C’è terrorismo e terrorismo: la Giornata del Ricordo

La commemorazione ricorda tutte le vittime del terrorismo, da quelle perite nel disastro delle Torri Gemelle a quelle che hanno perduto la vita nella strage della stazione di Bologna o sul treno Italicus. Non c’è nessuna differenza ma, nel tempo, anche il terrorismo è cambiato. I massacri servono ancora per destabilizzare governi e ricattarne altri. Non ci rimane altro che combattere qualsiasi violenza politica sulle popolazioni inermi.

Roma – L’Organizzazione delle Nazioni Unite istituiva nel 2018 la Giornata internazionale del Ricordo e del tributo alle Vittime del terrorismo che cade ogni anno proprio oggi, il 21 agosto.

I criminali Talebani ammazzano a sangue freddo le donne

Le Nazioni Unite evidenziano in particolare la situazione in Asia e in Africa dove guerre perennemente in corso favoriscono disordini ed episodi di violenza. Pensiamo al conflitto arabo-israeliano e a quanto accade nell’area mediorientale che dopo essere stata destabilizzata dalle Primavere Arabe è una polveriera vera e propria con paesi come la Siria e l’Iraq ormai “allo sbando“. Per non parlare dell’Afghanistan e dei terribili giorni che sta vivendo il suo popolo.

Ma in questo intervento vogliamo ricordare soprattutto le vittime del terrorismo che ha colpito l’Italia durante gli “anni di piombo” sino agli attentati di Capaci e di via d’Amelio dove hanno perso la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i magistrati simbolo della lotta a “Cosa Nostra“.

Capaci, la strage

Proprio quest’anno cade non a caso il quarantesimo anniversario della strage che il 2 agosto 1981 provocò alla stazione ferroviaria di Bologna la morte di ottantacinque persone e il ferimento di altre duecento. E secondo molti storici la mattanza di Bologna si collegherebbe alla tragedia dell’aereo DC 9 dell’Itavia che senza un vero motivo precipitava il 27 Giugno 1980 nel mare di Ustica causando la morte di ottantuno persone.

Questi episodi si inseriscono nella più ampia strategia della tensione che inizia nel mese di Dicembre del 1969 con la strage di Piazza Fontana a Milano e prosegue in seguito nel 1974 con l’attentato di Brescia in Piazza della Loggia e con la bomba sul treno Italicus.

La strage di Bologna

Ma l’apice di questa strategia si ebbe nel mese di Marzo del 1978 quando venne rapito e poi ucciso dalle Brigate Rosse l’onorevole democristiano Aldo Moro. Si è molto discusso su questi eventi e sono stati versati fiumi di inchiostro per raccontare i misteri insoluti della recente storia italiana ma forse la verità è molto più semplice di quanto si possa immaginare.

Secondo parecchi osservatori (come il giornalista Mino Pecorelli morto ammazzato il 20 Marzo 1979) sarebbero stati infatti gli apparati deviati dello Stato, dai servizi segreti alla Loggia massonica P2 con la complicità dell’estrema destra, della criminalità organizzata (probabilmente anche della Cia) a pianificare questi attentati con lo scopo di rafforzare la Democrazia Cristiana ed emarginare la sinistra comunista nonché l’emergente Movimento sociale italiano di Giorgio Almirante.

Mino Pecorelli

Il rapimento di Aldo Moro dunque era servito per eliminare il politico democristiano filo-palestinese che più di ogni altro cercava di favorire l’ingresso dei comunisti nel governo italiano contro la volontà degli Stati Uniti. Dunque con tutta evidenza “salta all’occhio” come il terrorismo si ponga sempre un obiettivo chiaro, gli attentati hanno uno scopo preciso, un fine che nell’idea dei loro organizzatori è quello di favorire una forza politica o un movimento emergente.

Non a caso la scrittrice russa dissidente Masha Gessen accusa l’FSB, ovvero i servizi segreti russi, di avere organizzato gli attentati terroristici poi attribuiti ai Ceceni che nell’anno 2000 hanno favorito l’elezione di Vladimir Putin alla presidenza della Repubblica.

Aldo Moro

Non esiste il terrorismo fine a sé stesso. Nessuno vuole “fare del male” per il semplice piacere di essere malvagio ma per raggiungere invece scopi che ritiene essere più alti e più nobili. O più convenienti, con le dovute eccezioni. Basti pensare ai Talebani e ai crimini commessi ieri come oggi per rendersi conto che, forse, esistono terrorismi diversi. E i guai aumentano quando si tira in ballo la religione, come in questo ultimo caso.

Queste considerazioni purtroppo non ci rendono ottimisti perché sino a quando esisterà l’uomo ci saranno sempre organizzazioni terroristiche pronte a compiere azioni per destabilizzare e “migliorare” il sistema. E a noi non rimane altro che combatterle senza dimenticarci di commemorare le vittime delle loro azioni nefaste. Che magra consolazione.

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