Chi ha seviziato la cavallina di Acate?

La femmina di pony di 10 anni sarebbe stata sottratta ad un anziano che ne era in possesso ma che non avrebbe denunciato il furto. L’ambiente in cui è maturato l’episodio di violenza è quello della malavita locale dove corse clandestine di cavalli e cinomachia a scopo di scommessa non rappresentano episodi rari. La Procura iblea ha aperto un fascicolo. Carabinieri e guardie zoofile indagano sulla terribile vicenda.

Acate – Femmina di pony trascinata sull’asfalto per tre chilometri da due balordi che poi l’hanno abbandonata, agonizzante, sul ciglio della strada. Il fatto, di per sé gravissimo, riporta alla ribalta delle cronache l’incremento di sevizie e maltrattamenti contro gli animali, specie quelli d’affezione.

La terribile sevizia sofferta dal povero animale

Lo scorso 3 aprile, alle ore 5.30 circa del mattino, ignoti delinquenti, quasi certamente della zona dove non sono infrequenti corse clandestine di cavalli, avrebbero rubato una femmina di pony di circa 10 anni per poi legarla dietro un’auto con un’imbracatura. La vettura, partita a tutta velocità, avrebbe trascinato l’animale sull’asfalto causandogli lacerazioni e fratture esposte che hanno provocato, oltre ai dolori lancinanti, l’esposizione parziale del cranio, del torace e del ventre.

Dopo le reiterate sevizie il cavallino sarebbe stato abbandonato sul ciglio della strada statale 115, Sud Occidentale Sicula, che da Acate si dirige verso la costa. L’animale sarebbe stato rubato a una persona anziana che non ne avrebbe denunciato il furto che, come sembra, sarebbe opera di soggetti pregiudicati. L’episodio di violenza potrebbe avere un duplice significato: o il gesto di criminali che si sono divertiti nel vedere soffrire una cavallina o un segnale di “supremazia su un territorio dove gli animali, i cavalli in particolare, sono tenuti in scarsa considerazione specie negli ambienti malavitosi.

L’asfalto sporco di sangue

Il pony sarebbe stato sottratto a chi ne era nel possesso (ma non nella proprietà, come sembra) in zona Piano San Vincenzo, nel centro storico del paese ragusano, per poi trasferirlo sulla strada asfaltata alla periferia di Acate dove i balordi avrebbero iniziato la loro folle corsa per circa tre chilometri prima di sganciare l’animale ormai morente e fuggire indisturbati.

Il pony, immerso in un lago di sangue, è stato notato alle 7 del mattino da alcuni operai che ne segnalavano la presenza alle guardie zoofile dell’Oipa di Ragusa e ai carabinieri della locale stazione che si dirigevano immediatamente in zona. Subito dopo giungevano i veterinari dell’Asp iblea i quali, considerando l’estrema gravità delle ferite riportate dalla povera cavallina, decidevano di abbatterla per evitarle ulteriori sofferenze.

Le corse illegali di fantini e cavalli a scopo di scommesse clandestine

I carabinieri avviavano le indagini acquisendo le immagini di alcune telecamere stradali e private presenti sul percorso effettuato dalla vettura e dall’animale al traino dalle quali sarà possibile saperne di più sui responsabili dell’inaudito maltrattamento:

”…In tanti anni di attività zoofila non ho mai visto una cosa del genere – ha detto Riccardo Zingaro, responsabile provinciale delle guardie eco-zoofile dell’Oipa di Ragusa – mi viene da piangere, mai vista una crudeltà cosi efferata… Come avete potuto trascinare un animale indifeso per chilometri, che Dio vi punisca…”.

Riccardo Zingaro, responsabile provinciale delle guardie eco-zoofile dell’Oipa di Ragusa

Il pubblico ufficiale ha poi seguito la lunga striscia di sangue lasciata sull’asfalto dall’animale ed è risalito, per le indagini di rito, sia al punto di partenza che a quello di arrivo rilevando che in un lasso di tempo relativamente lungo l’animale torturato e i balordi alla guida dell’auto avrebbero percorso un tragitto di tre chilometri circa durante il quale qualcuno, oltre le telecamere, avrebbe potuto vedere il macabro spettacolo.

Negli anni le forze dell’ordine sono sempre intervenute per bloccare corse clandestine di cavalli e combattimenti di cani a scopo di scommesse e lo stesso Questore di Ragusa, nell’aprile del 2010, vietava il Palio di San Vincenzo proprio nella cittadina di Acate, dove si svolgeva la manifestazione assai pericolosa per l’alto numero di equini che si ferivano in quell’occasione.

Il cane trascinato a Priolo due anni fa

L’8 maggio del 2020 un episodio simile aveva provocato la morte del cane Matteo a Priolo, in provincia di Siracusa. Il povero meticcio era stato trascinato per chilometri da un pensionato di 69 anni poi denunciato a piede libero per sevizie e uccisione di animali. In quell’occasione era intervenuto il sindaco del Comune aretuseo condannando l’atto di inaudita violenze sul migliore amico dell’uomo. In questo caso pare che il civico consesso di Acate ancora non l’abbia fatto.

AGGIORNAMENTO 04 Aprile 2022, ore 19:

Sul tragico accadimento è intervenuto il sindaco di Acate, Giovanni Di Natale, che ha assicurato la costituzione di parte civile dell’ente locale nel caso di identificazione dei responsabili del vile atto di violenza gratuita:”… Uccidere un animale e farlo in questo modo – ha detto il primo cittadino – è da criminali. Pertanto valuteremo immediatamente con gli uffici competenti la possibilità di costituirci parte civile…“.

AGGIORNAMENTO 07 Aprile 2022, ore 16.30:

I carabinieri avrebbero individuato i due balordi che hanno trascinato, provocandone la morte dopo atroci sofferenze, la cavallina di Acate. Alcune registrazioni di telecamere stradali di sorveglianza hanno indicato i due adulti responsabili del grave atto di maltrattamento e sevizie.

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