Pagare a rate con i soldi che non ci sono

E’ un sistema perverso che può ridurci sul lastrico. Se non paghi nei tempi dovuti scattano gli interessi e sembra siano i giovanissimi i più numerosi insolventi. Complici i ripetuti lock-down il metodo di acquisto e pagamento differito si è diffuso a macchia d’olio ed ha indebitato milioni di persone. Attenzione agli acquisti in rete che diventano compulsivi. Di tante cose inutili non c’è davvero bisogno.

Compri ora, paghi dopo e rischi di restare in braghe di tela. Oggi che si fa tutto al computer o con l’IPhone, anche lo shopping corre sulle vie del web che, come quelle del Signore, sono infinite. La gran parte delle App di shopping online e i siti che praticano l’e-commerce hanno inserito tra i vari servizi e metodi di pagamento, anche quello dell’acquisto anticipato rispetto al saldo. Sai che novità: è il vecchio ma mai tramontato sistema di pagamento a rate esteso anche per cifre modiche!

Oggi viene usato un linguaggio tecnico per definire i nuovi sistemi. Ad esempio: BNPL, che sembra l’acronimo di qualche malattia misteriosa, invece sta per “buy now, pay later” (compra ora e paghi dopo). Il meccanismo consente ai consumatori di fare delle compere con pagamenti differiti nel tempo e senza interessi.

Gli acquisti possono effettuarsi solo dai partner commerciali del fornitore dei servizi BNPL e se l’utente non riesce a pagare in tempo l’importo dovrà essere poi rimborsato con interessi variabili a seconda dell’ammontare della fattura iniziale.

Con il lockdown dovuto al Coronavirus questa pratica ha subito una decisa accelerazione. Molti utenti, però, si sono trovati a dover gestire il proprio portafoglio in maniera diversa, perché non hanno più potuto affidarsi al loro introito fisso per aver perso il lavoro o perché in cassa integrazione o per altri imprevisti. Ma lo stare in casa ed essere iper-connessi ha spinto molto persone a rimanere abbacinate dalle offerte ed hanno acquistato di tutto e di più. Spesso in maniera compulsiva.

Il meccanismo diventa quasi una droga, non se ne può fare a meno, e si rischia di non rendersi conto di quanto si ha in cassa. Un rapporto dell’ASIC (Australian Securities and Investment Commission) ci ha informato che nel solo mese di novembre del 2020 il valore totale delle trasmissioni dei fornitori di BNPL è aumentato del 79%, mentre sull’intero anno i valori sono aumentati di oltre il 50% rispetto all’anno precedente.

E’ vero che questi sistemi non hanno interessi almeno all’inizio, a differenza delle carte di credito o dei prestiti con anticipo sullo stipendio che sono più alti, ma è altrettanto vero che non sono esenti da pericoli. Infatti scorrendo i dati del rapporto ASIC è risultato che un cliente su cinque non ha rimborsato quanto dovuto nell’ultimo anno.

L’aspetto curioso è che quasi il 50% degli inadempienti ha un’età tra i 18 e 29 anni. Dunque gli attori principali che hanno prodotto debiti, da restituire poi con gli interessi, rientrano tra i giovanissimi. Poi un buon 20%, per regolarizzare la propria posizione, ha dovuto rinunciare ad altre priorità essenziali ed alcuni si sono ritrovati nella critica situazione di saltare i pasti per poter risarcire il dovuto. Un altro 15% ha dichiarato, invece, di aver dovuto chiedere un prestito aggiuntivo per far fronte all’insolvenza. Come una specie di catena di Sant’Antonio, di cui non si vede mai la fine.

Il fenomeno si è tanto diffuso che il Financial Times ha considerato questi sistemi di pagamento come vere e proprie trappole per Millennials (i nati tra il 1981 ed 1996). Sono sistemi che, di fatto, inducono a spendere soldi che al momento non possiedi per poi indebitarti quando c’è da saldare il conto. Ma i giovani non si indebitano solo perché sono vittime innocenti del consumismo, incapaci di discernere tra ciò che possono o non possono fare.

A tal riguardo una ricerca condotta da Arrow Global, azienda leader nel settore di acquisti di debiti da banche, società di carte di credito e società di telecomunicazioni, ha messo in evidenza che la tendenza in atto è alimentata da almeno tre fattori: alto costo della vita, bassi salari e pressioni sociali. Una situazione che determinerebbe la scelta di forme alternative di debito per stare al passo dei tempi. Ma bisogna saper scindere tra desideri e bisogni, perché in un attimo si resta senza un euro in tasca..                                                                                  

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