ROMA – QUANDO ARRIVERANNO I SOLDI CANTEREMO VITTORIA. PRIMA PORTA MALE.

Tutto è bene, ciò che finisce bene. Adesso la ripartenza sembra più vicina a concreta. Lo sarà ancor di più quando arriveranno i soldi perla cassa integrazione, per le partite Iva e per tutte le categorie di lavoratori e cittadini dimenticati. Appena i soldi saranno stati versati sul conto.

Roma – Dopo 92 ore di negoziato Giuseppe Conte è sfinito ma orgoglioso del risultato raggiunto a Bruxelles. E questo lo avevamo già annunciato con pifferi e tamburi. I leader dei Ventisette Paesi membri hanno approvato il Next generation Ue, il consistente piano di aiuti destinato alle economie dei Paesi colpiti dal Covid 19.

L’ammontare del pacchetto, tra sussidi e prestiti, è pari a 750 miliardi di euro, di cui il 28 per cento all’Italia, rivendica il Presidente del Consiglio:”..Siamo soddisfatti: abbiamo approvato un piano di rilancio ambizioso e adeguato alla crisi che stiamo vivendo…” – conferma il capo del governo italiano -“…La nostra richiesta nonché la convinzione che abbiamo nutrito in questi mesi, la visione, la determinazione con cui abbiamo perseguito questo obiettivo sono state finalmente premiate…”.

Un congruo pacchetto sussidi.

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Ora non vi sono più alibi e con responsabilità bisogna spingere sull’acceleratore della macchina Italia. Infatti il Premier sembra più che convinto “…Far ripartire il Paese con forza, per cambiarne il volto…”. Dopo una maratona negoziale lunga cinque giorni e una ultima lunga notte di scontri e trattative, Giuseppe Conte è tornato a Roma convinto di aver incassato una vittoria consistente. “…Il governo ora è forte e si rafforza la sua azione…”, esulta all’alba di un nuovo giorno europeo. E’ il premier a essere più forte e può guardare con più tranquillità ai prossimi mesi, dicono i suoi, allontanando lo spettro di fibrillazioni e possibili crisi. Che non mancheranno Subito dopo l’atterraggio Conte è andato al Quirinale, per un faccia a faccia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il presidente Sergio Mattarella

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“…Per un Paese che affronta un enorme calo del Pil – secondo il Capo dello Stato . ora ci sono le condizioni proficue per predisporre rapidamente un concreto ed efficace programma di interventi…”. Conte ha poi riferito alle Camere convinto di aver difeso la dignità dell’Italia e il ruolo delle istituzioni europee e promette che sull’uso dei fondi coinvolgerà, anche, le opposizioni. Rilancia l’incontro finora mai avvenuto per discutere il Piano di rilancio e ringrazia quegli esponenti del centrodestra che “…Hanno capito la posta in gioco…”.

Georgia Meloni: si, no, non so…

Mette così a nudo i distinguo tra Silvio Berlusconi che promuove il “buon compromesso”, Giorgia Meloni che ha tifato Italia ma che ora dice che si poteva fare di più. Certo si può fare sempre meglio, avere tutto gratis e credere che ogni cosa è dovuta. Intanto per adesso, con buona pace di tutti, Conte incassa il successo è tira avanti. Mentre Matteo Salvini, che evoca la troika ed un “superMes”, grida a squarciagola che il risultato ottenuto è una “grossa fregatura”. Punti di vista. Il leghista, certamente, è in difficoltà e le sue dichiarazioni ne sono una prova. A volte il silenzio, se non si vuole dire bravo, è opportuno. Ma il leghista va avanti invocando solo paure e negatività.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

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Ma dalla maggioranza trapela già qualche dubbio sulla scelta del premier di annunciare una “task force operativa” per preparare il programma delle riforme. Tra i giallorossi, però, la calma è apparente perché, proprio il Mes, resta un tema bollente, pronto a riemergere presto con virulenza maggiore della pandemia. Non passa perciò inosservata una frase pronunciata da Davide Casaleggio, che solo due settimane fa aveva incontrato il premier: “Dobbiamo recuperare risorse da tutte le fonti disponibili, anche per la sanità“, dice in un’intervista. Un’apertura al Mes? Decisamente si. Ma Casaleggio non lo cita apertamente. C’è, infatti, chi nella maggioranza ipotizza che sia un modo per sbloccare il campo al presidente del Consiglio.

Matteo Salvini soddisfatto parzialmente oppure no.

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Intanto i Cinque stelle vanno all’attacco di quella parte dell’opposizione che ha criticato e continua a criticare l’intesa europea. Così Luigi Di Maio rivolgendosi a Matteo Salvini, senza citarlo, evidenzia sornione:

“…Lasciatemi dire – attacca da Fb il pentastellato – che certe affermazioni di alcune forze politiche d’opposizione, e dei rispettivi leader, mi sembrano surreali, non riesco a credere che per alimentare una perenne campagna elettorale qualcuno arrivi a screditare sempre e comunque l’azione di questo esecutivo, anche davanti alla realtà dei fatti…Ho sentito parlare di responsabilità. È successo tutt’altro. Ne prendiamo atto, del resto parliamo della stessa persona che circa un anno fa decise di far cadere il governo solo per un capriccio personale…”.

Cosi raggiunto l’accordo per 209 miliardi all’Italia, c’è ancora chi è insoddisfatto e critica. “…Certamente – scrive Carlo Cottarelli su Twitter – ne volevamo di più, non volevamo prestiti, ma solo regali. Non vogliamo giustificare come i soldi saranno spesi. Oh, ma vi hanno mai detto che Babbo Natale non esiste…?”. Fortuna è la parola che si dà al merito degli altri. 

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FAREMO DA SOLI O NO? SCEGLIERANNO IL MES SENZA CONDIZIONI

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