ROMA – CHI VUOLE SUL SERIO LA CRISI? BASTA CON I PINOCCHI, FATE LE PERSONE SERIE

E mentre a Roma è aria di rimpasto ormai quasi certo, in Calabria si parla di Morra e De Magistris in corsa per la presidenza regionale.

Roma – Lo abbiamo ripetuto sino a sgolarci: in una fase così difficile come quella che stiamo vivendo i cittadini italiani non vogliono sicuramente vedere una politica che litiga. Piuttosto la vorrebbero esclusivamente impegnata ad affrontare e risolvere i gravissimi problemi che ci attanagliano.

Più o meno lo dichiarano anche il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi ed il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Tutti negano l’esistenza o l’inopportunità di una crisi ma allora se va tutto così bene perché ipotizzare e poi dire di no ad un eventuale rimpasto, per altro imminente?

Vito Crimi

E’ evidente che i partiti ormai vivono in una sorta di “bolla” dove tutto è consentito, anche straparlare e fare a gara a chi la spara più grossa. Mentre fuori infuria la bufera. I leader facenti capo all’esecutivo, ma anche quelli che se ne distanziano un po’, sentono il bisogno di “nicchiare” quando si accenna alla crisi ma se cosi è chi la vuole veramente?

In specie se tutti i partiti della maggioranza non vogliono le elezioni? Forse solo Renzi? Non crediamo proprio. Il Pd rimane intanato ma pronto, se ve ne sarà l’opportunità, a rimescolare le carte. Come suo solito. Comunque la situazione è da equilibristi e non è detto che duri ancora per molto.

E a proposito di mischiare le carte i più bravi, dopo i democratici, sono i grillini: “Il confronto interno alla maggioranza sui temi politici c’è sempre stato – dicono gli amici di Grilloe continuerà ad esserci, tanto è vero che il Movimento 5 Stelle ha sempre dimostrato di affrontare con lealtà e responsabilità gli impegni di governo...”.

Alfonso Bonafede

La realtà, invece, è ben diversa e di come affrontare seriamente l’emergenza sanitaria non se ne parla. In queste ore si sta definendo, con enorme ritardo, il progetto sul Recovery Plan, lavorando al rilancio dell’Italia per i mesi e gli anni a venire. Beninteso se i soldi europei arriveranno sul serio.

Rimangono comunque tante questioni politiche aperte o che necessitano di ulteriori chiarimenti. A parole non manca la disponibilità di tutti i partiti e che, speriamo con il cuore, convergano anche con i fatti alla risoluzione dei problemi reali del Paese.

L’obiettivo comune però deve rimanere quello di garantire un governo solido, capace di affrontare con spirito collaborativo e costruttivo le tante necessità che affliggono l’Italia la cui tanto promessa ripartenza è ancora al palo. Nel frattempo non mancano le sorprese di inizio d’anno.

La compianta presidente Jole Santelli

In Calabria i rumors più accreditati parlano di Nicola Morra come candidato alla presidenza delle regione. L’alleanza proponente sarebbe quella “granitica” Pd-M5S. Il presunto candidato smentisce, affermando di non sapere nulla. Mannaggia.

Infatti dopo la morte della compianta Jole Santelli, si tornerà al voto nel mese di aprile. Ricordiamo le accese polemiche, mai sopite, che c’erano state dopo la morte della Santelli, avvenuta il 15 ottobre 2020 per una grave malattia, e provocate da alcune dichiarazioni infelici proprio del senatore Morra.

In quel momento di tristezza e di lutto proprio il presidente della Commissione Antimafia aveva affermato che i calabresi si meritavano quanto poi funestamente è avvenuto: “…I calabresi hanno votato Santelli – aveva detto Morra con una caduta di stile incredibilesapendo che aveva un grave tumore, adesso non meritano aiuto, questa regione è irrecuperabile...“.

Nicola Morra

Il centrodestra, con la pressione a mille, era insorto invocando le dimissioni del senatore grillino ma Morra, il cavaliere senza macchia e senza paura, aveva ignorato qualsiasi giusto rimprovero ed era rimasto appiccicato alla sua carica senza tornare sui suoi passi. Nemmeno davanti allo sproposito commesso senza tatto, né cuore.

E adesso dovrebbe presentarsi proprio in Calabria? In politica non c’è di che meravigliarsi ma il troppo stroppia anche per chi ha due dita di pelo sullo stomaco. Ma il fatto stesso che i due partiti di governo abbiano avanzato la candidatura di Morra, qualora non fossero solo chiacchiericci ma dati di fatto, la dice lunga sul livello del confronto politico regionale e sulla considerazione che i vertici del governo nazionale hanno della Calabria. Dignità a parte.

Luigi De Magistris

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli da 10 anni, non più ricandidabile nel capoluogo partenopeo, si fa avanti invece senza remore. L’ex magistrato pare voglia scendere in campo in Calabria con una coalizione alternativa di cui si stanno chiarendo i contorni proprio in questi giorni.

E che nulla avrebbe da spartire con un certo Pd legato a doppia mandata con un certo M5S. Il centro-destra, di contro, temporeggia per individuare una personalità di spessore, ammesso che si possa trovare. Alle elezioni mancano poco più di tre mesi e saranno mal di pancia

 

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