UNA VOLTA SI CHIAMAVANO ESCORT CHE ANDAVANO CON ATTEMPATI BENESTANTI

Oggi gli inglesismi colpiscono senza pietà e cambiano definizione ma la storia è sempre la stessa: sesso in cambio di favori, soldi, carriere e qualche bivani in centro

Sugardaddies cercano sugarbabies. Il variegato mondo degli incontri a sfondo sessuale si è dotato di un neologismo per inanellare un concetto che non esisteva, per un fenomeno che, come spesso accade, è partito dagli Stati Uniti.

Si tratta di uomini di solito tra i 50 e i 70 anni che, grazie al loro benessere economico, sono in grado di effettuare uno scambio di favori con ragazze molto giovani, che alcuni definirebbero “ambiziose”. Lo sugardaddy mette a disposizione il suo denaro in forma di pagamenti universitari, regali, viaggi, abiti, e la sugarbaby lo ricompensa con la sua giovane, affettuosa presenza.


A prima vista potrebbe sembrare semplicemente l’ennesima relazione uomo-donna che non ha bisogno di scomodare un nuovo nome, invece è un segno del tempo presente. Avanza e chiede sempre più spazio, attenzione e servizi la generazione a cui i medici, constatato un ringiovanimento della popolazione, hanno attribuito la definizione di “generazione adulta e matura”. Altri li chiamano i baby boomers. Incastonati tra una classe tutta dedita, nel dopoguerra, a ricostruire e risparmiare, e la generazione dei giovani, costretta a galleggiare nel precariato economico, sono loro, le persone anziane, ad avere i soldi e il tempo per vivere.

Per qualificarsi come sugardaddy, in Italia non è richiesta la disponibilità economica degli iperbolici ed ipertrofici Stati Uniti. I “papini” italiani non devono necessariamente essere miliardari, ma disporre di un reddito che permetta loro di erogare consistenti “regali”.
Sulla scia dei siti americani (alcuni sotto inchiesta perché favorirebbero semplicemente la prostituzione), sono nati anche in Italia siti ad hoc per far fiorire le relazioni richieste da questi generosi benefattori. Salvo pochissime eccezioni non documentate, infatti, sono i sugardaddies che cercano le giovani donne.
Uno dei siti più famosi in Italia recita così: ”Un sito di incontri di alta classe per uomini di successo ed economicamente benestanti”. Le cadute di stile, come è evidente, non sono ammesse, pena il crollo dell’illusione. Se da una parte gli uomini vengono conclamati come “di successo”, le sugarbabies, molto spesso, sono studentesse che necessitano di denaro per gli studi.


Centinaia di giovanissime fanno a gara per iscriversi ai siti di sugardaddies. Gli ideatori dei siti si affannano a spiegare che, se il denaro è un modo per attrarre giovani donne, non c’è nessuna differenza tra l’accalappiare con i muscoli o con l’intelligenza. Loro sono lì esattamente per facilitare questi incontri.

Il nuovo termine, inoltre, farebbe dormire sonni semi-tranquilli alle ragazze che, pur vendendo sesso, non si percepiscono come prostitute e agli uomini che si illudono di poter comprare l’amore o il rispetto. Sembra, insomma, tramontata l’era delle escort che aveva mostrato tutta la sua volgarità e pochezza.

Nelle interviste di coppia, inoltre, le sugarbabies e i daddies spiegano pazientemente che la relazione ha per sfondo amicizia, affetto, senso di protezione, ricerca di compagnia e non necessariamente sesso. Un Tinder con benefici economici per lei, un escort service innalzato a innocente sito di incontri per lui.

In definitiva, se il denaro secondo questi siti è in grado di comprare l’amore, venendo questo scelto come un prodotto da supermercato, rimane da capire chi detiene il potere. A me pare non ci siano dubbi.

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