MEZZO SECOLO SENZA VERITA’: CHI HA UCCISO ERMANNO LAVORINI?

Marco Baldisseri, ormai libero cittadino, avrebbe rivelato la presenza di una regia dietro i responsabili del rapimento e della morte del povero ragazzino. In molti concordano ma regista e produttore rimangono ignoti.

Viareggio – L’inchiesta sulla morte di Ermanno Lavorini, 12 anni, rimarrà negli annali di polizia giudiziaria per le enormi difficoltà riscontrate sotto il profilo investigativo. Il lungo susseguirsi di accusati e prosciolti aveva diviso l’Italia tra innocentisti e colpevolisti provocando forti timori sulla sicurezza dei cittadini più giovani. Anche la risoluzione del tortuoso caso giudiziario, a mezzo secolo di distanza, appare ancora nebulosa e incompleta.

Walter Veltroni che ricostruito il complicato caso Lavorini.

Ne descrive i particolari scabrosi Walter Veltroni, già sindaco di Roma poi parlamentare ma, soprattutto, giornalista di razza in una sua ricostruzione molto interessante che ci sentiamo di condividere attesa la scrupolosa verifica di atti e circostanze:”…Il 31 gennaio 1969 Ermanno Lavorini esce di casa dopo il pranzo – racconta Veltroni – alla mamma dice che starà fuori un’ora. Il bimbo inforca la sua fiammante bici rossa, una Super Aquila, e si reca nella piazza dove è stato allestito un luna park. Alle 17,40 in casa Lavorini arriva una telefonata. Risponde la sorella Marinella. L’interlocutore, una voce adulta, dice: Ermanno non tornerà a casa, anzi ritorna dopo cena. Dica a suo padre di preparare quindici milioni e di non avvertire la polizia…”.

La polizia sul luogo del ritrovamento del cadavere del povero ragazzino. 

Da qui l’inizio di un calvario doloroso per la famiglia Lavorini, ricchi imprenditori del comparto tessile, e di grandi difficoltà per la polizia che indaga a casaccio tralasciando particolari importanti e seguendo piste che si riveleranno autentiche perdite di tempo:”… Per due mesi non si saprà nulla del ragazzo – aggiunge Veltroniil suo corpo verrà casualmente ritrovato il 9 marzo sulla spiaggia di Marina di Vecchiano…”. Erano anni bui, la polizia sparava sui manifestanti. Moriva ammazzato l’anarchico Pinelli e di lì a poco una bomba provocherà la strage di piazza Fontana attribuita ancora agli anarchici.

Adolfo Meciani.

L’Italia sembrava sull’orlo del baratro:”… Viene tirato in ballo il figlio del grande attore Ermete Zacconi – continua Veltroni – si chiama Giuseppe ed ha fama di uomo di mondo. Per dimostrare che lui non c’entra dovrà calarsi i pantaloni davanti ai poliziotti. Solo in Italia poteva accadere che un cittadino dovesse dichiarare di essere impotente per discolparsi dall’accusa di essere omosessuale, scriverà un giornale inglese… L’uomo ha un alibi ma per la polizia non basta… Verrà prosciolto… E che c’entra Adolfo Meciani con la scomparsa di Ermanno Lavorini? Nulla, assolutamente nulla. Nelle sentenze passate in giudicato l’uomo era stato ritenuto non coinvolto…”. Meciani morirà suicida in carcere mentre un attacco di cuore spegnerà per sempre la vita di Giuseppe Zacconi, incarcerato senza alcuna colpa. Poi ci sarà un’alternanza di sospetti e delazioni, di mancate soffiate e di soffiate false.

Il negozio della famiglia Lavorini a Viareggio.

Una baraonda investigativa che solo per puro caso porterà all’arresto di “parte dei colpevoli” che verranno individuati in tre ragazzi, Marco Baldisseri di 16 anni, il capo dei balordi che aveva tenuto sotto scacco la polizia beffandola per mesi; Rodolfo Della Latta di 15 anni ed il coetaneo Pietrino Vangioni, attivisti monarchici. Riconosciuti colpevoli per aver tentato di estorcere denaro alla famiglia Lavorini per fini politici (dunque non un delitto a sfondo sessuale come nell’Italia bacchettona e assetata di perversione in moltissimi avrebbero voluto, polizia compresa) gli attivisti del fronte Monarchico giovanile di Viareggio vennero condannati in maniera definitiva dieci anni dopo la morte del ragazzino.

I tre assassini individuati all’epoca dei fatti ma la regia sarebbe un’altra. Baldisseri, Della Latta e Vangioni.

Dal primo grado alla Cassazione i tre assassini subirono congrue riduzioni di pena. Baldisseri, ritenuto l’autore materiale del delitto, si beccò 8 anni, Della Latta 11 anni e Vangioni 9. Il terzetto, fra le altre schifezze, aveva tirato in ballo politici e amministratori locali per tentare di depistare le indagini che, di fatto, furono inficiate inguaiando cosi persone innocenti:”…Gli inquirenti brancolavano nel buio – conclude Veltroni – cosi la sede del movimento anarchico non venne perquisita permettendo a Baldisseri di nascondere gli elenchi degli iscritti ed altri documenti…”. Di recente proprio Marco Baldisseri, ormai libero cittadino, avrebbe rivelato la presenza di una regia dietro i responsabili del rapimento e della morte del povero ragazzino. Veltroni e l’attuale sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, concordano. Chi ha ucciso Ermanno Lavorini?

La vittima mesi prima del rapimento e della morte. 
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