L’assassino è il marito o il cane?

Gli elementi raccolti durante le indagini farebbero pensare ad un’aggressione dell’uomo contro la consorte dopo un violento litigio ma la difesa dell’imputato non ci sta. I morsi rilevati sul volto della vittima non sarebbero quelli, improbabili, inferti con la dentiera utilizzata dall’uomo piuttosto sarebbero compatibili con i canini aguzzi del loro Labrador. Rimangono ancora numerosi i particolari da chiarire.

Nago TorboleLa morte di Eleonora Perraro, 43 anni casalinga, ritrovata cadavere il 5 settembre del 2019 nel giardino del ristorante Sesto Grado di Nago Torbole, in provincia di Trento, sarebbe stata causata dal suo cane Achille, un Labrador di 2 anni.

Ovviamente questa è l’ipotesi sostenuta dalla difesa di Marco Manfrini, 52 anni, artista e impegnato nel sociale, alla sbarra con l’accusa di omicidio volontario aggravato. L’uomo, secondo il Pm Fabrizio De Angelis sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri e dagli specialisti del Ris di Parma, avrebbe ucciso la moglie a calci, pugni e morsi per poi soffocarla.

Eleonora Perraro, la vittima, ed il marito Marco Manfrini accusato di uxoricidio

I due, il 4 settembre del 2019, si erano intrattenuti sino a notte fonda nel giardino del ristorante Sesto Grado, in località Marmitte dei Giganti, a Nago Torbole. Eleonora e Marco avrebbero bevuto una gran quantità di alcolici tra vino e liquori e sarebbero andati avanti per tutta la notte probabilmente parlando o forse alzando i toni della loro discussione attese le precarie condizioni di equilibrio psichico.

A questo punto deve essere accaduto qualcosa che avrebbe poi causato la morte della donna per soffocamento a seguito di diversi morsi profondi nel volto. Il 27 aprile scorso, in Corte d’Assise a Trento, Marco Manfrini, difeso dall’avvocato Elena Cainelli, ha ripetuto davanti al consesso giudiziario di non ricordare nulla di quanto accaduto quella maledetta notte negando con forza di aver ucciso la moglie:

Il Labrador sotto il tavolo del ristorante

”…

Mi sono addormentato prima di lei – ha detto l’imputato – e mi sono risvegliato sporco di sangue con lei già morta, non ricordo nulla. Ho chiamato il 112 appena l’ho vista supina per terra ma non ho ucciso mia moglie. Eleonora stava male di suo, forse per questo è andata dai carabinieri a dire una cosa per un’altra, non so perché mi avesse denunciato…”.

Manfrini sarebbe stato denunciato per lesioni e violenza sessuale anche dalla ex moglie, dalla quale ha avuto una figlia, e al processo avrebbe patteggiato nonostante sulle prime avesse negato ogni addebito dichiarando false le accuse della donna da cui si era separato.

L’uomo ha negato ogni responsabilità anche quando il Pm e le parti civili lo hanno incalzato chiedendogli della sua dentiera, ritrovata sotto il tavolo, sporca di sangue e di materiale biologico appartenente alla vittima, a dimostrazione dei morsi che l’imputato avrebbe inferto alla moglie prima di strangolarla.

La scena del crimine nel giardino del ristorante di Nago Torbole

Questa versione dei fatti, però, verrà smentita dalla difesa che, nell’udienza del 18 maggio prossimo, presenterà la relazione del consulente tecnico di parte Paolo Bartolomeo Pascolo secondo il quale i fatti si sarebbero svolti in maniera diversa:

”…Sulla scena del crimine è stato rilevato il Dna di una terza persona non identificata – dice il professor Pascoloma è il cane che ha fatto da protagonista. Il Labrador non è un cane innocuo e i dettagli fotografici mostrano chiaramente i morsi profondi dovuti a denti canini che non sono certo di un uomo per non dire i segni delle sue zampe. Sulla dentiera dell’imputato non è stato trovato nulla. La donna è morta per soffocamento del proprio sangue che sarebbe stato rilevato nei polmoni probabilmente dopo i morsi del Labrador. Cadendo supina per terra il sangue in trachea l’ha soffocata anche perché non ci sono tracce di strangolamento sul collo della vittima. Manfrini e Perraro dopo diverse ore dalla morte dalla tragedia presentavano nel sangue un elevato tasso alcolemico…”.

Paolo Bartolomeo Pascolo

Il cane sarebbe rimasto a lungo sotto il tavolo al quale erano seduti i due coniugi, per lo meno sino all’arrivo dei carabinieri che poi l’avrebbero allontanato dalla scena del crimine. Uno dei piedi del tavolo presentava tracce di sangue probabilmente espulso dalle fauci dell’animale dopo la presunta aggressione alla padrona avvenuta forse a seguito di un evento accidentale da parte della vittima prima del ferimento mortale.

L’arresto di Manfrini con gli abiti sporchi di sangue. Era stato lui a chiamare il 112

Secondo l’accusa, invece, il cane sarebbe stato oggetto di violenze da parte dello stesso Manfrini ma il professore Carlo Moreschi, altro Ctp, smentirà questa ipotesi confermando l’intervento cruento di un animale sul corpo della vittima.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
Stampa