FARMACISTI COME MEDICI? IL DECRETO-PASTROCCHIO PROVOCA SOVRAPPOSIZIONE DELLE DUE PROFESSIONI E NON TUTELA I PAZIENTI

Il dubbio che si pongono gli italiani è legittimo: se si muore dopo la somministrazione chi paga? L'azienda farmaceutica è sempre responsabile? La confusione regna sovrana.

Assistiamo a un vero accanimento verso i ristoratori. Li vogliono tutti falliti per un motivo strategico ben preciso: perché con il cibo si controlla la mente umana! Vi ricordo che il pensiero risente degli impulsi ormonali. Con l’alimentazione infatti si può agire sugli ormoni e indurre la mente a pensare positivo o negativo, implementando o riducendo la capacità elaborativa.

Fanno fallire i ristoranti e promuovono il delivery cioè la consegna direttamente a casa di cibo spazzatura. Così, oltre a controllare la tua mente, ti fanno ammalare di obesità, diabete, ipertensione, bulimia, anoressia, depressione e Dio sa di quali altre patologie.

Un affare d’oro per l’industria farmaceutica, oltre che per la lobby dell’industria alimentare. Per di più obbligano i cittadini a vaccinarsi nella fase sperimentale del farmaco. Con tutti i guai che ne sono scaturiti. Per non parlare del numero imprecisato di decessi solo in Italia.

Usare i cittadini come cavie è un crimine. Il primo aprile 2021 – e non si tratta del classico ‘pesce’ – è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge che obbliga i farmacisti e tutti i professionisti in ambito sanitario a vaccinarsi. Faccio presente che la sperimentazione sulle cavie umane di questa terapia genica terminerà nel 2023.

La somministrazione di un vaccino sperimentale è un crimine e non può certo costituire un obbligo.

Il Decreto prevede inoltre uno ‘scudo’ effimero per proteggere la figura del farmacista vaccinatore, palesando un vero e proprio pastrocchio legislativo.

Draghi non esclude la responsabilità civile del farmacista vaccinatore, che infatti resta passibile di richieste di risarcimento in denaro da parte del vaccinato che abbia subito danni collaterali e che, dunque, vincerà la causa.

L’aspetto più grave è quello che, qualora il malcapitato passi a miglior vita, il farmacista dovrà rispondere penalmente di omicidio colposo davanti al giudice.

Anche perché nel richiamato decreto-pastrocchio i farmacisti non sono citati espressamente come destinatari dello scudo penale, poiché questa protezione è stata elargita “al personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale.

Farmacista e medico sono due professioni diverse, normate da leggi dello Stato al momento rimaste immodificate. Dunque prestate molta attenzione. 

È consigliabile che il paziente si faccia rilasciare copia del consenso informato che ha sottoscritto per farsi iniettare il vaccino. È un suo diritto.

In quel foglio sono riportati il nome del somministratore oltre alla tipologia del vaccino e alla casa farmaceutica che lo produce. In caso di decesso e/o effetti collaterali gravi dopo la somministrazione il cittadino, o gli aventi diritto, potranno agire legalmente contro i responsabili del sinistro.

Anche perché se tra 60 giorni il Decreto verrà convertito in legge dal Parlamento, di fatto il farmacista verrà paradossalmente abilitato all’esercizio della professione medica. Quello di somministrare un vaccino è un atto esclusivo del medico, sino ad oggi precluso al farmacista come la prescrizione dei farmaci o il semplice intervento fisico su un paziente.

Il farmacista vaccinatore, abilitato alla figura di medico per Decreto, potrà allora diagnosticare le allergie del paziente ed esonerarlo dal vaccinarsi per il rischio di shock anafilattico, dal momento che è chiamato a rispondere di eventuali effetti collaterali. E’ cosi o no?

Se ne deduce che il Decreto è stato scritto con i piedi. L’atto è talmente privo di logica che si contraddice inesorabilmente, procurando un corto circuito legislativo.

Il dottor Alberico Lemme

Le persone al Governo che lo hanno studiato ed emanato hanno evidentemente perso il lume della logica giuridica e legislativa. Pertanto, Colleghi farmacisti, iniziate a prendere coscienza delle conseguenze che comporta l’accettare supinamente questa sorta di abusi del Sistema, che non ha altra logica se non quella di infrangere il Diritto

Bisogna reagire. Vi invito a valutare una sana disobbedienza civile per salvaguardare la nostra nobile professione nel rispetto della Costituzione italiana.

 

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