ROMA – CHI HA AMMAZZATO PAPA LUCIANI? COL SENNO DEL POI L’INFARTO SAREBBE UNA BUFALA

Gli ultimi scandali che hanno coinvolto le massime autorità della Santa Sede e in un certo senso anche l'attuale pontefice, fanno di Luciani un veggente illuminato dalla Grazia la cui morte è rimasta un caso insoluto.

Roma – A 43 anni dalla misteriosa scomparsa di Papa Albino Luciani, si parla ancora di omicidio e non di morte naturale. Il Papa del Sorriso aveva reso l’anima a Dio alle ore 21.30 del 28 Settembre 1978 e le cause del decesso erano state attribuite ad un infarto acuto del miocardio.

Il famoso scrittore russo Sergey Shkarovskiy, 60 anni, docente universitario, nel suo libro-inchiesta  “33 giorni in Vaticano” ripercorre le tappe del pontificato del santo Padre sino alla sua morte che Shkarovskiy attribuisce ad una mano assassina sposando l’ipotesi dell’avvelenamento.

Ricordiamo che la versione ufficiale sulla morte del pontefice diramata dalla Santa Sede riportava informazioni lapidarie che attribuivano il decesso ad un attacco cardiaco: ”…Questa mattina, 29 settembre 1978, verso le 5,30, John Magee il segretario privato del Papa, non avendo trovato il Santo Padre nella cappella del suo appartamento privato, lo ha cercato nella sua camera e lo ha trovato morto nel letto, con la luce accesa, come se fosse intento a leggere. Il medico, dottor Renato Buzzonetti, accorso immediatamente, ne ha constatato il decesso, avvenuto presumibilmente verso le 11 di ieri sera, per infarto acuto del miocardio”.

Sergey Shkarovskiy

Gli anni a venire saranno costellati da mille ipotesi sulla morte del Papa ma nessuna di queste ha fatto scaturire alcuna indagine sul presunto assassinio e questo, spiega lo scrittore russo, per due motivi principali: ”…Il primo, il più importante, riguarda il collegio cardinalizio che non ha mai autorizzato l’autopsia – dice Shkarovskiycon la quale si sarebbe potuto risalire alle vere cause della morte, motivando il rifiuto che mai si sarebbe fatto un esame autoptico sul corpo di uno dei successori di Pietro, scusa per altro smentita dall’autopsia eseguita sul corpo di Pio VIII. Il secondo motivo riguarda le imprecisioni, definiamole cosi, che seguirono dopo il ritrovamento del cadavere”.

Pare che a scoprire il corpo senza vita di Albino Luciani sia stata la sua fedele suora Vincenza Taffarel e non il suo segretario. Sul comodino della stanza del Papa non ci sarebbe stato il famoso testo sacro medievale ma alcuni appunti personali scritti per mano di Luciani poi fatti sparire unitamente a tutti gli effetti personali del pontefice e parte di altri documenti piuttosto importanti:

Suor Vincenza Taffarel

”…Suor Vincenza aveva portato la caffettiera nello studio del Papa – aggiunge Shkarovskiylo aveva salutato senza però ricevere risposta. Dopo un quarto d’ora la suora rientrava nella stanza e notava la caffettiera ancora intatta. La religiosa a questo punto preoccupata, bussava alla porta della camera da letto ma non ricevendo risposta osava entrare nella stanza dove l’attendeva una scena terribile: Albino Luciani era riverso sullo schienale del letto con la testa lievemente inclinata a destra e con gli occhi aperti. Giovanni Paolo I sembra tenesse in mano gli appunti personali che contenevano il nuovo organigramma del Vaticano. La luce era ancora accesa e suor Vincenza sentiva il polso al Papa che, ancora tiepido, non dava però segni di vita… Sarebbe stata lei dunque a chiamare don Diego Lorenzi in primis e solo dopo avrebbe avvisato don Magee…”.

Jean Marie Villot

Gli eventi successivi, secondo lo scrittore russo, rimangono inspiegabili. Verso le 5.00 (l’orario però sembrerebbe inesatto rispetto al comunicato ufficiale sulla morte del santo padre) il cardinale Jean Marie Villot (che Luciani avrebbe rimosso dall’incarico di segretario di stato preferendo il collega Benelli se fosse rimasto in vita) definito da Mino Pecorelli su “OP” il cardinale-massone, sarebbe ri-entrato nella stanza di Albino Luciano da dove avrebbe asportato qualsiasi effetto personale del Papa tanto che alle ore 12 che nella stanza dell’eccellente defunto non rimanevano che i mobili.

Papa Giovanni Paolo I avrebbe dato il via ad una vera e propria rivoluzione riportando la Chiesa di Pietro a misura d’uomo preferendo le riforme alla politica e il ritorno alla fede in Cristo piuttosto che incentivare i fiorenti commerci dell’Istituto Opere Religiose del potentissimo e spregiudicato monsignor Marcinkus, uno dei tanti che avrebbe voltato il pollice in basso condannando a morte il Papa del Sorriso.

