SANTA CATERINA VILLARMOSA – APPALTI TRUCCATI. IN MANETTE SINDACO, ASSESSORI, DIRIGENTI E IMPRENDITORI

Il sindaco con la compiacenza di alcuni dipendenti del Comune sarebbe riuscito negli anni a dirottare lavori pubblici per un ammontare complessivo di circa 7,5 milioni di euro a favore di imprese “gradite” in cambio di “favori di ogni genere” o appoggi politici.

Santa Caterina VillarmosaSindaco e assessori a capo di una associazione a delinquere che nel corso degli anni avrebbe “regalato” appalti per oltre 7 milioni di euro. È un vero e proprio terremoto quello che si è abbattuto sul Comune di Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltanissetta, dove i finanzieri del Comando provinciale e carabinieri hanno dato esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 16 soggetti (amministratori locali, dirigenti pubblici, imprenditori e professionisti), tutte personalità politiche e imprenditoriali indagate a vario titolo per i delitti di associazione a delinquere, concussione, corruzione, turbata libertà degli incanti e falso ideologico, abuso di ufficio. Deus ex machina del sistema il sindaco Antonino Fiaccato con la cooperazione del suo vice Agatino Macaluso e degli assessori Giuseppe Di Natale e Calogero Rizza vera interfaccia tra la componente politica e gli imprenditori.

L’indennità di funzione prevista per il loro incarico e ulteriori favori elargiti con generosità erano la ricompensa per il loro appoggio alle condotte illecite del sindaco. Al contrario i dipendenti comunali e i politici che si ponevano in contrasto con le condotte illecite del sindaco venivano emarginati e costretti alle dimissioni qualora non si fossero piegati al suo volere. Il “sistema corruttivo” era alimentato anche dalla compiacente e interessata platea di imprese e di professionisti attratti dalla possibilità di ottenere incarichi e conferimenti di lavori, servizi e forniture dallo stesso Comune in spregio ad ogni regola. Il meccanismo utilizzato era quello consolidato del conferimento degli appalti mediante il sistema dell’affidamento diretto/fiduciario, in alcuni casi frazionando ad arte i lavori da affidare per non oltrepassare la soglia che avrebbe costretto l’amministrazione ad espletare la gara d’appalto.

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Il sindaco con la compiacenza di alcuni dipendenti del Comune è riuscito negli anni a dirottare lavori pubblici per un ammontare complessivo di circa 7,5 milioni di euro a favore di imprese “gradite” in cambio di “favori di ogni genere” o appoggi politici. Il sindaco e l’assessore Di Natale sono finiti ai domiciliari mentre per Rizza è scattato l’obbligo di dimora. Sono state inoltre disposte, nei confronti dei pubblici funzionari  Clara Lacagnina, Salvatore Di Martino e Giuseppe Di Martino, le misure cautelari della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio; nei confronti degli imprenditori Pasqualino Giambra, Luigi Cannella, Giuseppe Cannavò e  Giuseppe Carsidona la misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale o di ricoprire uffici direttivi di persone giuridiche; nei confronti degli imprenditori Salvatore Pignato, Daniela Seminatore, Alfonso Carvotta, la misura dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza; nei confronti dei liberi professionisti Salvatore Grasso e Guglielmo Messina la misura cautelare della sospensione dall’esercizio della professione. Le attività di indagine hanno riguardato anche numerosi altri soggetti nei cui confronti è in corso la notifica di informazioni di garanzia per delitti contro la libertà degli incanti e la pubblica amministrazione.

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