La scena del Crimine: per capire con cognizione di causa. E per non farci ingannare dallo spettacolo – 22 –

Stavolta inizieremo l’analisi sequenziale degli eventi postumi al delitto ovvero l’atto di accesso ed ispezione dei luoghi e loro pertinenze, la descrizione verbalizzata dello stato dei luoghi, la documentazione foto-planimetrica dei luoghi e cose, la ricerca, repertazione e il prelievo delle tracce e dei corpi di reato.

Si pensi semplicemente al tempo intercorso tra il delitto e l’inizio della recintazione dei luoghi. Necessario è dunque raccogliere “constatazioni di dati di fatto”, ossia indizi, intesi quali “dati di fatto certi”, partendo dai quali, per inferenza logica, in aula di Giustizia si dovrà pervenire alla dimostrazione del fatto che per sua natura è incerto da provare, tenendo conto che l’esistenza di un fatto può farsi discendere da indizi solo se questi sono completi, precisi e circostanziati e inoppugnabilmente concordanti. 

Riassumendo, i passaggi principali sono: l’atto di accesso ed ispezione dei luoghi e loro pertinenze; la descrizione verbalizzata dello stato dei luoghi; la documentazione foto-planimetrica dei luoghi e cose; la ricerca, repertazione e il prelievo delle tracce e dei corpi di reato.

Il percorso logico ed indipendente della triade degli operatori (PM, Organi di Polizia, Medico Legale)  atto a sostenere il dibattimento in Aula è:

  • a) cosa è accaduto?
  • b) quando è accaduto?
  • c) dove è esattamente accaduto?
  • d) con quale mezzo?
  • e) in che modo?
  • f) perché è accaduto (accidente, incidente, suicidio, omicidio)?
  • g) nell’eventualità dell’ultima ipotesi, chi è coinvolto?   

(v.: https://oig.justice.gov/sites/default/files/reports/21-093.pdf)

(v. anche: https://www.app.college.police.uk/app-content/investigations/investigation-process/)

Come avevamo annunciato in uno dei primi articoli de’ “La scena del crimine” laddove si sia verificato un reato, è necessaria la delimitazione con sbarramento a protezione di luoghi, persone e cose, evitando la dispersione di tracce ed elementi materiali del reato ed evitare l’inquinamento dei luoghi da parte di qualsivoglia elemento o soggetto estraneo (come ad esempio un cane che intriga).

E’ conseguentemente necessaria l’annotazione con dovizia di particolari e soprattutto con precisione e scrupolo scientifico di: esatta descrizione dei luoghi ed oggetti presenti sulla scena, misura delle distanze di essi da punti di repere, ossia punti inamovibili (pareti, arbusti, ecc..); l’individuazione di qualsivoglia oggetto inquadrabile fra la categoria degli oggetti contundenti, delle punte, dei taglienti (tipici e/o atipici);

l’esatta posizione del cadavere con dei rilievi metrici (e fotografici) anch’essi accurati fino al minimo dettaglio (angolo di inclinazione del capo, angolo di adduzione/abduzione dei segmenti corporei), abbigliamento (completo/incompleto), oggettistica presente (occhiali, guanti, cappello ecc.), tutte le tracce di sangue (in forma e dimensione), altri soggetti, ecc.  

Altresì è d’obbligo produrre documentazione foto-planimetrica dei luoghi e oggetti con l’accortezza di realizzare sempre parecchie foto panoramiche complessive della scena criminis (avendo sempre cura di inquadrare anche i punti repere) che permetteranno la riesamina di tutti i particolari con l’eventuale individuazione di elementi sfuggiti alla prima osservazione, come lo possono essere per l’appunto i più piccoli particolari.

Schema di sistema retro-azionato

C’è anche da rilevare che proprio a causa della distanza temporale che intercorre tra l’evento delittuoso e l’arrivo delle forze dell’ordine, che può essere anche di diverse ore, la Scena del Crimine comunque subisce delle modifiche e la stessa scena va ricostruita a ritroso fino all’istante iniziale (dove, quando, perché).

Infine, ricordando che cento indizi concordanti non costituiscono di per sé prova, il compito del Magistrato dovrebbe essere quello di verificare se l’autopsia, l’insieme degli indizi e dei particolari, che gli suggerirono una prima direzione probatoria o interpretativa, siano ancora tutti concordi o ve ne siano alcuni di segno contrario, poiché tutti i problemi complessi sono per loro natura “retro-azionati”, perché dato un input (i dati iniziali o le evidenze), l’output (prima ipotesi) rientra nell’input condizionando la soluzione del problema (risultato).

(v. anche https://www.gipf.it/category/lineeguidagipf/ )

continua

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