Occhio agli escrementi che cadono dal cielo

Il fenomeno delle deiezioni degli uccelli sui cieli di Roma è causa di disagio e di non pochi problemi. Le strategie per contenere il fenomeno ci sono e l’ultima adottata sembra davvero efficace. Un suono molto forte, simile al verso che fanno gli storni in caso di contatto con i predatori, riesce finalmente ad allontanarli. Roma e, soprattutto, i romani ringraziano.

Roma – Qualche giorno fa è balzata agli onori della cronaca nazionale la notizia che il comune capitolino ha deciso di affrontare con tutte le armi moderne a disposizione la battaglia contro la miriade di storni che volteggiano per il cielo della città eterna. Quale arma è stata escogitata per la disfida? Sono stati richiamati alla pugna i famosi “dissuasori” di Roma che, armati di megafoni e coperti da indumenti di colore bianco, si sono tuffati lancia in resta nella lotta, in una estrema e impavida difesa del Caput Mundi.

Storno – passeriforme appartenente alla famiglia delle Sturnidae

Ora questa è una lotta particolare, nel senso che non si parte per l’eliminazione fisica degli avversari di turno, ma per riuscire a salvare gli uccelli che infestano la capitale d’Italia. Come faranno i dissuasori a compiere l’ardua impresa? Beh, la soluzione si è mostrata più complicata di quello che appariva a prima vista.

Per quanto di piccole dimensioni gli storni in grandi quantità risultano essere pericolosi come una batteria di missili a lunga gittata e dannosi per le città abitate. In particolare il loro guano, che arriva giù come una terrificante gragnuola di mitraglia, può danneggiare le statue e le macchine. In secondo luogo sono dannosi anche per l’ambiente: la capitale non è fornita di tutti gli alberi necessari alla bisogna, ovvero ad ospitare e nutrire un battaglione corazzato di volatili.

Uno stormo con migliaia di esemplari

Ma la loro presenza è avvertita anche dalla cittadinanza, che ha già avuto modo, diciamo così, di relazionarsi con i cinghiali presenti nelle strade, ma uno stormo di storni è pure peggio. In Africa ci sono invasioni di cavallette e locuste, Roma passerà alla storia come la città che ha subito l’invasione degli storni, ognuno le sue!

Circa dieci anni fa, per la precisione nel 2013, quattro milioni di storni guerrieri avevano invaso Roma. Le strade erano un vero e proprio campo di battaglia, molte pericolose per cicliste e centauri che sotto una bombardata di guano rischiavano di provocare incidenti. Ma anche i passanti non è che se la passassero meglio: erano costretti a tenere l’ombrello aperto anche con la bella stagione.

Il Comune di Roma, nel tentativo di evitare il ripetersi situazioni simili, possibili  ad ogni stagione migratoria, escogitava una misura di contenimento assai particolare, atta a respingere l’invasione dei piccoli pennuti lanciatori di escrementi. Per arginare il pericolo era stato formato un team di dissuasori, persone che come armatura indossano di solito tute di sicurezza bianche, fornite di cappucci per proteggere il capo.

Vanno in giro per la citta, soprattutto nelle zone dove gli uccelli nidificano. Nei punti più critici della città, e ultimamente anche nei Fori Imperiali, gli intrepidi difensori del sacro suolo romano, vanno in giro per diffondere il “grido di allarme“. Attraverso un megafono collegato ad un Cd emettono quella che gli esperti definiscono distress call – una chiamata di aiuto – che nel caso in questione sarebbe il suono che i volatili emettono per avvertirsi gli uni con gli altri di un pericolo.

La Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) ed il Centro di Recupero Fauna Selvatica hanno precisato che questo è il modo migliore e, soprattutto, non violento per tenere lontani gli storni, per la loro e nostra sicurezza.

Le due associazioni hanno dichiarato all’unisono “…Si tratta di un metodo incruento e, soprattutto, efficace. Sono circa vent’anni che questa pratica viene utilizzata, grazie alla proiezione dei versi di rapaci, per spaventare gli uccelli e farli allontanare da alcuni monumenti e zone del centro dove potrebbero recare danni alle antiche e preziosissime vestigia romane…”.

Una pratica innocua che raggiunge i risultati sperati senza ricorrere a condotte violente che provochino l’uccisione. Bastassero i dissuasori per allontanare anche altri tipi di escrementi e fanghiglia politici, sociali ed economici, saremmo a cavallo. Ed invece restiamo a piedi. Che iella.                                                                                     

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