VIBO VALENTIA – ISTRUZIONE PRIVATA: IN VENDITA MASTER E CREDITI FORMATIVI COME AL MERCATO

Nel settore dell'istruzione paritaria ne accadono di tutti i colori e non è la prima volta che scandali come quello di Vibo Valentia mettono in luce personaggi senza scrupoli complici di funzionari pubblici conniventi. Vendevano di tutto come al supermarket.

Vibo Valentia – L’hanno chiamata “Diacono” l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha portato all’arresto di 10 persone – otto in carcere e due ai domiciliari – per un totale di 23 indagati, tutti operanti nel settore dell’istruzione paritaria, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, falsi in atto destinati all’autorità giudiziaria quali la compravendita di migliaia di master, 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) per l’insegnamento ed abilitazioni Lim, Tablet, Pekit, Bes, Dsa e Coding A.A senza la preventiva frequenza dei corsi, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e auto-riciclaggio.  

Nel corso dell’attività di esecuzione delle misure cautelari sono state sottoposte a sequestro, con decreto d’urgenza, anche 19 società attive nel settore dell’istruzione, per un valore stimato di circa sette milioni di euro.

Tra gli indagati spiccano la dirigente generale dell’Ufficio scolastico provinciale di Vibo Valentia, Maria Rita Calvosa, l’ex dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Vibo Valentia Maurizio Piscitelli, l’ex assessore comunale di Vibo Valentia Incoronata Bax e l’ex assessore comunale a San Ferdinando già coinvolto nell’operazione “Panta Rei” sull’Università di Messina Carmine Caratozzo.

Al centro del sistema fraudolento ci sarebbe l’Accademia di Belle Arti Fidia di Stefanaconi, gestita dalla famiglia Licata, che fa capo ad una serie di istituti formativi e che ha illecitamente prodotto, in cambio di denaro e altri “beni”, titoli di studio e attestati per favorire, a coloro che ne entravano in possesso, la partecipazione a concorsi pubblici per l’assunzione di personale docente e ATA (Assistente Tecnico Amministrativo).

Accademia di Belle Arti Fidia di Stefanaconi

Un sistema basato sulla commistione di interessi lucrosi costruito ad hoc grazie alla corruzione di un alto funzionario del Ministero dell’Istruzione come Piscitelli, originario di Casalnuovo di Napoli,  che avendo il compito di ispezionare e controllare gli istituti privati accreditati al Miur, avrebbe stipulato accordi con terzi soggetti percependone gli utili ”irregolari” sfruttando la sua posizione e avvalendosi del figlio Christian che gli faceva da prestanome. 

Secondo il procuratore di Vibo, Camillo Falvo, la consegna dei soldi all’ispettore avveniva all’interno di confezioni di bottiglie di rhum o in cellulari e questo rappresentava il prezzo della corruzione sui 300-500 diplomi ceduti dall’Accademia Fidia finalizzati ad una loro rivendita.

L’operazione ha messo in luce un ulteriore episodio di corruzione, finalizzato a conseguire l’attribuzione di un importante incarico istituzionale a Roma nell’ambito del Ministero dell’Istruzione, a beneficio della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria Maria Rita Calvosa.

Maria Rita Calvosa

A seguito di opportune verifiche è stato inoltre stabilito che un singolo diploma costasse sui 2.000 euro, evidenziando persino la presenza di legami massonici tra alcuni indagati. A tal proposito, durante la conferenza stampa, è stato rivelato dagli inquirenti che nel luglio scorso, a casa di Davide Licata, erano stati rinvenuti mantello, guanti e medaglioni, tutti simboli iconici di quel particolare tipo di ”fratellanza”.

Luogo che ha rappresentato, dunque, il prologo dell’inchiesta e al cui interno si nascondeva un vero e proprio arsenale di armi – tra fucili, mitragliatrici, pistole, silenziatori e munizioni – che aveva fatto scattare il carcere per Licata e i domiciliari per sua moglie.

Le armi sequestrate

Da qui tutta una serie di attività investigative e tecnico ambientali che hanno portato ad una scoperta importante: dal 2014 ad oggi potrebbero essere stati rilasciati circa 20 se non 30 mila attestati con un potenziale giro d’affari di enorme rilevanza. Insomma uno squallido mercimonio della funzione pubblica i cui “falsi prodotti” immessi nel circuito nazionale hanno inesorabilmente condizionato il mercato del lavoro.

I simboli massonici sequestrati

Se pensiamo ai tanti ragazzi che studiano con non pochi sacrifici e rinunce per affrontare una prova d’esame e ambire ad un agognato posto di lavoro, ci pervade un sentimento di profonda rabbia quando viene sollevato il velo ad un ingranaggio sotterraneo che si regge su percorsi sapientemente falsificati dove si può comprare anche il diritto all’istruzione e al lavoro.

 

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