La scena del Crimine: per capire con cognizione di causa. E per non farci ingannare dallo spettacolo – 6 –

Dal delitto di Garlasco a quello di Brembate. Il DNA di Ignoto-1 è un artefatto? Esistono ipotesi alternative? Come avrebbe fatto uno sconosciuto (Massimo Bossetti) ad accostarsi al marciapiede che la ragazzina stava percorrendo per recarsi nella vicina abitazione e convincerla a salire sul furgone? Ad oggi è ancora tutto avvolto nel mistero. Come potrebbero essere andate realmente le cose?

Il 26 novembre 2010 Yara scompare. La ragazza viene ritrovata il 26 febbraio 2011 in un prato di Chignolo d’Isola, attiguo alla zona industriale. La distanza tra la palestra di Brembate, frequentata da Yara compreso il giorno della scomparsa, e il luogo del ritrovamento del cadavere è pari a circa 9,5 km.

Il corpo senza vita della giovane atleta giaceva supino con le braccia allargate e poggianti sul suolo, le gambe leggermente divaricate. La posizione del cadavere è inusuale poiché è praticamente simmetrico e, se si considera che la morte, come risulterà dall’esame autoptico, si è avuta per ipotermia, non si scorge alcun accenno al “raggomitolarsi”, tipica posizione di chi si trova colto dal freddo.

Si potrebbe obbiettare che la vittima fosse irrimediabilmente incosciente e quindi impossibilitata ad assumere qualunque tipo di decisione. Qui vediamo lo scalatore Marko Lihteneker il cui cadavere è stato rinvenuto sull’Everest in una posizione parzialmente simile a quella relativa al caso in esame, egli tuttavia trovava quiete su di un piano inclinato, quindi la posizione assunta dagli arti superiori trova facile spiegazione.

L’autopsia dunque parla di morte per ipotermia, accelerata dal grado di indebolimento indotto da numerose ferite che presentano caratteristiche peculiari. Anche Lihteneker è morto per indebolimento, in questo caso per fatica, e ipotermia. In genere i morti per ipotermia non assumono questa particolare posizione, anche se, invero, ogni caso è a sé stante.

Animato da questo dubbio mi sono recato sui luoghi per cercare di ricostruire la dinamica dell’evento. Ora, dimentichiamoci di Ignoto-1, dell’iter processuale e di tutto il resto, pornografia compresa, collochiamo i nostri pensieri a quel 26 novembre 2010.

Zona industriale Chignolo

Un’indagine di Polizia avrà preliminarmente interessato i famigliari che hanno denunciato la scomparsa, gli amici e conoscenti della sventurata, la palestra e i suoi frequentatori di quel dì. Gli inquirenti avranno poi allargato le ricerche rivolgendosi a tutti i frequentatori della palestra e sugli altri luoghi di frequentazione, poi avranno acquisito i tabulati telefonici e le riprese delle telecamere di sorveglianza stradale e di quelle disseminate sui percorsi ipotetici che Yara avrebbe potuto effettuare per il ritorno a casa. Tutto questo a partire dall’ora in cui uno o più soggetti l’avevano vista viva e in nessun modo preoccupata o alterata.

Dai ripetitori telefonici gli investigatori avranno ricavato l’ultimo contatto e l’ultima cella telefonica agganciata. L’esame delle telecamere non avrà fatto emergere nulla di interessante. Qui apro una parentesi: se le telecamere avessero registrato un anda e rianda insistente di un qualunque veicolo, gli investigatori l’avrebbero certamente notato, invece no.

Infine utilizzando i cani molecolari gli investigatori avrebbero dovuto individuare il luogo dove Yara potrebbe essere scomparsa. E’ però interessante notare che i cani, seguendo il loro fiuto, si erano eccitati dentro uno specifico cantiere. Attenzione: in un generico cantiere sono presenti molto elementi, fra questi polveri di vario tipo che possono rimanere attaccate nei vestiti e nelle scarpe di un qualunque muratore, del geometra, architetto, ingegnere, impresario e via discorrendo.

I carabinieri avrebbero seguito vari indirizzi di indagine, alcuni, ritenuti impraticabili, sarebbero stati abbandonati. Come accade per qualsiasi inchiesta.

Il 26 febbraio 2011, la svolta. Mettiamoci ancora nei panni di un ipotetico nucleo investigativo dei CC e/o della polizia scientifica.

Le due ipotesi che possiamo azzardare, stante le premesse, sono: la vittima è morta sul luogo di ritrovamento o la vittima è stata trasportata in quel luogo successivamente.

Seguendo la prima ipotesi verrebbe da pensare che la sfortunata Yara, essendo uscita dalla palestra a piedi, mezz’ora prima di cena, abbia incontrato uno a persona che conosce e su cui riponeva la propria fiducia, tanto da salire su un veicolo (a posteriori ritenuto come un Fiat Iveco Daily di colore bianco) e scorrazzare un po’ prima di rientrare a casa all’ora consueta dopo aver fatto gli allenamenti.  Chiunque l’avesse portata nel campo doveva per forza conoscere il luogo, stante i suoi due punti d’accesso. Ma con quale mezzo?

Entrambe le vie che portano verso il luogo del ritrovamento sono provviste di una sbarra orizzontale. Si può sfruttare la ciclabile – segnalata su via Paganini – o un generico accesso pedonale o scavalcare una sorta di aiuola. Forse si potrebbe accedere anche attraverso le capezzagne che di solito collegano i vari poderi, ma bisognerebbe conoscerle molto bene, esse tuttavia non sono evidenti ed anche esaminando le foto satellitari non se ne scorgono.

… continua …

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