Chi suona il fischietto è considerato una spia. Un infame da isolare e punire.

Roma – La settimana scorsa, per la precisione il 23 giugno, si è celebrata in tutto il mondo la giornata delle persone che segnalano la corruzione e gli illeciti sul lavoro. Sono conosciuti col nome di “whistleblower” (colui che fischia, che dà l’allerta).

Alcuni giornalisti, nelle redazioni sportive – durante lo svolgimento del Campionato europeo di calcio – hanno pensato che si trattasse di un nuovo termine per definire l’arbitro della partita. Quelli dediti alla cronaca, invece, hanno avuto il sentore che il termine indicasse i vigili urbani nel pieno delle loro funzioni.

Negli ultimi tempi pare che non passi un giorno che non ci sia da celebrare qualche avvenimento. E’ in cantiere, infatti, l’idea di dedicare una giornata a chi pronuncia il buongiorno al mattino con la maggior “dolcezza” possibile. Sarebbe un successone.

Questo per sottolineare che troppe celebrazioni rischiano di diventare stucchevoli e di lasciare, poi, il tempo che trovano. Nel senso che è meglio operare che celebrare. Ma tant’è.

Federico Anghelé – direttore The Good Lobby

Nel caso di cui sopra si tratta di un aspetto importante della società civile. The Good Lobbyorganizzazione non profit impegnata a rendere più democratica, unita ed equa la società in cui viviamo – che ha  preferito definire i whistleblower voci di giustizia” perché il loro contributo è fondamentale per rendere più giusta ed equa la nostra società, ha lanciato una petizione sul tema.

Questi probi cittadini con alto senso civico, invece di essere tenuti nella giusta considerazione, vengono quasi guardati con sospetto. Innanzitutto dai propri colleghi e poi dal contesto in generale, rischiando isolamento psicologico fino al mobbing. Insomma per i più sono spie, infami e tali rimangono.

Il whistleblower è uno spione?

C’è una direttiva europea che, invece, tutela i whistleblower. La norma dovrà essere recepita dai Paesi membri dell’UE e trasformata in Legge.

L’Italia non lo ha ancora fatto, come per altre disposizioni d’altronde. La data ultima è il 17 dicembre 2021, ma è alto il rischio di completare la procedura in ritardo e di dover pagare una penale. Come sempre. Tanto abbiamo la cassaforte piena, che male c’è?

Ma la Legge europea è importantissima anche per un altro motivo: è indispensabile per il miglioramento di quella italiana approvata nel 2017 (Legge 30 novembre 2017, n. 179).

Con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è molto importante garantire maggiore protezione a chi “suona il fischietto“. Sono persone ormai diventate indispensabili con l’andazzo attuale che si consuma all’interno della pubblica amministrazione.

Nella direttiva europea le tutele sono sancite non solo per i lavoratori, ma anche per gli ex-dipendenti, volontari e consulenti. Ovvero per chiunque dal punto di vita del lavoro sia stato coinvolto nell’attività di un ente pubblico o privato.

L’organizzazine no profit The Good Lobby accende un faro sul tema della trasparenza

Nella direttiva è specificato che le imprese con più di 50 dipendenti dovranno creare canali interni per facilitare le segnalazioni. Ma lo si potrà fare anche all’esterno, qualora all’interno fosse troppo complicato o pericoloso.

E’ possibile, infine, denunciare direttamente ai giornalisti e alle organizzazioni no-profit, se esiste il timore di occultamento delle prove del presunto illecito.

Ora ci auguriamo che i “suonatori di fischietto” siano numerosi da svegliare le assopite istituzioni italiane, finora sorde a qualsiasi richiesta dei cittadini.                                                                                  

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