Paul Marcinkus

Ma chi avrebbe tratto vantaggio dalla morte di Giovanni Paolo I? Dentro e fuori del Vaticano si celavano i presunti mandanti ed esecutori della morte di Albino Luciani? Il repulisti che il Papa del Sorriso aveva intenzione di fare avrebbe leso gli interessi privati di più di un porporato infedele?

La risposta a queste domande tenta di darla lo stesso Shkarovskiy asserendo che sulla tragica vicenda è stato steso un velo pietoso nonostante la Chiesa di Roma ne sia uscita con le ossa rotte. Papa Luciani era un uomo semplice, che arrossiva ad ogni emozione. Qualcuno l’aveva definito cagionevole di salute per via di alcuni interventi chirurgici che il successore di Pietro, però, aveva superato con una buona riabilitazione.

La salma di Albino Luciani

Insomma Albino Luciani stava bene e, volendo considerare, non aveva poi tutta quella paura che qualcuno intendeva attribuirgli in tema di cambiamenti epocali del sacro soglio di San Pietro: ”…Albino Luciani durante un colloquio privato – afferma Shkarovskiyaveva chiesto al segretario di stato cardinale Villot la sua opinione sugli imminenti cambiamenti dell’organico. Il cardinale francese aveva risposto che le decisioni prese dal pontefice sarebbero piaciute ad alcuni ed avrebbero addolorato altri e che molti cardinali della Santa Sede si sarebbero sentiti ingannati in quanto tali cambiamenti avrebbero annullato tutto l’assetto voluto dal defunto Paolo VI. A queste osservazioni Giovanni Paolo I rispose con coraggio da leone: Paolo VI li aveva nominati per sempre? Io non volevo essere Papa. Non l’ho chiesto a nessuno di essere eletto, non ho mai convinto nessuno a darmi il voto. In Vaticano alcuni suggeriscono che questo posto è come una Borsa. Il mio compito, invece, è quello di non tradire nostro Signore…”.

La cartella clinica: infarto

Parole da uomo tutto d’un pezzo, altro che da timorato degli uomini. Albino Luciani aveva dimostrato di interessarsi più agli altari che agli addobbi e questo nuovo andazzo era risultato indigesto sia ai suoi più stretti collaboratori che agli amici degli amici da gli amici. Sempre porporati, s’intende. 

Sulla scrivania di Luciani sarebbe stata ritrovata una copia del settimanale Il Mondo aperta sulla pagina dal titolo “Santità… è giusto?”, un report sulla dubbia moralità dei fini perseguiti dalla Banca Vaticana. Secondo l’ipotesi più accreditata Luciani sarebbe stato avvelenato con la somministrazione di una forte dose di Digitale per volontà di Licio Gelli.

Ma non da solo, piuttosto con la partecipazione dei faccendieri Michele Sindona e Roberto Calvi che avevano buone ragioni per desiderarne la morte. Ai presunti mandanti potrebbe aver dato una mano John Patrick Cody, all’epoca chiacchierato cardinale di Chicago per motivi legati ad una discutibile gestione finanziaria e sotto controllo di polizia e magistratura americane.

Licio Gelli

All’alto prelato si sarebbe associato Jean-Marie Villot, in fase di avanzata estromissione dall’incarico di segretario di stato, con la regia del più che spregiudicato Paul Marcinkus: ”… Era stato proprio Villot a fare imbalsamare subito il corpo di Luciani – ribadisce Shkarovskiyuna fretta ingiustificata ma plausibile per chi avrebbe avuto il compito di cancellare ogni traccia. Nella stessa mattina della morte del Papa, alle 6.45, Paul Marcinkus giungeva in Vaticano alla spicciolata come mai aveva fatto in tanti anni e a quell’ora… Si pensi che il medico personale del Papa, il dottor Giuseppe De Rosa, non era riuscito a vedere la salma del suo più importante paziente cosi come non riuscì nel medesimo intento la nipote più amata del pontefice, Pia Luciani. Il silenzio imposto dal cardinale Villot non aveva sortito gli effetti sperati”.

Successivamente un gruppo di deputati e senatori aveva presentato in Parlamento alcuni atti del sindacato ispettivo (tra questi diverse interrogazioni parlamentari e interpellanze) richiedendo delucidazioni in merito al misterioso decesso di Papa Luciani. Tali richieste sono rimaste lettera morta.

Enzo Tortora nella sua trasmissione “Giallo” aveva parlato della morte misteriosa del Pontefice

Lo stesso Enzo Tortora, nella sua ultima trasmissione “Giallo” prima della sua morte, aveva tentato di fare chiarezza sulla morte di Papa Luciani tirandosi appresso ire e polemiche degli ambienti ecclesiastici e di una certa politica assai vicina al Vaticano. Oggi, col senno del poi, possiamo affermare che Papa Luciani aveva visto giusto.

Gli ultimi scandali che hanno coinvolto le massime autorità della Santa Sede e in un certo senso anche l’attuale pontefice, fanno di Luciani un veggente illuminato dalla Grazia, come si dice. Un Papa scomodo che non sarebbe sceso ad alcun compromesso in un momento in cui la Chiesa aveva interessi economici dappertutto e, ieri come oggi, non del tutto adamantini. Oggi c’è ancora chi sa come sono andate le cose ma si guarda bene dal parlare. Chi ha ammazzato Papa Luciani?

 

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