ROMA – NON AVEVA AVUTO MAI RAPPORTI PRIMA DELLO STUPRO. CHIESTO L’ERGASTOLO PER I PRESUNTI ASSASSINI

La morte della giovane è avvenuta in un ambiente di massimo degrado dove droga e violenza seguono di pari passo il disagio di molti giovani. Rimangono da chiarire alcuni aspetti dell'omicidio e le dichiarazioni di alcuni testimoni.

ROMA – Per la Procura di Roma dovranno marcire in galera i presunti responsabili della morte di Désirée Mariottini, la ragazza di 16 anni originaria di Cisterna di Latina, ritrovata cadavere il 19 ottobre del 2018 dentro una vecchia officina del quartiere San Lorenzo.

Nell’aula bunker di Rebibbia, con gli inevitabili ritardi provocati dalla pandemia, procede a porte chiuse il processo che vede alla sbarra Mamadou Gara di 29 anni, Brian Minteh di 46, entrambi del Senegal, il nigeriano Chima Alinno di 48 anni e Yusif Salia, ghanese di 35, accusati di omicidio volontario, violenza sessuale e cessione di sostanze stupefacenti a minori.

Tutti e quattro, a vario titolo, sarebbero responsabili della morte di Désirée di cui  avrebbero abusato a turno dopo averla costretta con la forza ad assumere una micidiale mistura di droghe. Ad incastrare i quattro imputati le tracce del loro Dna sul corpo della vittima che al momento dello stupro era illibata.

Dopo l’audizione dei testi, alcuni dei quali sarebbero stati minacciati e aggrediti, è stata la volta degli avvocati Ilaria Angelini e Roberta Mancuso, difensori rispettivamente di Mamadou Gara e Yussef Salia.

L’avvocato Angelini, al termine della sua lunghissima e articolata arringa, ha chiesto l’assoluzione anche per la violenza sessuale perché a suo avviso c’è stato il rapporto ma era consensuale. In poche parole avrebbe fatto intendere che la vittima avrebbe chiesto all’imputato Mamadou Gara di fare sesso.

Particolare questo di cui lo stesso Gara avrebbe riferito soltanto in un secondo tempo e che contrasta con le risultanze autoptiche eseguite sul corpo della povera ragazzina che confermano gli abusi sessuali, l’immobilizzazione del corpo durante gli stupri e lo stato di stordimento della vittima. Angelini ha chiesto anche l’assoluzione per quanto attiene la somministrazione di sostanze stupefacenti a Desirée al fine di ridurla in uno stato di inferiorità per poi abusarne.

L’arresto di Chima Alinno

L’avvocato di fiducia di Gara ha poi riferito in aula che il suo assistito non è mai stato uno spacciatore, né ha mai ceduto alla ragazzina il Rivotril (una nitro-benzodiazepina utilizzata nelle forme epilettiche) poiché all’esame tossicologico del farmaco non ne sarebbe stata rilevata traccia. L’imputato, subito dopo il rapporto con la giovane, si sarebbe allontanato dalla vecchia officina di via dei Lucani 22 senza più tornarvi.

Pare anche che Gara, a sentire i testi presenti, non sarebbe stato fra quelli che avrebbero impedito ai presenti di chiamare i soccorsi durante l’atroce agonia che poi avrebbe portato a morte Desirée. Per quanto riguarda la difesa di Yusif Salia, l’avvocato Roberta Mancuso ha fatto una ricostruzione dettagliata dei fatti escludendo le responsabilità del proprio assistito, accusato di aver somministrato alla vittima il metadone di cui faceva uso.

Désirée però sarebbe morta proprio per overdose di metadone dunque il particolare sarà determinante ai fini del giudizio. Inquietante la ricostruzione dell’avvocato Giuseppina Tenga, difensore di Chima Alinno, secondo la quale la Procura non avrebbe nulla di solido in mano:

Il luogo di degrado dove è stato rinvenuto il cadavere della ragazzina

”…La violenza sessuale c’è nella misura in cui una ragazza di 16 anni non può fornire mai un consenso consapevole, soprattutto se in uno stato di tossicodipendenza – ha aggiunto il difensore – ma ci sono due persone che dichiarano spontaneamente, prima di diventare indagate, di avere avuto rapporti consenzienti con la ragazza, Yusif e Gara, alias Pako. Diverse persone la vedono andare via mano nella mano, verso le 15, con Yousif e poi dicono di veder entrare Pako…”.

Insomma la giovane, stante alla ricostruzione dei difensori, sarebbe entrata nell’edificio per procacciarsi la droga ma non avendo i soldi per comprarla avrebbe poi deciso di avere rapporti con gli imputati.

La manifestazione contro la violenza sulle donne a San Lorenzo

Gli inquirenti, però, avrebbero argomenti più che convincenti per provare il contrario ovvero che Desirée, già oggetto di tentate violenze sessuali, sarebbe stata attirata in una vera e propria trappola a seguito del furto del suo tablet. La ragazzina sarebbe stata ritrovata già morta da Muriel, una sua amica di tristezze.

I Pm capitolini Maria Monteleone e Stefano Pizza hanno chiesto l’assoluzione per Gara dalle accuse di cessione di stupefacenti.

 

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