La donna ritrovata cadavere sul lago è Paola Tonoli. Forse un gesto estremo

Il troppo dolore per la perdita del figlio l’avrebbe portata alla disperazione dunque a compiere un gesto estremo. I familiari l’avrebbero riconosciuta ma si attende la conferma con l’analisi del Dna. Le indagini proseguono per chiarire alcuni dettagli della triste vicenda.

San Felice del Benaco – Sarebbe di Paola Tonoli, 43 anni, scomparsa da casa dei genitori lo scorso 27 ottobre, il corpo senza vita rinvenuto sulla riva del lago di Garda. Tutti gli indizi fisici come corporatura e i capelli, ma anche un indumento, fanno pensare alla donna sparita come un fantasma. I familiari l’hanno riconosciuta in via ufficiosa ma prima della conferma definitiva si attende l’esame del Dna.

Il ritrovamento del cadavere sul Lungolago di San Felice

Il cadavere della donna è stato avvistato alle 20.30 circa del 14 novembre scorso da un ragazzo che passeggiava sul lungolago San Felice, vicino la foce del Rio Verde, in prossimità del porto lacuale. Le condizioni della salma sono precarie per via dell’avanzato stato di decomposizione dovuto alla lunga immersione in acqua.

Le caratteristiche biologiche della necrosi farebbero risalire a un paio di settimane la permanenza del corpo nelle acque del lago. Il forte vento delle scorse settimane avrebbe fatto arenare il cadavere sull’insenatura dove è stato ritrovato.

Per altro li vicino, tra la località Baia Bianca e il promontorio di San Fermo, sarebbero stati ritrovati i suoi effetti personali, la borsa con i documenti, i pantaloni e le scarpe, alcuni giorni dopo la sparizione. Pare che la felpa ritrovata indosso al cadavere sia la stessa indossata da Paola prima della scomparsa.

Il camping Fornella a San Felice. Pare che la donna abbia scavalcato la recinzione in piena notte

La salma è stata poi trasportata presso l’obitorio dell’ospedale di Gavardo a disposizione della Procura di Brescia e del medico legale incaricato di eseguire gli esami autoptici. Paola Tonoli, moglie del noto pittore Francesco Freddi, si era allontanata a piedi da casa dei suoi genitori nella tarda serata del 27 ottobre scorso senza dare spiegazioni.

La donna da tempo soffriva per la prematura scomparsa del figlio, Samuele Freddi di 20 anni, deceduto il 3 agosto dello scorso anno per un trauma cranico riconducibile ad una lite con amici o ad un gioco finito male. Per la morte del giovane la Procura di Brescia avrebbe aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale ma nulla avrebbe fatto pensare ad una fuga volontaria della donna che pare non avesse mai manifestato segni di squilibrio.

Dunque che cosa può essere accaduto a Paola Tonoli? La notte della scomparsa, avvenuta intorno alle 23.30 da San Felice, la donna aveva deciso di dormire in casa dei genitori dove l’avrebbe accompagnata in auto la sorella Chiara. Dopo il commiato dalla germana, invece, Paola si sarebbe allontanata per poi sparire nel buio.

Paola Tonoli ripresa da due telecamere mentre cammina nelle vicinanze del camping

Poco dopo la mezzanotte due telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso la donna all’interno di un’area di parcheggio, poco distante dalla casa dei suoi genitori, mentre scavalcava il muro di cinta del camping Fornella, che si trova nell’omonima via:

”…Lì potrebbe essere accaduta qualcosa a mia sorella – ha detto Chiara Tonolima non so a che cosa pensare…”. Il 28 ottobre due persone avrebbero visto Paola: una ragazza l’avrebbe incrociata alla 4.30 tra viale Italia e via delle Gere, la strada che porta al cimitero.

Samuele Freddi

Un altro testimone, alle 5.45, l’avrebbe vista mentre camminava tra via Boschette e via degli Alpini a Portese, frazione di San Felice. Il 3 novembre un ultimo avvistamento a Manerba dove Paola abitava in via Cantarane. I cani molecolari si sarebbero diretti verso il locale cimitero dove la donna potrebbe essersi recata per pregare un’ultima volta sulla tomba del figlio.

La donna sarebbe stata vista nei paraggi del cimitero alle prime luci dell’alba

Ma chi può dirlo con certezza? Poi si è parlato del coinvolgimento di un ordine religioso nel cui monastero la donna si sarebbe rifugiata nel tentativo di lenire il dolore per la perdita del figlio. Soltanto congetture, nessuna conferma.

Paola Tonoli aveva lasciato in casa il cellulare dunque da questo punto di vista non è stato possibile tracciare alcun movimento. Rimane il mistero del suo bancomat che sarebbe stato utilizzato per alcuni prelievi in una banca del paese. Le indagini dei carabinieri proseguono in attesa degli accertamenti scientifici e di ulteriori novità investigative al fine di stabilire le cause del decesso che sembra riconducibile ad un suicidio.  

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