Pnrr e infiltrazioni mafiose allarme rosso: prevenzione e controlli immediati

L’ingente quantitativo di fondi che l’Unione Europea indirizzerà verso il nostro Paese fa gola alla criminalità organizzata, che ha già iniziato a infittire le sue trame per rubare quanto più denaro possibile. È un banco di prova per lo Stato Italiano che non dovrà farsi cogliere impreparato e rispondere tempestivamente ai tentativi di infiltrazione resi più facili dall’aumento della corruzione negli enti pubblici.

Roma – I soldi debbono giungere nella mani giuste. Per far si che questo avvenga occorre prevenire e contrastare le distorsioni dei fondi destinati agli investimenti pubblici per effetto della corruzione e delle mafie. Questa è un’opera complessa, che richiede un piano specifico e articolato, oltre ad un largo impiego di mezzi ed il coordinamento delle forze di polizia ed altre istituzioni. L’arma migliore consiste nel diffondere nella società la cultura della legalità, ma numerose indagini hanno verificato che anche l’antimafia, soprattutto quella imprenditoriale, può essere una facciata per migliorare i propri affari.

Uno dei danni di difficile quantificazione è proprio l’impatto che le due patologie, corruzione e l’inquinamento del mercato e della pubblica amministrazione, infliggono alla spesa pubblica influenzando i costi di realizzazione degli investimenti. Tante sono infatti le facce che le mafie assumono per non farsi notare, continuando ad inquinare l’economia legale e la società civile.

Persino il presidente del Consiglio Mario Draghi è arrivato ad affermare che “…Ormai la mafia fa impresa e si impossessa di aziende in difficoltà, si espande in nuovi settori, ricicla denaro sporco, rende inefficaci i servizi, danneggia l’ambiente…”. Il Pnrr porterà un enorme flusso di denaro che non lascerà indifferenti le diverse organizzazioni criminali che si sono divise il nostro Bel Paese.

Le tipologie di enti coinvolti in fenomeni corruttivi nel periodo 2016-2019

Per ora nulla di nuovo rispetto a quanto già esistente a livello di interventi e pochi dettagli sui termini dell’azione concreta di contrasto dell’illegalità negli appalti e nelle commesse. Le organizzazioni mafiose sarebbero già pronte a intercettare una grossa fetta dei fondi previsti per l’Italia. Su quest’argomento oggi manca un approfondito dibattito pubblico.

Con una crisi così profonda che colpisce a morte i più deboli, i fondi devono arrivare ed essere spesi per l’interesse del territorio e dei cittadini nelle zone più disagiate e colpite d’Italia. Dovrebbero servire innanzitutto per ridurre le diseguaglianze di reddito e di accesso a servizi di assistenza sociale e sanitaria. L’equità sociale, in questo momento storico così difficile, non va sottovalutata. Bisogna rendere partecipi tutti i cittadini del nuovo corso, creando al tempo stesso occasioni di sviluppo e di occupazione.

L’incontro fra il premier e Maria Falcone

Lo Stato ha l’obbligo di combattere in maniera ferma la corruzione, la collusione e la connivenza all’interno della politica locale, soprattutto nel momento in cui i clan tenteranno di percepire il denaro vincendo gare d’appalto o ottenendo subappalti. Le nuove mafie sanno cosa fare per accaparrarsi tali fondi. Le strategie si sono ammodernate.

Nell’usura e nelle estorsioni, per esempio, quando inglobano una nuova attività economica invece di estromettere il precedente proprietario lo lasciano al suo posto e lo usano come testa di legno concedendogli anche una parte dei guadagni. Questo consente loro di percepire gli aiuti economici in modo formalmente legale. L’attenzione dunque deve essere massima.

I settori dell’imprenditoria più soggetti a infiltrazioni mafiose

Le mafie in questo preciso momento storico hanno liquidità sufficiente per comprare tutto. Hanno già preso il controllo del territorio, del tessuto economico e della politica collusa con i loro interessi. Per provare a sbarrare la strada a questo assalto occorrerà monitorare innanzitutto i settori a rischio corruzione. Questo fenomeno rappresenta il nuovo modus operandi, un’arma silente che desta meno allarme nella società. Nel Nord Italia le holding della criminalità organizzata hanno intensificato gli affari perché il lucro criminale è più redditizio e l’economia è più effervescente. Al Sud invece il quadro è il solito, con un sensibile incremento di tutti quei reati che indicano maggiori infiltrazioni e condizionamento nella pubblica amministrazione attraverso funzionari e amministratori infedeli.

Di mafia e Pnrr si è parlato anche durante il recente 31mo Vertice nazionale Antimafia della “Fondazione Antonino Caponnetto”, svoltosi a Mede, in provincia di Pavia – il 21 e 22 maggio scorsi:”… La criminalità organizzata e già pronta a procurarsi i fondi europei che poi investirà in affari puliti – ha detto Giuliano Rotondi, direttore del nostro giornale – grazie alla grande opera di corruzione nella pubblica amministrazione e grazie a cospicue attività di riciclaggio. Non bisogna abbassare la guardia e quando chiunque ha sentore, dall’ufficio pubblico alla fabbrica, che qualcuno non lavori come si deve bisogna denunciare complici e sodali che fanno capo alle grandi famiglie mafiose che si stanno fregando le mani…”.

Uno dei tanti Premi alla Legalità conferiti durante il 31mo Vertice nazionale Antimafia di Mede

Poi si deve snellire la burocrazia, e senza perdere tempo, per impedire alle organizzazioni criminali di potersi inserire nei meccanismi tortuosi che rallentano ogni procedura. Le complicazioni amministrative rappresentano un terreno di coltura favorevole per le mafie perchè è proprio in questo humus che trovano collusi e facilitatori.

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