Clonazione? Nemmeno a pensarci. Sarebbe una iattura peggiore della pandemia

Al solo pensarci si rimane basiti se non terrorizzati. Se la replicazione riguardasse il mondo politico sarebbe una iattura più grave del Covid-19. Pensateci per un attimo: due Renzi, due Salvini, due Grillo e, ovviamente e per non fare torto ai grillini, due Conte. Per carità.

Roma – No, per favore no. La clonazione proprio no. Ci mancava pure questa: sono state clonate cellule umane. Sembra un tema caro agli scrittori di fantascienza, invece è la cruda verità. Mentre il mondo intero è alle prese con la pandemia e con i vaccini per debellare il fottuto Covid-19, nel mondo scientifico si continua a fare ricerche sulla clonazione.

Quest’ultima è una tecnica di ingegneria genetica per riprodurre copie identiche di un frammento di DNA o di un corredo genetico completo partendo anche da una singola cellula. E’ un fenomeno abbastanza frequente in natura negli organismi unicellulari e nelle piante.

Tutto cominciò il 22 febbraio 1997 quando il mondo scientifico e non fu sconvolto dalla nascita di Dolly, la famosa pecora replicata da cellule adulte.

Il nome le era stato dato da un gruppo di scienziati del Rolling Institute in Scozia per omaggiare la “prosperosa” attrice e cantante country Dolly Parton, considerato che la cellula utilizzata per la clonazione era stata ricavata dalla zona mammaria. Della serie, prendere di petto una situazione!

Dolly Parton

Pare che non esistano sue dichiarazioni di alcun genere al riguardo. Mentre il movimento femminista, all’epoca dei fatti, ebbe a manifestare molte riserve sul binomio pecora-donna. Da allora, comunque, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta. Infatti sono stati clonati altri mammiferi: topi, gatti, mucche, mufloni e scimmie. E chissà quali altri animali…

Agli inizi degli anni 2000 l’allora ACT (Advanced Cell Technology) un’azienda statunitense di bioingegneria dimostrava che si poteva clonare l’uomo, partendo da cellule di una persona adulta. L’esperimento fu bloccato precocemente, allo stadio di sole 6 cellule.

Clonazione: ci sono prospettive per la ricerca scientifica?

Per la prima volta nella storia della bioingegneria un embrione umano è stato ricreato in laboratorio attraverso l’applicazione delle tecniche di clonazione delle cellule staminali.

Il risultato è stato possibile grazie ad una tecnica simile a quella utilizzata per riprodurre la pecora Dolly, ovvero sono state riprogrammate cellule somatiche prelevate da un organismo adulto.

L’intenzione non era duplicare esseri umani ma mettere a punto terapie salvavita per un gran numero di malattie, come il diabete, ictus, cancro, aids e malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

Clonazione umana: si o no?

C’è chi vorrebbe utilizzare la clonazione per consentire ad esempio a genitori sterili o portatori di malattie genetiche ereditarie di concepire figli con parte del proprio DNA. Questa tecnica ha aperto la strada alla cosiddetta clonazione terapeutica.

E’ diventato possibile far regredire nello sviluppo cellule umane adulte per ottenere cellule primitive ed indifferenziate, la cui evoluzione può essere controllata ed indirizzata per riparare tessuti ed organi. Le possibili estensioni della tecnica all’uomo hanno scatenato legittimi interrogativi etici. 

Il Comitato Nazionale per la Bioetica

La clonazione non è consentita per Legge. A tal riguardo il CNB (Comitato Nazionale per la Bioetica) -istituito con Dpcm del 28 maggio 1990, come Organo Consultivo che svolge sia funzioni di consulenza per il Governo, il Parlamento e altre Istituzioni, sia di informazione verso l’opinione pubblica sui problemi etici emergenti – ha espresso una ferma condanna della clonazione.

Indubbiamente essa non è solo una manipolazione genetica ma anche del fondamento della vita come un unicum irrepetibile. Quest’ultimo si evolve con la diversità che con la clonazione verrebbe fortemente orientata.

Inoltre, l’essere umano non è solo il risultato della biologia, non è il frutto di un procedimento di copia e incolla. Ma è l’esito finale di emozioni, sensazioni, situazioni irreversibili, che non potranno mai essere riprodotti.

Un passo in più verso la clonazione umana

Nell’immaginario collettivo questa tecnica richiama a distopie anticipate dalla fantascienza e da film come Blad Runner o Il Replicante. Infatti, se per un attimo pensiamo ad un’eventuale clonazione dei tanti satrapi, mafiosi e delinquenti vari che ancora si aggirano sulla faccia della terra, c’è da rabbrividire alla sola ipotesi di una replica delle loro gesta.

Ma anche se restiamo a livelli più accettabili, come ad esempio il nostro palcoscenico politico, ci si rende conto che replicare individui come i 2 Matteo (Renzi e Salvini) la diversamente Lince di Rignano ed il Cazzaro Verde, non c’è da stare allegri. Basta, abbiamo già dato e subìto!                               

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