Turismo al collasso, i numeri sono da default

Le incertezze del momento sono foriere di enormi danni economici in un settore un tempo trainante per diverse nazioni. Italia compresa. Le vaccinazioni a macchia di leopardo e la mancanza di accordi internazionali hanno causato danni incalcolabili al comparto un tempo florido tanto da occupare migliaia di lavoratori. Il futuro non è per nulla roseo se il virus continuerà a mietere vittime.

L’economia mondiale, nel corso degli ultimi terribili anni e a causa del virus malefico, ha subito restrizioni tali che ne hanno risentito tutti i comparti. Non è sfuggito ai morsi della crisi il settore del turismo che dovrebbe segnare nel 2021 perdite per circa 2.000 miliardi rispetto al periodo in cui il famigerato generatore di morte se ne stava per i cavoli suoi.

Non sono rilievi da bar dello Sport ma previsioni dell’UNWTO – l’organizzazione mondiale del turismo (OMT) – che nel corso della 24a assemblea generale conclusasi il 3 dicembre scorso, ha valutato la ripresa del settore: lenta e fragile.

L’evento, inizialmente previsto in Marocco – che ha dovuto rinunciare a causa della situazione epidemiologica e restrizioni sanitarie nel Paese nordafricano legate alla pandemia – si è svolto a Madrid presso la sede centrale dell’organizzazione. L’UNWTO è l’agenzia della Nazioni Unite competente per la promozione del turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile.

Zurab Pololikashvili

Il futuro del settore dopo l’impatto dell’uragano Coronavirus è stato l’argomento centrale dell’assemblea generale. A tal proposito il parere del segretario generale Zurab Pololikashvili:

“…Le ultime restrizioni ai viaggi a causa della comparsa della variante Omicronha detto il segretario – dimostrano che la situazione è imprevedibile e che il settore è soggetto ad incertezze da cui potranno scaturire enormi danni economici…”.

In effetti la situazione è quella che è, anche per la mancanza di uniformità nella vaccinazione nel mondo e le prospettive del settore sono affatto solide.

Allerta dell’OMT: possibili 2.000 miliardi di perdite del settore turismo

Gli ultimi dati fornitici dall’OMT ci informano che tra luglio e settembre il numero di turisti internazionali, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, è cresciuto del 58%. Un dato incoraggiante ma ancora molto distante dalle cifre pre-pandemiche. Gli spostamenti di turisti sono calati del 76%.

Non è rimasta esente l’Italia dove, tra gennaio e agosto di quest’anno, si è registrata una flessione del 61% rispetto all’identico periodo del 2019. Ancora peggio ha fatto la Spagna che ha raggiunto una riduzione del 71%. Meno negativi sono stati i risultati di Germania e Francia che hanno registrato un decremento di turisti internazionali rispettivamente del 55% e del 44%.

L’OMT ha ribadito con vigore che “…Se ripresa ci sarà, è urgente e necessaria una risposta coordinata di tutti i Paesi…”. In modo da avere le stesse restrizioni utilizzando protocolli di sicurezza armonici e il Green pass. Questo diventa imprescindibile in un momento in cui i casi di Covid sono in aumento in diverse zone del mondo e per la comparsa di nuove varianti.

Ora che il turismo sia uno dei settori trainanti dell’economia mondiale è un dato di fatto e per alcuni Paesi la fonte principale di reddito. Ciò risulta talmente vero se si vanno a confrontare i dati. Su scala mondiale, infatti, si stima che il turismo rappresenti oggi il 10% del Pil, la ricchezza prodotta da uno Stato, 1 occupato su 11 ed il 7% delle esportazioni mondiali.

Nel 1950 vi erano 25 milioni di turisti internazionali, nel 2015 ce ne sono stati 1.186 milioni e nel 2030 le previsioni sono di 1,8 miliardi. Il numero dei turisti interni è stimato oltre i 5 milioni. Sono numeri notevoli che lasciano intendere l’importanza del comparto nelle economie nazionali e lo sviluppo che ha avuto nel corso dei decenni.

La visione dell’OMT è la promozione del turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile. Ma è pensabile che 1,8 miliardi di viaggiatori in giro per il modo, non producano assembramenti ed inquinamento generale? Quando proprio la canea di persone in giro per le città è stato uno dei veicoli per la maggiore diffusione del virus?

Esempio di turismo responsabile e sostenibile

L’OMT, nel rispetto e nella coerenza del suo ruolo, dovrebbe fornirci una seconda possibilità, rispetto al passato recente, di fare turismo. Ma quale? E non parlare solo di crescita o flessione di numeri. E’ proprio vero, la pandemia non ci sta insegnando nulla: continuiamo a farci del male.                          


 

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