Bentornato Presidente. Qui tutto è rimasto come lei lo ha lasciato

La maggioranza del Governo ha dimostrato la sua totale inadeguatezza nel condividere candidati alternativi a Mattarella. Eppure i personaggi di notevole spessore c’erano, comprese le donne. Si è preferito invece lasciare tutto com’era prima lasciando l’Italia in mano allo stesso Premier e al medesimo Capo dello Stato. Una debacle che avrà effetti nefasti nel prossimo futuro.

Roma – All’ottava votazione è stato rieletto Sergio Mattarella, dopo uno slalom elettorale che ha manifestato la totale incapacità della politica italiana ormai alla deriva. Nel frattempo dal Parlamento Europeo arriva la richiesta agli Stati membri UE di boicottare i Giochi Olimpici Invernali di Pechino.

Fumata nera al settimo scrutinio: la politica è stata sconfitta su tutta la linea

Infatti c’è chi vorrebbe che le Olimpiadi invernali di Pechino 2022 non iniziassero affatto o, almeno, non con la partecipazione dei Paesi dell’UE. Lo hanno chiesto esplicitamente in una lettera 39 eurodeputati di sette gruppi politici e 27 deputati di sei Paesi membri (Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lituania, Lettonia, Danimarca), sottolineando come la situazione dei “diritti umani” in Cina dovrebbe portare al boicottaggio dell’evento sportivo invernale. Da sottofondo, anche, l’azione legale UE contro la Cina per le discriminazioni commerciali ai danni della Lituania.

Olimpiadi Pechino 2022: si allarga il boicottaggio diplomatico

In Italia, invece, in attesa di raggiungere una maggioranza parlamentare per l’elezione del Capo dello Stato, si è continuato a sfogliare il romanzo criminale ambientato in un Parlamento sonnolente che in seduta comune ha registrato uno stallo tra i “grandi elettori”, in attesa del lieto evento.

L’elezione fallita di Elisabetta Casellati nel quinto scrutinio ha azzerato i giochi e soprattutto lasciato dietro di sé grosse macerie decretando il fallimento di tutto l’arco costituzionale. Soprattutto nel centrodestra dove la tensione è salita alle stelle con scambi di accuse reciproci davvero pietosi. In discussione anche la gestione dei negoziati da parte di Salvini che ha messo il treno della coalizione su un binario morto.

Matteo Salvini

Diversi gli “stop and go” tra diffidenze e pregiudizi. La situazione ha registrato momenti molto delicati, come quello del paventato ottimismo di Letta che, in alcune interviste, ha lasciato intontiti gli osservatori presenti. L’esordio del segretario dem è stato, infatti, devastante. Ed usiamo un eufemismo: “…Finalmente abbiamo iniziato a parlare – ha detto Letta – siamo contenti di come ci siamo comportati…”. Contento lui…

Comunque, dopo la sesta votazione a vuoto, ha fatto capolino una nuova ipotesi poi tristemente rientrata. Si trattava della possibilità di eleggere una presidente donna. Il nome è rimasto “coperto” nonostante ne abbiano parlato i mass media di tutto il mondo, compresa la BBC News, ma poi la scelta si è rifatta ai nomi già emersi in precedenza: Marta Cartabia ed Elisabetta Belloni. Ai due nomi sono seguiti una raffica di comunicati stampa discordanti. E la cosa è stata messa a bagno.

Giorgia Meloni

Mentre FdI giocava a disarticolare la maggioranza governativa, complice Salvini che pare sempre più isolato, l’attenzione si concentra su Elisabetta Belloni, direttrice del DIS, (i servizi segreti nazionali), indicata inizialmente come possibile candidata di compromesso fra le opposte coalizioni. Ennesima disfatta sul fronte.

Proprio l’andamento ondivago di Salvini, tra molti distinguo tra i partiti, ha determinato malumori, tant’è che il “capitano” si è orientato, con una inversione spericolata, su Mattarella. FdI invece, stordita, ha votato Nordio mentre si stava affacciando un nuovo centro che è stato stoppato sul nascere. L’ipotesi Belloni, così, dura una notte prima di sparire del tutto. Ennesima disfatta.

Elisabetta Casellati e Roberto Fico

Comunque pare che fra chi ha tessuto e sussurrato ci sia stato anche chi ha fatto il nodo su una colossale crisi delle leadership politiche. Tutto è stato fatto in ordine sparso da dilettanti allo sbaraglio. Dopo tanti tentativi fallimentari, si è pensato al bis di Mattarella. Cosi da mettere tutti d’accordo. Con il settimo scrutinio, che ha prodotto il solito “nulla”, si sono registrati 380 astenuti e 60 schede bianche, il resto solo manfrine. Insomma nessun sussulto d’orgoglio.

Alle 15.00 tutti in fila dal Capo dello Stato per pregarlo di rimanere. Tranne FdI che sono rimasti compatti per il no. Il “de profundis” parlamentare scattava alla fine dell’ultimo scrutinio dopo un lunghissimo applauso a seguito del quale è ripreso lo spoglio sino alla fine quando il segnalatore ha evidenziato 759 voti. La politica è stata sconfitta. Bentornato Mattarella. Una garanzia per tutti. 

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