Stilettate e doppiopesismo? Niente affatto, è solo la politica italiana

La tensione nella maggioranza di governo non accenna a diminuire. Tanto che il segretario del Pd lancia un ultimatum al leader leghista a non ostacolare il percorso della maggioranza per evitare il rischio di elezioni anticipate. Non c’è accordo, nemmeno a pagarlo, su tutto. Non si parla più di riforme in maniera seria. Mentre l’Italia si affossa.

Roma – Litigi e minacce, di attività parlamentare come si deve nememno a parlarne. Enrico Letta alza i toni su Matteo Salvini per il Ddl Concorrenza e il nodo concessioni balneari ancora tutto da sciogliere. Restano, invece, nel mirino del “capitano” la delega fiscale e la riforma del catasto.

Enrico Letta

Salvini, in pratica, tiene alta la tensione dopo la raccomandazione all’Italia arrivata dalla Commissione sulla necessità di “…Allineare i valori catastali ai valori correnti di mercato…”, il che riporta in ballo un dossier spinoso su cui si era raggiunto un faticoso compromesso. Sul tema si ritrova anche FI. Antonio Tajani evidenzia da un lato che quelle Ue sono “raccomandazioni semestrali”, non un fatto eccezionale, e come tali non sono vincolanti. Ma avverte chiaramente che sul catasto e, in generale, sulla casa la visione della Commissione europea e di Bruxelles non è condivisibile.

“…A Bruxelles si pensa, in sostanza, di modificare la pressione fiscale nel nostro Paese spostandola dal lavoro ai beni immobili – rivendica il coordinatore nazionale FIchiarendo che le tasse vanno abbassate, non spostate di qua e di là, perché l’Italia è uno dei Paesi dell’Ue che le ha più alte…”.

La commissione Industria al Senato è comunque già al lavoro per l’esame del testo che riguarda il nuovo corso delle concessioni balneari. Salvini da parte sua si mostra ottimista sull’intesa e al catastrofismo paventato da Letta, risponde in maniera costruttiva: “…Così come abbiamo trovato un accordo evitando la tassa sulla casa, anche sulla tutela dei lavoratori balneari troveremo l’accordo. Sulle spiagge si troverà la convergenza come per la riforma del catasto”. La richiesta di un chiarimento da parte di Letta ha però l’amaro sapore della provocazione, e lancia frecce con la punta avvelanata contro la Lega di Salvini.

“…Penso che questa vicenda vada chiarita – afferma il segretario dem nel senso che su tutti i temi principali ormai il leader del carroccio si comporta come un rappresentante dell’opposizione, sicuramente più di altri che sono veramente all’opposizione…”.

Un refrain che dal momento del suo insediamento alla guida del Pd ha sempre manifestato nei confronti del Carroccio. Ma non solo perché l’ultimo riferimento di Letta è inviato anche all’indirizzo della leader di FdI, ritenuta più filo draghiana di tanti altri componenti della maggioranza. Ma la risposta di Salvini non si fa attendere:

Salvini continua a parlare di proposte sui diritti umani come se fossero carta straccia

“…La Lega è al governo per tagliare tasse e burocrazia e questo lo stiamo facendo, poi se altri hanno tempo da far perdere con legge elettorale, Ius Soli o Ddl Zan non aiutano l’Italia…”, dichiara il leader del Carroccio che evidenzia l’impegno anche per la pace in Ucraina e per la pace fiscale in Italia.

La dimostrazione che il periodo elettorale sarà lungo e molte polemiche sono pretestuose viene dalle dichiarazioni degli stessi leader. Un esempio? Letta, interpellato sui 5 Stelle, distingue le tensioni dentro la maggioranza innescate da Salvini da quelle di Conte, ritenendo che i distinguo del M5s non abbiano nulla a che vedere con quello che sta facendo la Lega. Per Letta le discussioni all’interno del centrosinistra ci sono, ma su temi che non mettono in discussione la possibilità di far arrivare o meno i fondi del Pnrr.

Carlo Calenda

Un’osservazione che, per rimanere sullo sfondo della propaganda elettorale, non sfugge a Calenda che commenta su Twitter:

“…Salvini mette a rischio il Governo su Ue tanto quanto Conte sul termovalorizzatore e le armiSono populisti allo stesso modo. Unica coalizione che sostiene Draghi senza se e senza ma è quella di Azione e Più Europa.

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