I napoletani sono indecisi: vorrebbero voltare pagina una volta per tutte

Le amministrative sono un’occasione per cambiare le cose ma non debbono prevalere indecisione e astensionismo. Se vuole il cittadino per bene può essere determinante. I cittadini debbono rifiutare i voti imposti dalla Camorra, anche questa in campagna elettorale. Se Napoli vuole cambiare che sfrutti la carta della legalità e dei candidati seri e trasparenti.

Roma – Due settimane oggi e si andrà ai seggi per le amministrative. La città di Napoli rinnoverà non soltanto il suo sindaco ed il consiglio comunale, ma anche i consigli delle dieci Municipalità in cui la città è suddivisa. Sono sette gli aspiranti sindaci in corsa per l’incarico ricoperto attualmente da Luigi De Magistris.

In questi ultimi giorni non poteva mancare un colpo di scena, definitivo, siglato prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato. Proprio quest’ultimo organo ha respinto il ricorso della lista “Prima Napoli”, che rappresenta la Lega alle elezioni amministrative, contro l’esclusione della lista dalla competizione del 3 e 4 ottobre prossimi. La lista, a dire il vero, in primis era già stata bocciata dalla commissione prefettizia e poi dal Tribunale amministrativo regionale.

L’importanza della vicenda politica assume un certo rilievo perché la Lega aveva scelto di non presentarsi con il proprio simbolo, ma di esprimere una lista civica, appunto Prima Napoli, nella coalizione di centrodestra a sostegno del candidato sindaco Catello Maresca. Un po’ come ha fatto Enrico Letta a Siena, almeno cosi pare.

Lega a parte la competizione va avanti senza farsi influenzare dai chiacchiericci locali. L’unico dato interessante che emerge, in questa campagna elettorale sui generis, è senza dubbio l’incertezza di molti elettori, che si spera esercitino ugualmente il proprio diritto di voto. Lastensione, pur se legittima, è sempre un’opzione che lascia l’amaro in bocca. E con pochi voti si agevola spesso chi non vale. Insomma se il cittadino vuole può essere determinante.

Questo perché ci sono i voti strutturati, che vengono dagli iscritti e simpatizzanti dei partiti, ma nel caso di veri candidati civici, meno conosciuti, il discorso cambia in quanto è importante arrivare anche all’ultimo residente iscritto nelle liste elettorali. Questo per farsi conoscere. Informarsi, ascoltare, leggere e in ogni caso interessarsi di chi vorrebbe amministrare la propria città è sempre indice dell’amore che si ha per il territorio dove si vive. Scegliere con consapevolezza è dunque estremamente importante.

Comunque i candidati sindaci sono Gaetano Manfredi, supportato dal Pd, M5S, Europa Verde, Centro Democratico, Repubblicani, Azzurri per Napoli, Manfredi Sindaco, Napoli Solidale, Per le Persone e la Comunità, Moderati, Napoli Libera, Noi Campani per la Città, Adesso Napoli. Manfredi è stato ex ministro ed è rettore della Federico II.

Poi vi è il candidato sindaco del centrodestra, il Pm Catello Maresca, appoggiato da FI, FdI, Essere Napoli, Napoli Capitale, Cambiamo Napoli, Rinascimento Partenopeo, Partito Liberale Europeo, Orgoglio Napoletano.

Giovanni Moscarella, concorre con la lista Movimento 3V, mentre Rossella Solombrino è sostenuta da Movimento 24 agosto-Equità Territoriale. Poi vi è Matteo Brambilla con Napoli in Movimento. Antonio Bassolino, sostenuto da Azione, Bassolino per Napoli, Con Napoli, Bassolino sindaco, Napoli è Napoli, Bassolino sindaco, Partito Gay LGBT.

Già sindaco della città campana, da tanti anni in politica, prima con il Partito Comunista, poi Pds, Ds e Partito democratico da cui è uscito qualche anno fa, nonché ex Presidente della Regione Campania ed anche ex Ministro del Lavoro. Alessandra Clemente, già assessore dimissionario dallo scorso 3 agosto, è sostenuta da Potere al Popolo e dalla lista Alessandra Clemente Sindaco e Civica 20-30.

Un particolare importante: un elettore su quattro è indeciso sul voto da destinare al prossimo sindaco di Napoli. Qualunque sarà la scelta le priorità dei napoletani in vista delle elezioni del 3 e 4 ottobre sono lavoro, sicurezza e traffico. Poi decoro urbano, raccolta rifiuti, scuola e asili. Infine la cultura e le politiche socialiEsiste davvero un primo cittadino in grado di assicurare tutto questo?

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa