Parità di genere come l’araba Fenice

In Italia siamo messi male e le donne pagano il maggior prezzo per assunzioni negate e numero di licenziamenti. In aumento il disagio sociale dovuto alla crisi generata dalla malattia del secolo. I governi dovrebbero fare molto di più ma spesso la lotta alla disuguaglianza rimane solo un luogo comune.

Roma – Uomini e donne ancora troppo distanti. Mario Draghi intervenendo ieri l’altro alla terza sessione plenaria del G20 Empower ha affrontato l’importante questione delle disuguaglianze di genere che nella nostra società sono ancora significative.

Mario Draghi

“…Le donne sono Capi di Stato o di Governo in soli 22 Paesi e solo il 21,9% di tutti i ministri nel mondo sono di sesso femminile – ha affermato il Premier italiano – ancora si è lontani dal raggiungere una reale parità di genere…”.

L’occasione è troppo ghiotta per non fare rimbalzare, a livello europeo ed internazionale, l’invito ad affrontare in modo diretto la questione dell’indifferenza, nel senso di pari opportunità, verso uno dei due sessi.

Un episodio recente di disuguaglianza di genere: Ursula von der Leyen rimane in piedi davanti a due uomini.

Il G20 Empower è un forum importante per affrontare le differenze fra i due sessi tanto che l’Italia, approfittando della Presidenza al G20, sta sostenendo pienamente questo sforzo. Lanciato in occasione del Vertice del 2019 in Giappone ad oggi l’importante assise mondiale comprende 27 membri fra Paesi appartenenti al G20 e Paesi ospiti.

Paola Mascaro

Sotto la guida di Paola Mascaro, Presidente di Valore D, il G20 Empower ha organizzato il suo primo incontro fra Co-Chairs con i rappresentanti di Canada, Giappone, Indonesia e Arabia Saudita il 21 dicembre 2020, per progettare e mettere in atto politiche in grado di sviluppare pratiche aziendali ed organizzative volti a promuovere l’empowerment femminile.

Il Presidente del Consiglio con questo spirito ha spronato tutti ad un corale coinvolgimento esortando la partecipazione di tutti senza ulteriori indugi “…Governi e imprese devono lavorare insieme per superare queste disparitàha evidenziato il primo ministro – i primi rafforzando i servizi per l’infanzia mentre, le imprese, trovando il modo di adattare i propri luoghi di lavoro alle esigenze delle madri lavoratrici. Le decisioni che assumiamo oggi determinano come la nostra società evolverà in futuro. Sta a noi dare potere ad una nuova generazione di donne e costruire un mondo migliore e più equo…”.

Non c’è migliore occasione per discutere, a livello europeo, il modo con cui è opportuno eliminare questo gap culturale.

In tal modo proprio attraverso il “G20 Empower”, che riunisce rappresentanti del settore privato e rappresentanti dei Governi dei Paesi membri, si cerca di promuovere l’emancipazione delle donne in posizioni di leadership.

I risultati del lavoro delle tre sessioni plenarie saranno condivisi durante la Conferenza ministeriale sull’Empowerment femminile in programma il prossimo 26 agosto. In definitiva l’intenzione è di assumere anche maggiori informazioni da parte delle aziende sul divario salariale di genere.

Ognuno dovrebbe impegnarsi secondo le proprie responsabilità in modo che le aziende garantiscano una preselezione per le candidature con un numero sufficiente di donne qualificate. I Governi possono fare molto di più per aumentare il numero di donne nella scienza e nei settori correlati in rapida crescita:

…La parità di genere nel nostro Paese è ancora lontana dall’obiettivo prefissato – ha concluso Draghi – e per questo motivo c’è bisogno di un cambio di passo, proprio nelle prossime settimane…“. La svolta potrebbe arrivare con il Recovery Plan. Le parole di Draghi sono un primo segnale, ora i fatti dovranno seguire le parole.

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