Quando uno sputo ti salva la vita

La vicenda poteva avere esito infausto invece il pescatore ingoiato dalla balena è rimasto “per traverso” al grosso mammifero marino, tanto da doversene disfare con forza per non soffocare. L’uomo è poi stato soccorso e ricoverato in ospedale e adesso gode di buona salute. La bombola d’ossigeno che aveva con sé lo ha aiutato a respirare mentre si trovava nell’apparato digerente del gigantesco animale.

Roma – Questa è una storia che avrebbe sedotto Carlo Collodi, l’autore del famoso romanzo per ragazzi “Le avventure di Pinocchio“. Storia di un burattino, che ha rappresentato un caposaldo dell’immaginario infantile per tutte le generazioni.

Geppetto, interpretato dal compianto Nino Manfredi, e Pinocchio dentro il ventre della balena

La bislacca disavventura è capitata la settimana scorsa. Il protagonista, il pescatore Michael Packard, a bordo della sua barca Ja’n’J nei pressi delle coste di Cape Cod, si stava accingendo a tuffarsi in acqua per la seconda immersione a caccia di aragoste. La zona è di quelle bellissime, una sorta di penisola che si allunga nell’Oceano Atlantico, nello Stato del Massachusetts, a sud est di Boston.

Tutto sembrava svolgersi nel rispetto della solita routine quando il pescatore ha avvertito, come un fulmine, un suono sordido, una forte spinta e poi sono calate le tenebre.

Mister Packard è stato letteralmente inghiottito da una balena! No, non è una boutade, né la sceneggiatura di un cartone animato. Ma è la pura realtà. Terribile, da non credere, ma nuda e cruda verità.

Ed è una notizia anche questa, seppur stravagante. Sono trascorsi una manciata di secondi, che al malcapitato pescatore sono sembrati eterni, durante i quali il poveretto ha temuto per la sua pellaccia.

Istintivamente Michael ha pensato di essere stato inghiottito da uno squalo. Però essendo ancora intero, non poteva essere, gli squali non lasciano scampo, ti riducono a brandelli e amen. Solo dopo un po’ di tempo il pescatore si è reso conto di trovarsi all’interno delle frattaglie di una balenottera azzurra.

Proprio una gran sfiga per il malcapitato, se si pensa che è tale gigantesco animale è il più grande mammifero della terra, del peso circa 15 tonnellate e con una lunghezza che può raggiungere anche i 30 metri.

Esemplare di balenottera azzurra

E’ un esemplare a rischio di scomparsa perché molti sono vittime delle chiglie e delle eliche delle grandi navi che incrociano quel tratto di mare. Le grandi navi oltre che a frantumare i marroni nella laguna di Venezia, proseguono la loro opera demolitrice anche con le balenottere.

Il nostro amico ha pensato tra sé e sé “una delle poche sopravvissuta all’estinzione, proprio a me doveva capitare? Adesso come faccio ad uscire dalla bocca?“.

Intanto la bombola d’ossigeno con cui si è buttato in acqua l’ha aiutato a respirare, anche se è stato consapevole che l’enorme mammifero avrebbe potuto fare ciò che voleva, ingoiarlo o sputarlo.

Storia a lieto fine per Michael PackardEspulso dalle fauci della balena grazie a un colpo di tosse

Un colpo di tosse della balena l’ha salvato. Essa, infatti prima è emersa, poi ha iniziato a scuotere e in un “battibaleno” con un grande sputo si è trovato in acqua. Sputato sì, ma vivo e vegeto.

Dopo i controlli in ospedale l’uomo è stato dimesso nell’arco di qualche giorno. Come dire quando uno sputo ti salva la vita! Un fatto di cronaca che richiama alla mente oltre al nostro Pinocchio, romanzi d’avventure come “20mila leghe sotto i mari” di Jules Verne, o anche “Moby Dick” di Herman Melville.

Moby Dick

Con quest’ultimo autore c’è la coincidenza della stessa zona in cui è ambientata la vicenda, il Massachusetts, uno dei posti più noti per l’avvistamento di balene.

Come nel romanzo di Collodi, anche Packard viene inghiottito per intero. Mentre Geppetto ha stazionato nel ventre della balena per due anni, il pescatore ha vissuto pochi ma intensissimi secondi di terrore, durante i quali il suo unico pensiero è stato per i due suoi figli di 12 e 15 anni.

Gli esperti hanno considerato l’accaduto come un incidente casuale, in quanto le balenottere azzurre non sono considerate aggressive e, soprattutto, non attaccano l’uomo. Meno male ma ciò non toglie che per il nostro eroe la strizza è stata tanta. Comunque, come nelle favole, “Tutto è bene quel che finisce bene“.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa