ROMA – SALVINI ABBASSA LA VOCE IN TEMA DI TASSE: DI QUESTO PASSO LA RIPARTENZA E’ IMPOSSIBILE

Di cancellazioni e abbuoni non se ne parla ma solo di ulteriori dilazioni mentre una montagna di cartelle esattoriali raggiungeranno milioni di italiani come in tempi normali. Sembra che la pandemia colpisca soltanto la salute degli italiani e non le loro tasche.

Roma – Il momento attuale offre forse un’opportunità che difficilmente si potrà presentare in futuro con i partiti “costretti” a condividere molte scelte sul futuro del Paese. La crisi sanitaria e l’epidemia virale stanno cambiando il mondo, azzerando i guadagni in molti settori professionali ed imprenditoriali.

Nell’ottobre scorso la Caritas ha stilato un primo bilancio sull’impatto del Covid nella povertà del Bel Paese. I dati, ricordati anche da Draghi nel suo discorso al Senato, hanno registrato un aumento dei nuovi poveri pari al 14%. Per meglio dire la percentuale del 31% dell’indice di povertà è salita sino al 45%, percentuali da paura.

Aumento dei nuovi poveri

I numeri sono dettati soprattutto dal boom dei disoccupati e lavoratori inattivi nei mesi più critici della pandemia, quando i vari lock-down hanno messo in stand by interi comparti produttivi. Considerati i tempi di grande fragilità sociale sarebbe opportuno uno sforzo collettivo da parte di questo governo per allentare la morsa del fisco.

E per questo intendiamo, nell’immediatezza, la sospensione dell’invio delle cartelle esattoriali che arriveranno alle famiglie italiane già duramente provate dall’assenza di ristori. Purtroppo ascoltiamo solo parole, anche da parte di coloro che, come Matteo Salvini e tanti altri del centro destra, sono stati fautori della riduzione delle imposte e di tante altre agevolazioni che si sono perdute strada facendo.

Salvini ed altri, sino a qualche mese fa, dai banchi dell’opposizione gridavano contro tasse e balzelli ma oggi che fanno parte della compagine di governo sembrano affetti da mutismo acuto e il loro tergiversare è sotto gli occhi di tutti. Anche dei numeri di certi sondaggi che li vedono in costante calo percentuale.

Matteo Salvini

Ultimamente proprio il capo del Carroccio aveva affermato che per dare “sollievo ai contribuenti italiani devastati dall’emergenza Covid non basta congelare le scadenze fiscali ma occorre cancellare del tutto i procedimenti avviati per le sofferenze nei confronti dell’erario”. Adesso non è più cosi?

Il leader della Lega, peraltro, aveva reiterato la propria posizione sulla politica fiscale su Twitter sostenendo la necessità di una vera pace fiscale, con cancellazione delle cartelle inesigibili, in modo da restituire vita e lavoro a milioni di famiglie e piccole imprese.

Che cosa è cambiato da quando Salvini e i suoi stanno al governo? Intanto è stata concessa una nuova proroga, senza che ancora sia stata stabilita la data del versamento, per le rate di “rottamazione ter” e “saldo e stralcio”.

Si conferma cosi una sorta di mini-differimento di qualche giorno della scadenza del 28 febbraio per i versamenti delle relative rate per poter poi agganciare la norma al decreto Ristori 5, che verrebbe ribattezzato “Dl Sostegno”. Una la novità e riguarda le modalità con le quali è stato stabilito il rinvio di alcune scadenze fiscali, il cui termine verrà precisato in seguito con apposito provvedimento legislativo.

Lo afferma il ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota non comunicando, però, la nuova data che sarà fissata nei prossimi giorni ed entro la quale dovrà essere effettuato il pagamento. Il provvedimento entrerà in vigore successivamente alla scadenza prefissata del 1° marzo ed i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi, purché effettuati nei limiti del differimento che sarà deciso.

L’intervento riguarda 1,2 milioni di cittadini e imprese che erano tenuti al pagamento della rate per la “pace fiscale”. Il Ristori quater, infatti, aveva già disposto il rinvio al 1° marzo 2021 del termine delle rate 2020 della “Rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”, già fissato al 10 dicembre 2020 dal decreto Rilancio.

Laura Castelli

Pertanto i contribuenti in regola con i pagamenti delle rate 2019 potranno beneficiare della ulteriore proroga che non comporta oneri aggiuntivi e consente di mantenere i benefici previsti dai due provvedimenti di definizione agevolata. Non solo dunque il differimento del pagamento delle rate relative alla rottamazione ter e del “saldo e stralcio” ma, come si ipotizza, anche la ripresa dei dossier sospesi “a partire da quello delle cartelle esattoriali”.

Questi i temi sul tappeto della ripresa dell’attività di governo sul piano fiscale, che vengono ricordati dalla vice-ministro all’Economia, Laura Castelli in un post nel quale ringrazia il M5s per la rinnovata fiducia e riconferma nel ruolo già svolto al Mef.

Ma sulle cartelle esattoriali c’è di più. Infatti è allo studio del governo l’ipotesi di un “saldo e stralcio” anche per le cartelle inferiori a 5mila euro. In ogni caso gli esperti delle finanze rimangono del parere che qualunque progetto stia valutando il governo, è destinato a fallire in anticipo se non si azzereranno tutti i debiti pregressi onde consentire un vero rilancio economico ed evitare ai contribuenti di finire in mano agli usurai e alla mafia.

Tra le misure fiscali ipotizzate c’è anche la “pulizia” del magazzino delle cartelle inesigibili pre-2015, una montagna di crediti pari a circa 400 miliardi di euro che non può più essere riscossa perché gravante su soggetti deceduti o falliti e comunque impossibilitati a pagare.

Mentre è in bilico il nuovo stop alla notifica delle cartelle esattoriali, di oltre 5 milioni di atti di riscossione congelate a più riprese, che potrebbero così ripartire con una dilazione dei tempi nell’arco dei due anni, bloccando in tal modo i termini di prescrizione. Su questo argomento dubbi e perplessità la fanno da padroni.

 

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