L’ha uccisa lo zio per volontà di mamma e papà

La giovane si era rifiutata di sposare un cugino residente in Pakistan ma aveva già denunciato i genitori sei mesi fa e i servizi sociali a cui aveva chiesto aiuto l’avevano trasferita presso una comunità protetta. La confessione del fratello sedicenne e due video inchiodano i cinque parenti della vittima.

Novellara (Reggio Emilia)La ragazza pakistana sparita nel nulla sarebbe stata ammazzata da uno zio, per volontà dei genitori, perché non aveva accettato un matrimonio combinato con un suo cugino residente in Pakistan.

Carabinieri, vigili del Fuoco e volontari stanno cercando dappertutto il corpo di Saman Abbas, 18 anni, la giovane scomparsa da casa il 5 maggio scorso.

La povera Saman che si è rifiutata di sposarsi un uomo che non amava

Il fratello sedicenne della ragazza, ospite presso una casa famiglia di Bologna, avrebbe confessato l’omicidio della sorella per mano dello zio Danish Hasnain di 33 anni a cui Saman sarebbe stata consegnata dai genitori Shabbar Abbas, 46 anni, bracciante, e Nazia Shaheen, di 47, casalinga.

Il 21 maggio scorso a Nimes, in Francia, è stato fermato dalla gendarmeria Ikram Ijaz, 20 anni, uno dei due cugini della ragazza scomparsa. Il giovane si stava imbarcando per la Spagna con l’intenzione di far perdere le proprie tracce perché raggiunto da un ordine di custodia cautelare spiccato dalla Procura di Reggio Emilia per omicidio e occultamento di cadavere. Il giovane è stato sentito oggi dai magistrati francesi e dovrebbe essere estradato in Italia fra qualche giorno.

La casa di Saman a Novellara da dove la ragazza è uscita con i genitori senza farvi rientro

Ijaz, un altro cugino, i genitori della ragazza e lo zio della ragazza, quest’ultimo presunto esecutore materiale del delitto, sono accusati di omicidio in concorso e dell’occultamento del cadavere di Saman. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore reggiano Isabella Chiesi e dal Pm Laura Galli, ritengono responsabili della morte della giovane i cinque pakistani dopo le verifiche su un video che mostra tre persone con due pale, un piede di porco e un secchio con all’interno un sacco, dirigersi verso i campi coltivati.

Le telecamere ubicate sul retro dell’azienda agricola Bartoli (dove lavorava il padre di Saman) inquadrano il gruppetto alle 19.15 del 29 aprile scorso. I tre uomini sarebbero ritornati alle 21.50, ovvero due ore e mezza dopo, e venivano ripresi dalle medesime telecamere.

Gli inquirenti ipotizzano che i tre individui, probabilmente identificati come lo zio e i due cugini della vittima, potrebbero aver scavato una buca dove l’indomani avrebbero seppellito il corpo senza vita della ragazza.

Shabbar Abbas, il padre della ragazza

L’ipotesi sarebbe stata confermata da un altro video, registrato da un’altra telecamera installata vicino casa di Saman Abbas e che, in data 30 aprile, avrebbe ripreso la povera ragazza camminare con i suoi genitori su un viottolo che conduce in un campo alla periferia di Novellara.

Dopo mezz’ora la medesima telecamera avrebbe ripreso i genitori della ragazza tornare verso casa da soli, senza Saman. Che fine avrebbe fatto la giovane? Il giorno dopo i cinque parenti si dileguavano lasciando in casa soltanto il fratello sedicenne della ragazza poi trasferito in una casa d’accoglienza. Il 30 maggio scorso il padre di Saman, dal Pakistan, si metteva in contatto telefonico con le autorità italiane:

…Il 10 giugno torno in Italia – diceva Shabbar Abbas e spiego tutto ai carabinieri, mia figlia sta bene e si trova in Belgio ma è preoccupata dopo aver visto le notizie su Facebook, le ho detto di rientrare in Italia per raccontare tutto…”.

Le ricerche continuano senza soste per ritrovare il cadavere della povera ragazza

Gli inquirenti non hanno preso in considerazione le parole di Shabbar e continuano le ricerche del cadavere prosciugando canali, setacciando terreni e allevamenti di maiali. La ragazza era stata allontanata da casa nel novembre scorso dopo aver chiesto aiuto ai servizi sociali.

I genitori volevano obbligarla a sposare un cugino e lei si era opposta scatenando le ire dei congiunti. Nel gennaio scorso Saman aveva denunciato i suoi genitori per costrizione e induzione al matrimonio, reati introdotti nel codice penale dal 2019. La ragazza rientrava in casa l’11 aprile forse convinta dai suoi genitori che le promettevano di non insistere con le loro imposizioni.

Il 5 maggio, dietro sollecitazione degli assistenti sociali, i carabinieri della locale stazione effettuavano un controllo presso l’abitazione della famiglia pakistana dove trovavano il fratello minore della vittima che verrà ascoltato dai magistrati ai quali dovrà confermare quanto già detto ai carabinieri:

”…La comunità di Novellara – ha detto il sindaco Elena Carlettiha organizzato un sit-in e una fiaccolata e si stringe idealmente intorno alla ragazza. Responsabilmente dobbiamo riunirci per condannare qualsiasi gesto di violenza, lanciando un appello di speranza”.

L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia di comune intento con l’Associazione Islamica degli Imam e delle Guide Religiose garantiscono l’emanazione di una fatwa (dispensa fededegna e vincolante emanata da un’autorità religiosa) contro i matrimoni combinati forzati e l’altrettanto tribale usanza dell’infibulazione femminile.

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