ROMA – LE SVIOLINATE DI SALVINI IN PARLAMENTO: TUTTO FUMO, NIENTE ARROSTO

Il politichese di Matteo Salvini non interessa nessuno. Una volta passato al governo con il Pd il leader della Lega si comporta come i politici che un tempo aveva osteggiato facendo davvero opposizione. Tempi che furono.

Roma – Matteo Salvini torna all’attacco di Draghi affinché si ritorni alla normalità al grido di libertà da ogni restrizione sociale. Il leader del Carroccio ritiene importante, da subito “calendarizzare e programmare un percorso per restituire agli italiani il diritto di vivere, studiare, amare, lavorare”. 

La sviolinata populista non poteva mancare e fa sempre scena. Specie quando sono altri a decidere le sorti dell’Italia. Insomma il solito Salvini non si smentisce e di concreto, sul piatto, non mette nulla se non il solito elenco delle cose che non vanno. A cui ormai non crede più nessuno.

E per farla completa il buon Matteo se la prende anche con il decreto Sostegni: un provvedimento che dovrebbe essere “più efficace”, dice. E non solo: “riaprire subito i negozi, i ristoranti, le attività sportive, culturali ed educative”. Insomma una sorta di liberi tutti tanto per fare schizzare ai massimi livelli la curva epidemiologica.

Il liberi tutti di Salvini

Purtroppo, e Salvini dovrebbe saperlo bene, se i vaccini non raggiungeranno almeno l’80% della popolazione la situazione non si normalizzerà affatto dunque è bene che il leader leghista parli con cognizione di causa attesa la sua posizione in seno all’area di governo. Lo stesso governo che, con il suo avallo, impone le restrizioni che tutti gli italiani debbono rispettare. 

Poi cambia tono e usando la tecnica del bastone e della carota, ringrazia il premier per aver messo al centro del suo intervento, in Parlamento, i bimbi e le famiglie, con una paventata riapertura subito dopo Pasqua degli asili nido, scuole materne ed elementari.

Altro tema affrontato da Salvini, da oggi europeista convinto, è quello dei ristori e riferendosi a quanto avviene in Germania sembra condividere i ragionamenti di Angela Merkel:

Salvini d’amore e d’accordo con Angela Merkel

“…Ieri ci hanno spiegato che i tedeschi stavano chiusi in casa fino al 18 aprile, ora è arrivato il contrordine – ha detto Salvini anzi viene approvato, addirittura, uno scostamento di bilancio di 60 miliardi di euro. Costi quello che costi questo governo deve fare la stessa cosa...”.

Ma non è finita lì. Il comandante Salvini non contento della sortita chiede a Draghi di non risparmiare sul prossimo scostamento perché “se la Germania ci ha messo 60 miliardi, noi abbiamo il diritto di fare altrettanto”. Nello stesso tempo, dopo avere tenuto la dotta lezione di economia e finanza, il prof. Salvini si lascia andare ai ringraziamenti:

Sempre nei confronti di Mario Draghiper la concisione, la precisione e per aver messo al centro del suo intervento quello che interessa 60 milioni di italiani…”. Poi da perfetto capo-comico Salvini passa alla rivista e come meglio Macario non potrebbe attacca la Regione Toscana e il mondo intero sul tema dei vaccini:

Salvini ringrazia il premier Mario Draghi

“…A proposito di piano vaccinale – continua il capo leghista perché ci debbono essere gli anziani in Toscana che sono gli ultimi per copertura vaccinale in Italia? Che cosa hanno fatto di male per farsi scavalcare da politici e altre categorie non particolarmente a rischio? Non ci devono essere i furbetti del vaccino...”.

Le prelazioni nelle somministrazioni dei sieri vengono stabilite in autonomia dalle singole Regioni. Ma forse il buon Matteo sconosce questa norma ma ormai sui vaccini è partito, e sui vaccini continua il suo affondo:

“…In questo momento la scienza dovrebbe prevalere sui ragionamenti politici – ha aggiunto il rappresentante del Carroccio – così ha fatto bene Draghi, come anche la Merkel, a sollecitare un responso sul vaccino sovietico. Non si possono certo fare guerre geopolitiche sulla pelle dei cittadini italiani…”.

Salvini non risparmia la Cina e punta il dito sulle autorità di Pechino: “…Aspettiamo il giorno in cui un tribunale internazionale indipendente chiamerà la repubblica comunista cinese a rispondere del contagio che ha diffuso in tutto il mondo con le sue omissioni, le sue bugie e i suoi ritardi...”.

Tornando alla politica Salvini concorda con Draghi nel merito di mettere ordine nella giungla delle cartelle esattoriali. Il leader leghista, da questo punto di vista, ha dimostrato una notevole coerenza anche in ordine alla revisione del sistema generale delle riscossioni. Con l’azzeramento di decine di milioni di cartelle, passo doloroso ma ormai indifferibile. 

L’accordo, riferisce Salvini, stabilisce che entro aprile possa diventare operativa detta revisione con tutti i benefici che ne deriveranno anche se sino ad oggi l’aria che tira sembra poco favorevole ad uno svuotamento dei magazzini fiscali. Ma se una ripartenza vera ci deve essere non si potrà fare a meno di annullare i vecchi debiti, specie quelli ormai inesigibili.

Guido Bertolaso: meglio Milano che Roma

Intanto per le elezioni amministrative di Roma la Lega continua a sostenere la candidatura a sindaco di Guido Bertolaso, nonostante l’opposizione di Giorgia Meloni. Ma l’ex capo della Protezione Civile prescelto da Salvini, gradito a Berlusconi ma osteggiato da FdI, si è già tirato fuori dalla mischia.

Bertolaso ha salutato tutti ed è partito per Milano dove il ruolo di consulente del governatore Attilio Fontana gli è più congeniale. E meno rischioso rispetto alla poltrona in Campidoglio. I candidati del centro-destra, sino ad ora, si esauriscono qui. Ma Roma è Roma e fa gola a molti. Ne troveranno altri a breve

 

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