“Coraggio Italia”, ma tanto, tanto, tanto…

Era nell’aria da qualche anno e finalmente il nuovo partito di area centrista è realtà. Coraggio Italia è una creatura di Luigi Brugnaro e Giovanni Toti che di Forza Italia avevano piene le scatole. Dopo lo scossone al partito di Berlusconi anche l’area di centro-destra dovrà rivedere i piani strategici sui candidati alle amministrative.

Roma – Aria di novità anche nel “vecchio” centro-destra. Ed ecco un partito nuovo di pacca dal nome che è tutto un programma “Coraggio Italia”. Nuovo poi per modo di dire perché il neonato soggetto politico è nato da una costola del movimento “Cambiamo” che, a sua volta, non era altro che un affluente di Forza Italia.

Comunque stiano alle cose Coraggio Italia è rappresentato alla Camera da 24 deputati fra i quali non mancano gli ex 5 Stelle e un paio di transfughi del Centro Democratico. Il capogruppo è Marco Marin. A darne notizia a Montecitorio è la stessa vice presidente Maria Edera Spadoni. Il partito trae origine dall’intesa fra il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Luigi Brugnaro e Giovanni Toti

In effetti si vociferava da tempo che vi erano in corso manovre politiche per tentare di recuperare i tanti elettori che hanno, da tempo abbandonato il partito del Cavaliere.

Così il sindaco di Venezia, noto imprenditore, si è liberato dall’entourage di Silvio Berlusconi e di tutto il suo seguito di palafrenieri azzurri. Nell’occasione, però, Brugnaro ha ringraziato l’ex presidente del Consiglio, con una sorta di ultimo saluto: “è stato un coraggioso, ma ora dobbiamo andare avanti, è un altro tempo. Non siamo contro nessuno, ringraziamo ma dobbiamo guardare al futuro, servono i giovani”.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Invece Toti ha evidenziato che Coraggio Italia era in cantiere da tempo. Se ne parlava già dall’anno scorso: “…Perché il nuovo soggetto politico è quello che avevamo in testa da anni – ha detto Toti – ed è la dimostrazione che quando abbiamo deciso di intraprendere questo percorso non lo facevamo per avere un piccolo partitino personale da gestire ma lo facevamo per cercare di allargare il più possibile a nuove personalità, a nuove intelligenze ed energie il campo del centrodestra. Insomma ricostruire una gamba moderata più ampia e cha sappia dire la propria all’interno della coalizione…”.

Brugnaro è il classico imprenditore veneto che si è fatto da sé, fondatore di Umana, una holding che raggruppa 20 aziende attive nel campo dei servizi, della manifattura, dell’edilizia, dello sport e dell’agricoltura. Dal 2009 al 2013 è presidente di Confindustria Venezia.

Personalità eclettica e intraprendente tant’è che, nell’agosto del 2015, il manager decide di bandire dalle scuole i libri che hanno come protagonisti coppie dello stesso sesso.

Elton John

La decisione faceva il giro del globo e veniva aspramente criticata niente meno che da Sir Elton John, che affidava ai social i suoi anatemi: “…Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, sembra estremamente sciocco. Ha stupidamente scelto di politicizzare libri per bambini – osservava la rockstar – vietando i titoli con famiglie omosessuali. Così, invece di favorire l’inclusione, favorisce l’ignoranza. La bella Venezia sta senza dubbio affondando, ma non tanto rapidamente quanto il cafone bigotto Brugnaro…”.

La replica del sindaco non si faceva attendere: “…Caro ricco #EltonJohn, scriveva su Twitter il primo cittadino della città lagunare, Lei che ama così tanto la mia #Città, oltre a comprarsi una casa, quali risorse ha mai offerto per salvare #Venezia?...”

Brugnaro, peraltro, era stato contrario anche all’ipotesi di uno scalo in mare per le grandi navi da crociera in San Marco e lungo il Canale della Giudecca.

Stop alle grandi navi nel centro storico di Venezia

All’epoca il confronto con l’ex ministro M5S Danilo Toninelli era stato tanto eclatante quanto spettacolare con tanto di passeggiata a bordo di un “grattacielo del mare” dimostrando tramite video e social che queste navi potevano percorrere una via alternativa e dunque entrare nel canale Nord di Marghera dove potevano anche attraccare.

Insomma uno “show” in piena regola contro Toninelli che invece escludeva l’ipotesi Marghera nel timore di un rischio “Seveso” per il passaggio dei grossi natanti nella zona industriale. Insomma pare che il sindaco avesse ragione da vendere.

Danilo Toninelli e la legge sul monopattino

Intanto la nuova creatura del primo cittadino di Venezia e del governatore ligure oltre a creare tensioni e malcontento fra i Berlusconiani irriducibili ha scombussolato anche gli stati generali dello stesso centro-destra ha fatto anche saltare l’intero vertice del centrodestra sulle candidature alle Comunali proprio in polemica con il nuovo soggetto politico.

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