AAA VENDESI COLOSSEO E FONTANA DI TREVI. VERE OCCASIONI.

Lo Stato vende immobili pur di ricavare soldi. Assomigliamo sempre di più alla Grecia: stessa faccia, stessa razza. Stesso default?

Il corpo del decreto Rilancio, approvato nella tarda serata di ieri dal Consiglio dei ministri, ancora non è presente sul sito ufficiale di Palazzo Chigi. Logicamente il testo dovrà essere approvato dal Parlamento italiano e inserito nella gazzetta ufficiale e per quanto concerne il primo step non si prevedono tempi brevi. A destare consistenti preoccupazioni, però, è un passaggio della bozza del decreto che ad oggi sarebbe confermato. Per riuscire ad arginare la crisi economica, il governo avrebbe pensato all’ipotesi di un consistente programma di dismissioni immobiliari almeno fino al 2021. I beni in questione potrebbero essere sia quelli direttamente in possesso dello Stato, sia quelle degli enti pubblici. In questo caso verrebbe data la possibilità di utilizzare una pluralità di strumenti per permettere il collocamento sul mercato degli immobili pubblici, anche con procedure straordinarie o attraverso società di gestione di fondi immobiliari. Non è esclusa la possibilità di una cessione in blocco, magari tramite società controllate ma fuori dal perimetro della contabilità statale. Un programma che sembra ricalcare esattamente il copione greco, quando la Troika obbligo lo stato ellenico alla vendita di isole e monumenti per rimpinguare le casse statali e dei suoi creditori. Se tale passaggio del decreto fosse presente anche nel testo definitivo, le recenti dichiarazioni degli analisti della Commerzbank tedesca, secondo cui i titoli di Stato italiani sarebbero diventati presto “spazzatura”, diventerebbero estremamente preoccupanti.

In una tale situazione ci tornano in mente le profetiche parole del Premio Nobel per l’economia Paul Krugman che nel lontano 1999 dichiarò una iattura il passaggio dalla lira all’euro: “…Adottando l’euro, l’Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica…”. Per il Colosseo, prezzi stracciati.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa