Se riaprono le indagini sono casini. E se avesse ragione Pittelli?

La morte di David Rossi potrebbe diventare un caso rognoso. Un ginepraio di interessi che potrebbe fare esplodere una reazione a catena e coinvolgere personaggi molto in vista della finanza e della politica. Ma non solo. Varrebbe la pena riaprirle quelle indagini per fare le cose per bene. Stavolta.

Siena – “…David Rossi è stato ucciso… Se riaprono le indagini sono casini…”, parola di Giancarlo Pittelli, avvocato, ex parlamentare di FI, ma soprattutto imputato eccellente nell’inchiesta “Rinascita Scott” coordinata dal procuratore Nicola Gratteri.

Monte Paschi Siena

Ma Rossi si era tolto la vita per paura di essere risucchiato negli scandali che stavano provocando un terremoto in Monte Paschi Siena? Certo sulla morte del responsabile della Comunicazione di dubbi ce ne sono ancora fin sopra i capelli ma che c’azzecca l’inchiesta su ‘ndrangheta, massoneria e politica corrotta in Calabria con la storiaccia della banca più chiacchierata d’Italia?

In effetti nulla ma alla morte causale di Rossi non ha creduto proprio nessuno tranne i magistrati convinti del suicidio dell’uomo a cui poco fregavano balletti rosa e serate con le escort. Infatti anche i piani alti della politica ci hanno voluto vedere chiaro tanto da istituire una commissione d’inchiesta per tentare di fare piena luce sulla morte del giornalista.

Ma mentre gli investigatori calabresi indagavano sull’avvocato Giancarlo Pittelli e sulle sue presunte relazioni con la ‘ndrangheta, durante un’intercettazione telefonica, il famoso penalista si lasciava andare a certe dichiarazioni che assumono un’importanza fondamentale sullo strano decesso di Rossi accaduto il 6 marzo del 2013. I militari registrano e relazionano:

Giancarlo Pittelli

”…Non si è suicidato…non si è suicidato Rossi – dice al telefono l’ex parlamentare di Forza Italia parlando con il suo anonimo interlocutore – Rossi non si è suicidato…Rossi è stato ucciso”.

Ma perché Pittelli parla di Monte Paschi? Che cosa c’entra il penalista con la banca di Siena? L’ex deputato pare conosca molto bene Giuseppe Mussari, già presidente del MPS tra il 2006 e il 2012 e dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, tra il 2010 e il 2013. Nel 2001 proprio David Rossi diventerà stretto collaboratore di Mussari e quando nel 2006 quest’ultimo verrà nominato al vertice dell’istituto Rossi lo seguirà come responsabile dell’ufficio Comunicazione. Ma l’avvocato saprebbe molto di più sugli affari interni della banca senese:

Il cadavere di David Rossi. Foto di Niccolò Cadirni

”…La cauzione per una ordinanza al Tar di sospensione dell’efficacia di un provvedimento dell’Authority per la concorrenza – aggiunge Pittelli al telefono – ed il mercato che ha bloccato di fatto una società che vende diamanti attraverso le banche. Tu pensa che il bilancio è passato da 300 milioni di euro l’anno a zero. Zero. Il maggior lavoro lo facevano con Monte Paschi. Monte Paschi se n’è andata all’aceto. Assaltando Monte Paschi hanno bruciato in quattro giorni tre miliardi e mezzo di euro”.

Di seguito Pittelli rincara la dose e, ritenendo di essere al sicuro in quella conversazione, continua a spifferare particolari importanti proprio sulla morte del giornalista:

”...In borsa – continua Pittelli  – sono dei folli sono…La colpa ce l’ha Visco su Monte dei Paschi…Non dovevano far…non dovevano finanziarlo. E se riaprono l’indagine sulla morte di Rossi succederà un grosso casinoSe si sa chi lo ha ammazzato…”. Anche il suo interlocutore sembra interessato alla morte di Rossi tanto da chiedere: ”…Ma perché secondo te è morto di overdose?“. A questo punto il penalista risponde secco, come se fosse depositario di una sola verità: ”…Non si è suicidato…non si è suicidato…Rossi non si è suicidato…Rossi è stato ucciso…”.

Pierantonio Zanettin

La discussione va avanti con fatti noti ma in quel contesto anche altre dichiarazioni assumono estremo interesse anche per la stessa Commissione d’inchiesta: ”…Pure Calvi si è suicidato con le tasche piene di pietre – afferma l’interlocutore di Pittelliti ricordi, Sindona che si è tolto la vita in carcere con un caffè”.

Insomma Rossi come Calvi e Sindona? Suicidio a parte il presunto omicidio di Rossi, in una delle tante ipotesi formulate, era stato addebitato a ignoti che avrebbero avuto a che fare con un presunto giro di festini gay ai quali avrebbero preso parte personaggi di spicco della città toscana.

Roberto Calvi

Rossi forse sapeva qualcosa di troppo e per evitare che potesse farne cenno con terzi sarebbe stato ammazzato. La richiamata ipotesi sarebbe poi stata “sposata” anche da Pierantonio Zanettin, presidente della citata commissione parlamentare. Chissà se si arriverà mai a quel casino preannunciato da Pittelli. Vedremo.

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