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Non abbandonate gli animali, “sante” parole

Nonostante le numerose campagne contro il randagismo, d’estate si ripete il triste fenomeno degli abbandoni. In tutta Italia si contano centinaia di cani e gatti lasciati in strada da persone senza scrupoli che trattano i nostri amici a quattro zampe come giocattoli usa e getta. Don Mino da Brindisi prende le loro difese.

Brindisi – Estate, tempo di abbandoni. E mentre dilagano la case di riposo abusive che lasciano gli anziani senza cure, in camerate sporche di feci ed urine dove vengono picchiati, anche cani e gatti subiscono la stessa sorte. Questi ultimi sono i più svantaggiati poiché possono contare esclusivamente sulla solidarietà dei volontari di buon cuore e su quelle poche strutture in grado di ospitarli.

Dalla parte degli animali d’affezione si è schierato don Cosimo Schena, 42 anni, detto Mino, ordinato sacerdote nel 2019 e attualmente parroco della chiesa di San Francesco D’Assisi, nel popolare quartiere La Rosa di Brindisi.

Don Mino con alcuni cuccioli

Il giovane uomo di chiesa, per altro noto influencer, si definisce un prete di periferia e utilizza le poesie per raggiungere attraverso i social network anche i contatti più lontani dalla Chiesa. Don Mino, laureato in Filosofia, è molto seguito su Instagram, Facebook, Tik Tok e Spotify. Decine di migliaia i commenti ai suoi post e alle sue storie online.

Secondo i dati forniti dall’Istituto di ricerca Eurispes il cane è al primo posto nella classifica degli animali che convivono nelle case degli italiani. Il 44,7% della popolazione ne possiede almeno uno ma con l’avvento della stagione estiva il numero dei cani abbandonati aumenta e dopo la pandemia è aumentato il numero degli animali d’affezione restituiti a canili o rivenditori:

Canili fatiscenti e affari sui randagi da parte dei privati incentivano interessi illegali

”…Gli amici non si abbandonano – dice don Mino – e allora perché lo fate con i vostri cani? L’amore che i nostri pelosetti ci donano è incredibilmente immenso e disarmante, non bisogna abbandonare gli animali. Anzi ne dobbiamo adottare di più, sono esseri viventi e creature di Dio che hanno bisogno di amore e protezione proprio come una persona

…Quando accompagnai un amico a scegliere un Beagle in un allevamento io non dovevo prendere un cane. Ho visto una cucciola in una scatola, stava morendo, l’allevatore le dava due giorni di vita, ma grazie ai medici e all’amore che l’hanno accompagnata nel suo percorso di sofferenza, Tempesta è guarita e io ora ho una fedelissima compagna di vita…”.

Don Mino con il suo Baloo

Purtroppo il problema del randagismo, in Italia, è una iattura atavica e nonostante qualche passo avanti se ne sono fatti cento indietro. Contribuisce all’abbandono di cani e gatti anche le scarse risorse finanziarie della famiglia media italiana e gli alti costi di mantenimento dell’animale, per non parlare di farmaci e cure veterinarie i cui prezzi sono saliti alle stelle:

”…Qualche mese fa ho visto un cagnolone che gironzolava per il quartiere Santa Rosa di Brindisiaggiunge il sacerdote pugliese – era una settimana che cercavo di recuperarlo senza successo. Un giorno l’ho trovato moribondo nel giardino della mia Chiesa

…L’ho preso, l’ho curato, gli ho cercato una casa, ma tutte le persone che mi hanno contattato non si sono rivelate realmente interessate all’adozione di Baloo. Il 14 febbraio, proprio il giorno di San Valentino, ho deciso di tenerlo con noi. Con Tempesta vanno d’accordo, sono le mie ombre…”.

Una delle tante colonie feline tenute da volontari che curano e sfamano i gatti

Don Mino sta conducendo una campagna antiabbandono degna delle più grandi associazioni animaliste. Con il suo seguito nei social la sua voce di speranza e dedizione alle cure di queste creature ha raggiunto milioni di persone che hanno risposto con una catena di solidarietà davvero gigantesca. Ma la sola voce del prete influencer di Brindisi non basta.

Occorrono progetti per la realizzazioni di canili sub-comprensoriali e oasi feline comunali senza lasciare all’iniziativa privata la possibilità di realizzare canili lager com’è accaduto sino ad oggi. I servizi veterinari delle Asl debbono essere messi nella condizioni di ottenere più personale e mezzi adeguati per fronteggiare un fenomeno che rischia di sfuggire di mano, qualora non sia già accaduto.

Don Mino con i suoi parrocchiani in gita

Servono poi incentivi anche fiscali per chi adotta un animale ed un “calmiere” per sostenere cure mediche e acquisto di farmaci, almeno quelli salvavita:

”…A volte basta un raggio di sole per cambiare prospettiva ed iniziare una nuova vita – conclude don Mino – diamo la possibilità di farlo anche ai nostri amici a quattro zampe…”.

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