La contrapposizione tra Trotzky e Stalin ci ricorda che in politica tra un idealista radicale ed un pragmatico disilluso, vince sempre il secondo. Un insegnamento che continua ad essere valido ancora oggi.
Roma – Il 21 agosto 1940 il grande rivoluzionario russo Leon Trotzky moriva a Città del Messico dopo che il giorno prima Ramon Mercader, agente sovietico e zio dell’attore italiano Cristian De Sica (la mamma di origini catalane si chiamava Maria Mercader), lo aveva colpito alla nuca con una piccozza. Sono trascorsi ottant’anni ed il mondo ricorda l’anniversario che cade proprio oggi e che viene commemorato in particolare dalle forze politiche di estrema sinistra che vedono in lui un esempio positivo da contrapporre al “cattivo” Stalin.

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Trotzky è stato in effetti la vera mente della Rivoluzione di Ottobre insieme a Lenin, il vero artefice della presa del potere mentre il futuro dittatore georgiano rimaneva defilato nelle retrovie. Sempre Trotzky ha guidato l’Armata Rossa durante la guerra civile ed il suo genio militare è stato decisivo per la vittoria bolscevica. Non è certo un caso se Boris Pasternak nel “Dottor Zivago” si è ispirato proprio a lui per la figura di Strelnikov, il comandante bolscevico che attraversa il fronte con il suo treno blindato durante i combattimenti contro “i bianchi“.

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Era un oratore bravissimo ed aveva un grande carisma (due doti che mancavano a Stalin) ma non era un “animale politico” come il georgiano di ferro e questa mancanza gli era stata fatale nella corsa al potere. Dopo la morte di Lenin nel mese di Gennaio del 1924 molti compagni vedevano proprio in Trotzky il naturale erede del leader appena defunto, ma Stalin seppe approfittare delle sue capacità organizzative (era segretario generale del partito) e riuscì ad isolarlo mettendolo in minoranza.

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Inizia così per l’Eroe della Rivoluzione di Ottobre un lungo esilio che lo porterà prima a Istanbul e a Parigi e poi in Messico dove troverà la morte per mano di un emissario di Stalin che nonostante tutto ha sempre continuato a temerlo. I trotzkisti sono stati continuamente emarginati, considerati pericolosi eretici al punto che durante la guerra civile spagnola gli stalinisti sembravano più impegnati a combattere i seguaci di Trotzky che i nazionalisti guidati da Francisco Franco. Ma siamo davvero sicuri che Trotzky, qualora avesse preso il potere, sarebbe stato meno “cattivo” di Stalin?

I dubbi sono più che legittimi. Durante la guerra civile infatti non fu certo tenero con i bianchi (e non a caso Boris Pasternak ci presenta Strelnikov come un individuo spietato…) e poi sognava di esportare la rivoluzione in tutto il mondo e non si accontentava di un solo paese (l’Unione Sovietica) come il più concreto Stalin. La contrapposizione tra Trotzky e Stalin ci ricorda che in politica tra un idealista radicale ed un pragmatico disilluso, vince sempre il secondo. Un insegnamento che continua ad essere valido ancora oggi.
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