MONOPOLI – SE FAI UN FIGLIO TI PREMIO. NE SONO NATI TRE ED ALTRI SAREBBERO IN ARRIVO.

Le iniziative filantropiche del nobile imprenditore pugliese hanno sortito gli effetti sperati: ben 3 bimbi nati fra i dipendenti dell'azienda dove i neo genitori vengono premiati dal loro datore di lavoro.

MonopoliImprenditore dona ad ogni lavoratore del proprio gruppo industrialePlastic Puglia” di Monopoli al quale nascerà un figlio, oltre a un bonus di 6.000 euro una tantum (già deciso nel giugno 2019) anche un premio, per un anno, di 300 euro al mese. L’iniziativa privata ha da sempre superato la pachidermica azione dello Stato che a causa della burocrazia rallenta ogni attività impedendo, molto spesso, sviluppo, crescita e futuro. E’ l’iniziativa annunciata Grand’Ufficiale della Repubblica italiana, barone Vitantonio Colucci, fondatore e titolare dal 1967 del Gruppo industriale Plastic-Puglia di Monopoli, in provincia di Bari, leader nel settore dell’irrigazione di precisione:”…Se lo Stato non fa nulla per agevolare le nascite – dice Colucci – io provvedo per i miei dipendenti…”.

Il Gruppo industriale Plastic Puglia di Monopoli.

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Il titolare dell’azienda con 180 lavoratori, un anno fa, decise di donare ai dipendenti che fossero diventati genitori un bonus di 6000 euro. Quest’anno, dopo aver visto “nascere in azienda” già 3 bimbi, ha deciso di avviare un’altra iniziativa. A ogni lavoratore al quale nascerà un figlio sarà garantito oltre che il citato bonus di 6000 euro una tantum, anche un premio di 300 euro al mese in busta paga per la durata di un anno. Colucci ha inoltre sottolineato che il progresso economico di uno Stato è da ricercarsi proprio nello sviluppo demografico, facendo quindi capire quanto sia importante supportarne la crescita. Proprio per combattere i problemi legati alla bassa natalità e spronare così le giovani coppie a generare figli. Negli ultimi anni lo Stato ha affrontato diverse volte l’argomento per cercare di migliorare la situazione delle potenziali neo-famiglie ma non c’è riuscito. Non sempre infatti ha potuto accontentare tutte le famiglie a causa delle eccessive richieste e delle scarse risorse. Per spingere a mettere su famiglia la normativa nazionale prevede gli ANF (ovvero gli assegni per il nucleo familiare) ma anche diversi provvedimenti mirati a conciliare vita professionale e privata dei genitori, garantendo loro aiuti di tipo economico.

L’imprenditore con i suoi operai.

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Accanto alle iniziative di portata nazionale, inoltre, se ne sono affiancate diverse locali, promosse da Comuni ed enti territoriali, con requisiti abbastanza rigidi. In sostanza il problema è stato affrontato negli anni ma non ha mai centrato l’obiettivo. Per il 2020 lo Stato ha previsto anche un incentivo per chi ha figli con meno di 3 anni di età che frequentano l’asilo nido. A tali nuclei familiari spetterà un bonus crescente in base al proprio ISEE, da un minimo di 1.500 euro, passando per un importo intermedio di 2.500 e arrivando a quello massimo di 3.000 euro. Anche la nascita di un figlio viene premiata con un bonus, che è ripartito sempre in base all’ISEE familiare. Vi è, peraltro, anche un incentivo che riguarda le mamme in gravidanza.

Queste ultime possono far richiesta del bonus al 7° mese di gravidanza e ottenere un importo una tantum di 800 euro per il futuro nascituro. Sogno o realtà, al di là dello Stato, certamente Vitantonio Colucci ha dimostrato molto coraggio considerata la situazione di depressione economica che si sta vivendo:

Pacchi dono per anziani e disagiati.

“…Ho deciso di istituire questo nuovo bonus – afferma il barone Colucci – perché noto con rammarico che lo Stato non dedica particolare attenzione al drammatico calo demografico che continua a investire l’Italia. La somma che metto a disposizione dei miei dipendenti aiuterà ad affrontare le prime più indispensabili spese che comporta l’arrivo di un neonato. Mi auguro possa costituire un incentivo a far nascere altri bambini. “Il mio incentivo alle nascite, conclude l’imprenditore, è una idea maturata nell’ottica di un sostegno alla crescita demografica e sono certo che potrà favorire anche il “ricambio generazionale” del mio Gruppo, dove lavorano già i figli di molti dipendenti. Mi auguro, pertanto, che la mia scelta possa essere di esempio e d’incoraggiamento per altre aziende…”.

Un’iniziativa lodevole che potrebbe essere sostenuta anche da altre istituzioni pubbliche ma con i tempi che corrono…

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