Si guarda le spalle dalla Meloni altro che ricostruire l’Italia

Il capo della Lega pensa più alle elezioni che al futuro degli italiani. Un po’ come tutti gli altri a dire la verità. Se si facesse meno influenzare dai numeri virtuali scoprirebbe che c’è un gran da fare per rimettere a posto l’Italia che annaspa come non mai per ricostruirsi un futuro. Il consenso, quello vero, si ottiene sul campo.

Roma – Per la politica italiana contano solo i sondaggi mentre le esigenze degli italiani sono relegate in secondo piano. Tale visione della realtà, assai distorta, provoca il dilagare del malessere generalizzato fra la popolazione, già duramente provata dalla pandemia e incapace di “ripartire” senza il sostegno concreto delle istituzioni.

Una volta gli uomini politici conoscevano perfettamente le esigenze dei cittadini di cui si facevano portavoce i sindacati, le associazioni di categoria, i sodalizi professionali e i club service impegnati nel sociale. Oggi chi ha eletto domicilio nei palazzi del potere mira soltanto a rimanerci il più possibile cosi da sfruttare appieno tutti i benefit concessi agli eletti dal popolo.

La politica pigliatutto

Ormai quello del senatore o del deputato è diventato un mestiere come tanti altri. Una posizione da cui trarre il massimo vantaggio senza dare nulla in cambio, in attesa di maturare la pensione per poi andarsene con la saccoccia piena in danno di chi paga le tasse per mantenere questi galantuomini.

Insomma i sondaggi innanzi tutto per una politica mordi e fuggi che prende tutto per sé senza pensare alle necessità collettive. Altro che spirito di servizio. E che cosa non si farebbe per avere un like in più sui soliti social ormai divenuti la sala stampa dell’onorevole di turno? Una vera iattura dal punto di vista istituzionale ed amministrativo. E che pare senza rimedio.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Passiamo agli esempi. Ormai da mesi l’attività politica di Matteo Salvini è incentrata sulla posizione in graduatoria di Giorgia Meloni, che è ad un soffio dal sorpasso. Infatti il Capitano del Carroccio segue con estrema attenzione, ma anche con grande preoccupazione, l‘ascesa continua e puntuale di Fratelli d’Italia, predisponendo le iniziative politiche della Lega in base al distacco che lo separa dall’alleata-nemica.

In pratica se la Meloni sale al 20% la Lega batte su argomenti populisti e all’interno dell’area di governo tenterà di risolvere le questioni con proposte legislative o decreti legge sbandierati poi come provvedimenti di chiaro stampo leghista per tentare di strappare i consensi al partito d’opposizione. Un giochetto che in molti hanno sgamato e che non porta a nulla, altro che sana politica del ricostruire l’Italia.

Ad ogni buon conto ricordiamo che Fratelli d’Italia ha ottenuto poco più del 4% alle scorse politiche, poi salito invece al 6,5% nelle europee. Tanto per avere un’idea delle oscillazioni che avvengono in pratica e che nulla hanno a che vedere con i sondaggi, questi solo virtuali, che non fanno dormire sonni tranquilli a Salvini.

Poi vi sono le ricerche includenti addirittura il 40% degli indecisi, capaci di rovesciare qualsiasi previsione. Pertanto che senso ha discutere di decimali quando la forbice all’interno della quale ci si può fidare, rispetto a quanto dicono i sondaggi, varia tra i cinque e i nove punti percentuali? Una narrazione corretta delle previsioni potrebbe essere di aiuto, considerato che a volte gli stessi sondaggi pare siano semplicemente inutili.

Eppure Salvini ha una tale fiducia in questi numeri da sentirsi il fiato sul collo della Meloni. Un tallonamento immotivato che lo ha spinto, come un bambino, a fare il dispetto del “Copasir” alla sua collega di centro-destra, questione questa non ancora risolta del tutto.

Berlusconi e Salvini, la federazione di centro-destra

La stessa offerta di federare il centro-destra accordandosi quasi esclusivamente con Berlusconi la dice lunga sulla alla volontà di comprimere la crescita della Meloni e costringerla ad orientarsi verso una destra europea molto più isolata e malvista dalla stragrande maggioranza degli elettori.

Le proiezioni sono un cosa ma soltanto i voti che si spogliano nel seggio stabiliscono chi è o meno il leader di una coalizione. Altro che percentuali. Basti ricordare che cosa è accaduto a Salvini nel 2018 per rendersene conto. Ma il capo del Carroccio non vuol sentirne. E’ convinto chi i sondaggi siano l’unico oracolo per vincere le elezioni. Contento lui.

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