La violenza di genere è la più odiosa

Gli atti di sopraffazione e di vessazione nei confronti delle donne sono ancora la triste prerogativa di mariti e compagni che considerano il partner una sorta di oggetto proprio. L’odierna celebrazione deve servire da monito: basta con le violenze su donne e bambini. E che la politica faccia il suo dovere, una volta per tutte, con leggi agili, senza interpretazioni, e certezza della pena.

Roma – Oggi 25 Novembre, giornata della memoria. L’evento dovrebbe servire per far emergere la percezione del fenomeno tra i giovani per poi indurre a profonde riflessioni sulla violenza di genere. Il contrasto al fenomeno deviante parte dalle donne ma non può prescindere dalla consapevolezza degli uomini. Per questo è un bene che si parli di simili argomenti negli istituti scolastici e nella società con precise prese di posizione.

Sarebbe auspicabile, per gli anni a venire, che si facessero più incontri, meeting, cortei, flash mob, dove a manifestare insieme alle donne ci fosse un maggior numero di rappresentanti del sesso maschile per parlare diffusamente della violenza più rivoltante che esista. Un vero atto di amore e di rispetto nei riguardi delle donne.

Ma le proteste e le manifestazioni contro la piaga sociale dei “femminicidi” e delle angherie sulle donne hanno visto finora come protagoniste quasi sempre coloro le quali, a torto, sono state classificate come sesso debole. Eppure il problema riguarda la società intera e, in particolare, proprio gli uomini.

Manifestare l’impegno diretto degli uomini nel contrastare la violenza di genere, sarebbe già una svolta epocale, che riempirebbe di maggiore contenuto sociale ogni iniziativa volta al ricordo di questa piaga che dilaga a ritmo crescente. Insomma occorre maggiore sensibilità da parte di una società forse troppo spesso distratta e miope. La politica, ovviamente, deve fare il proprio dovere.

Dal 1 di gennaio al 14 novembre 2021 nel nostro Paese sono state uccise 103 donne, di cui 87 in ambito familiare o comunque nella sfera di una relazione affettiva. Di queste vittime 60 hanno trovato la morte per mano di mariti, fidanzati e compagni.

Violenza sulle donne: Mario Draghi annuncia nuove risorse per prevenirla e per aiutare le vittime

Anche quest’anno, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, sono numerose le iniziative messe in campo da istituzioni e associazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e fornire sostegno ed aiuto alle vittime.

La ricorrenza internazionale, nata per disposizioni dell’Onu nel 1999 e celebrata ogni anno nella giornata odierna oltre a costituire un monito alla collettività, serve per ricordare che la violenza di genere è purtroppo ancora una realtà diffusa da combattere in maniera concreta e che la strada da percorrere è ancora lunga e tortuosa, soprattutto dal punto di vista delle lacune legislative.

“…La tutela delle donne è una priorità assoluta per il Governo, che intende affrontare l’odioso problema della violenza di genere in tutti i suoi aspetti, dalla prevenzione al sostegno alle vittime…”, dichiara il premier Mario Draghi esprimendo, in tal modo, pieno sostegno alle misure di contrasto alla violenza di genere presentate in vista della giornata che le ricorda.

Non è un caso, infatti, che il Governo stanzierà nuove risorse per aiutare le donne che sono colpite da questi problemi, onde accompagnarle in un percorso che le porti ad uscire dal tunnel dei soprusi, favorirne l’indipendenza economica e rafforzare, in particolare, l’assistenza necessaria a difesa dei loro diritti. “…Per contrastare il femminicidio ha aggiunto il ministro Lamorgese – sono pronte nuove norme a cui stiamo lavorando con i ministri Cartabia, Gelmini e Carfagna…”.

Violenza sulle donne: Luciana Lamorgese annuncia un pacchetto con le nuove norme pronto in CdM

In ogni caso oltre a norme e sanzioni occorre in via preventiva una continua sensibilizzazione nelle scuole, tra i giovani, nella società civile. Ci sono ancora troppe donne che vivono in condizioni disperate e di agonia psicologica e che pensano di potersi liberare da sole dal “carnefice”. Ci sono poi altre vittime soffrono ma che considerano gli atti di violenza patiti come espressione di momenti di particolare sconforto o di irritabilità del partner. Niente di più sbagliato. Favorendo simili comportamenti la strada verso l’irreparabile rimane irrimediabilmente aperta.

Sentirsi più forti, volersi bene, avere una rete di difesa intorno aiuta ad essere più autonome cosi da prevenire la violenza domestica, fisica e psicologica. Purtroppo le conseguenze nefaste di questi accadimenti terribili riguardano anche i bambini che assistono impotenti a scene spesso terribili all’interno dei nuclei familiari. Tali episodi di violenta sopraffazione determinano disturbi emotivi e comportamentali che, in età adulta, potrebbero trasformarsi in vere e proprie patologie psichiatriche dai risvolti imprevedibili. 

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