviluppati due filoni di fantascienza: la classica e la distopica.

Nella prima l’umanità è riuscita a realizzare l’ideale di una società che funziona, perfettamente regolata, quasi sempre per l’intervento della tecnologia. E’ un filone buonista, nel senso che alla fine vivono tutti felici e contenti, come nelle favole.

La fantascienza distopica, invece, fa emergere una visione apocalittica, in cui il mondo è un luogo aberrante governato da multinazionali o sanguinari dittatori, che hanno conquistato il potere dopo una catastrofe climatica o dopo un conflitto militare.

Tra queste due grandi visioni si è sviluppata la futurologia, la scienza sociale che ha come oggetto d’indagine l’analisi di tempi a venire possibili. In genere le ipotesi di questa branca sono più moderate, ma tra quelle venute fuori, l’ipotesi Singleton è quella più affascinante e che più si avvicina ai romanzi di fantascienza, che spesso hanno anticipato il futuro.

Basta citarne qualcuno, ad esempio Neuromante di William Gibson, in cui i protagonisti viaggiano sulle velocissime autostrade informatiche, in un mondo controllato da multinazionali senza scrupoli e da tecnologie.

Neuromante di William Gibson

Oppure: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, in cui gli esseri umani per garantirsi la spensieratezza della felicità, aboliranno la cultura, sostituendola col pure intrattenimento video, mentre la scuola avrà come solo fine la produzione della tecnologia.

Ora cos’è l’ipotesi Singleton ideata dal filosofo e futurologo svedese Nick Bostrom? Secondo lo studioso non ci sono dubbi: “…Storicamente si è assistito ad una tendenza generale verso l’emergere di livelli più elevati di organizzazione sociale. Infatti, da gruppi di cacciatori-raccoglitori si è passati alle città-stato, poi agli stati-nazione, fino ad arrivare alle attuali organizzazioni multinazionali, alleanze regionali, varie strutture di governance internazionale ed altri aspetti della globalizzazione

Nick Bostrom

Estrapolando questa tendenza si punta alla creazione di un Singleton ovvero, a tutti gli effetti, un’unica entità decisionale, che potrebbe prendere le forme di un identico codice morale, di un governo monocratico e, persino, di una macchina super intelligente, ma amichevole. Il mega computer dovrebbe essere così potente da non essere ostacolato nei suoi piani da nessun’altra entità

La realizzazione del Singleton potrebbe dipendere da alcuni fattori, ovvero potrebbe essere avvantaggiata da alcune tecnologie rispetto ad altre e, potrebbe concorrere a scongiurare una guerra capace di distruggere l’umanità…”.

L’ipotesi Singleton: in futuro gli umani saranno comandati da una forza superiore?

Davvero andremo in questa direzione? Un super computer ci controllerà? Beh, è difficile dirlo, ma se per un attimo pensiamo a quanto sia presente l‘hi-tech in ogni attimo della nostra giornata, ci rendiamo perfettamente conto che la strada che abbiamo intrapreso (o ci hanno imposto) non può che essere quella descritta. Pover’uomo sei ridotto proprio male.                     

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