ROMA – MENTRE SAN MARINO RIAPRE IN ITALIA BANCOMAT O CARTE ANTICOVID IN TRATTORIA

La Repubblica del Titano ha fatto i suoi programmi che hanno dato risultati lusinghieri. Fra qualche settimana le autorità sanmarinesi apriranno le vaccinazioni ai frontalieri. E diventeranno Covid-free.

RomaGiorni di ordinaria follia. Potremmo chiamarla la buffonata del giorno, considerato che ultimamente nei palazzi della politica pare facciano la gara a chi la spara più grossa.  

Verso la fine del mese di aprile le regioni che saranno promosse a zona gialla (fa tanto bastone e carota) avrebbero il permesso di vedere finalmente riaperte le attività di ristorazione.

Addio dunque ad asporto e delivery, si ritornerebbe alle tanto sospirate “porte aperte”.

Attenzione però: le normative vigenti, ovvero distanza di sicurezza, obbligo di mascherine, limitazione nel numero dei clienti e sanificazioni, con eventuale misurazione della temperatura corporea, non basteranno più.

Prove tecniche di dittatura?

L’ultima genialata del Comitato Tecnico Scientifico sarebbe quella di introdurre un obbligo di prenotazione, in modo da abbattere gli assembramenti e, udite udite, un sistema di tracciamento clienti che promette lo stesso “successo” della app Immuni.

Tuttavia la trovata più assurda è quella che minaccia l’utilizzo del contante. Sì, avete capito bene. Il Cts vorrebbe imporre il divieto nell’uso delle brutte e cattive banconote, con la scusa del passaggio “di mano in mano” che sarebbe veicolo di trasmissione del virus.

Ci domandiamo come abbiamo fatto nell’ultimo anno, in cui abbiamo normalmente utilizzato il contante, a non essere finiti tutti sottoterra stando al ragionamento del premio Nobel di turno?

Dunque verrebbero consentiti esclusivamente pagamenti elettronici o digitali. Nemmeno in Cina si era arrivati a tanto, ed è tutto dire.

Sembra proprio che si stia facendo di tutto, ma proprio di tutto, per impedire la sospirata ripartenza del Paese, incentivando il fallimento di quante più attività possibili.

Destra e sinistra ormai sono indistinguibili, nessuna voce al riguardo si leva dagli schieramenti dei “populisti” e il malcontento serpeggia.

Volendo fare un paragone, guardiamo un istante a San Marino: dal 12 aprile la Repubblica allenterà le restrizioni, forte della campagna vaccinale prevalentemente effettuata con lo Sputnik.

San Marino potrebbe essere presto Covid-free grazie a Sputnik

Da quella data dunque i ristoranti resteranno aperti fino alle 21.30, mentre dal 26 aprile il divieto di uscita notturna verrà definitivamente abolito.

Dal 18 aprile invece il divieto di uscita slitterà a mezzanotte e non più alle 22.00, mentre i locali potranno servire bevande e cibo fino alle 23.00. Dal 26 aprile non vi sarà alcuna limitazione all’orario di apertura e potranno riaprire cinema e teatri.

Bar e pub aperti con servizio al banco

Tale decreto del Governo di San Marino rimarrà in vigore fino al 1 maggio, introducendo una serie di misure che andranno gradualmente ad allentare le restrizioni riguardanti la mobilità interna delle attività commerciali.

Da lunedì 12 aprile i centri commerciali potranno restare aperti anche nei weekend, mentre la scuola riprenderà in presenza al 100%.

A maggio il 70% dei sammarinesi sarà vaccinato, in prevalenza con il vaccino russo Sputnik, e San Marino potrà dirsi definitivamente Covid free.

A San Marino la vita ricomincia

Il Governo sammarinese (probabilmente spinto da compassione) si è detto inoltre disponibile alla vaccinazione dei frontalieri, che verrebbero però vaccinati con Pfizer anziché con Sputnik (che, ricordiamolo, al momento è forse il solo vaccino a non essere rimbalzato nelle cronache degli effetti avversi), dato che l’Ema e Aifa non hanno ancora dato l’approvazione al vaccino moscovita (le guerre politiche prima di tutto, anche prima della salute).

Così stanno le cose: San Marino 1 – Italia 0.

D’altronde loro non hanno Draghi, Speranza e compagnia cantante ma, evidentemente, persone che hanno davvero a cuore la salute dei cittadini e il loro benessere economico. Andando avanti così potremmo arrivare all’esodo degli italiani verso San Marino: profughi in fuga da un Paese fallito.

 

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