I giovani indispensabile speranza del futuro

In molte parti del mondo i giovani rimangono esclusi dall’istruzione anche obbligatoria. Addirittura si arriva ad impedire con la forza la frequentazione regolare delle lezioni laddove il tasso di analfabetismo raggiunge cifre da capogiro. Il futuro certo risiede nei giovani che potranno realizzare le proprie aspirazioni.

Roma – Oggi si celebra la Giornata Mondiale dedicata alle Capacità dei Giovani. Essere ragazzi nel 2021 è sempre più difficile e l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha voluto dedicare un giorno proprio a coloro che sono più giovani e che meritano tutte le attenzioni e tutta la considerazione possibile.

In modo particolare l’ONU ha cercato di indirizzare il suo impegno verso quei paesi in Africa e in Asia dove i bambini non riescono a studiare e ad avere un’istruzione che possa consentire loro di “svoltare” e di affrontare la vita in modo più consapevole.

Pensiamo a ragazze come Malala che in Pakistan sono state vittima di attentati terroristici che volevano impedire loro di andare a scuola. Ma pensiamo anche a quelle nazioni africane dove la piaga dell’analfabetismo è ancora fortissima e dove la preoccupazione principale è quella di procurarsi il cibo per il pranzo e la cena.

La coraggiosa Malala

Nascere in certi villaggi sperduti e dimenticati è già una condanna di per sé che non lascia molte possibilità di scelta. I bambini di oggi saranno gli adulti di domani e se vogliamo che il mondo vada avanti dobbiamo pensare a loro prima di tutto.

Troppo spesso la scuola viene sottovalutata e non riceve gli aiuti necessari dallo Stato, non è un caso infatti se oggi la professione di docente sia considerata un semplice ripiego da parte di coloro che non riescono a realizzare le loro aspirazioni.

Bambini della tribù Konso, Etiopia

Il problema dell’istruzione non riguarda infatti solo i Paesi sottosviluppati e il terzo mondo ma anche le nazioni più evolute che tendono a sottovalutare l’importanza della scuola nella formazione delle nuove generazioni.

E questo problema è stato senza dubbio ingigantito dalla pandemia che ha imposto per molti mesi l’adozione della didattica a distanza (cosiddetta DAD), impedendo il contatto diretto tra docenti e alunni.

Non è certo un caso se la disoccupazione giovanile raggiunge oggi livelli molto elevati all’interno di una società dove l’età della pensione si allunga sempre di più e dove le posizioni apicali vengono occupate da persone già in avanti con gli anni.

Le Nazioni Unite hanno voluto con la loro scelta sensibilizzare l’opinione pubblica ,mettendo all’attenzione di tutti un problema più che mai reale. I giovani sono infatti portatori di nuove idee e di nuove prospettive soprattutto in un mondo dove il progresso tecnologico si afferma imperioso e tenere il passo con i tempi non è certo facile per nessuno.

Chi quindi meglio dei giovani può aiutarci ad affrontare e a vincere tutte le sfide del ventunesimo secolo? Occorre però un maggiore impegno delle istituzioni insieme all’erogazione di più fondi da parte dei Governi mondiali.

In caso contrario rischiamo tutti di condannare il nostro pianeta al fallimento pioché senza opportunità per i più giovani una società è destinata a morire. E le opportunità non nascono da sole ma vanno create con politiche lungimiranti.

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