Il caso di Romina Del Gaudio, morta ammazzata, torna in archivio

Diverse le piste seguite che avrebbero avuto bisogno di maggiori approfondimenti e verifiche. Alcuni riferimenti con un altro omicidio sono finiti nel nulla come il coinvolgimento di alcuni esponenti del clan dei Casalesi che potrebbero avere avuto una parte importante nella tragica vicenda. Una lettera e diverse testimonianze pare non abbiano avuto riscontri.

AversaAccoltellata e finita con due colpi di pistola in testa: il caso rimane insoluto dopo 17 anni dalla morte della vittima. Romina Del Gaudio, 19 anni, non ha avuto giustizia. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha archiviato l’inchiesta ancora una volta dunque non c’è un colpevole per la morte della ragazza scomparsa il 4 giugno del 2004 e ritrovata cadavere nel bosco di San Tammaro 45 giorni dopo.

La vittima, Romina Del Gaudio, accoltellata alle spalle e finita con due colpi di pistola

Il Pm Gerardina Cozzolino aveva riaperto il fascicolo nel 2019, su istanza della famiglia, iscrivendo sul registro degli indagati tre uomini. Tra i nuovi elementi c’erano anche le verifiche su una lettera arrivata a “Chi l’ha visto?” nel 2011 e un collegamento con l’omicidio impunito di Cinzia Santulli, fisioterapista di 30 anni, ammazzata in casa propria con 41 coltellate il 24 novembre 1994.

Sono trascorsi infatti diciassette lunghi anni di indagini senza riscontri, false segnalazioni, piste a vicolo cieco sino alla morte della madre della vittima. Romina, promoter di telefonia mobile, è stata prima accoltellata alla schiena e poi sparata alla tempia e al collo con una calibro 22 forse dopo una violenza sessuale, come attesterebbe il ritrovamento del suo reggiseno, tagliato con una lama affilata, accanto al corpo in avanzato stato di decomposizione.

Romina con la mamma Grazia Gallo

Più appresso i fatti. Il 4 giugno 2004 Romina partiva dalla sua Napoli per dirigersi ad Aversa insieme al capogruppo dei promoter Wind e tre colleghe. Alle 10.30 il gruppo di lavoro faceva colazione in un bar di piazza Municipio prima di recarsi ognuno in una zona diversa. Il gruppo si sarebbe riunito alle 13.30 circa in via Roma. Romina Del Gaudio non si presentava all’appuntamento e non avrebbe più risposto al telefonino.

Intorno alle 20 il datore di lavoro cercava la ragazza presso la sua abitazione ma Romina non era rientrata in casa. Alla ragazza era stato assegnato il tragitto di vendite che portava da piazza Municipio in via Garibaldi e di seguito in via Gaetano Andreozzi sino in via Roma.

Una volta accertata la scomparsa della ragazza i primi ad essere interpellati sono stati i commercianti a cui Romina avrebbe dovuto proporre i contratti telefonici. Un negoziante di Aversa, che aveva ricevuto la visita della ragazza alle 11, avrebbe rivisto Romina verso le 14, seduta su un marciapiede di piazza Magenta.

La giovane sarebbe stata vista seduta sul marciapiede tra via Andreozzi e piazza Magenta ad Aversa

Intorno alla stessa ora una donna avrebbe notato un’auto scura seguire la ragazza in via Andreozzi verso il parco Pozzi, ex campo profughi. Poi più nulla:”…Io sono convinta che mia figlia è stata rapita – ha sempre sostenuto Grazia Gallo, mamma della vittima, morta il 10 settembre 2014 – sento che è ancora viva…”. 

Un giorno prima della sparizione di Romina un’altra ragazza, a lei somigliante e che faceva lo stesso lavoro di promoter, aveva subito un tentativo di rapimento a Parete, in provincia di Aversa, da parte di un uomo corpulento e uno più longilineo che avrebbero agito con fredda determinazione, attesi da un terzo complice alla guida di un’auto monovolume di colore grigio chiaro.

Anche questa pista si sarebbe rivelata inutile. Il 21 luglio la tragica scoperta. Ai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere veniva segnalata la presenza di un cadavere a San Tammaro, in località Real Sito di Carditello, dimora borbonica in disuso immersa nel bosco omonimo.

Cinzia Santulli

Sul posto erano stati rinvenuti uno slip da donna, un giubbino di pelle nero, un fermaglio per capelli, un pacchetto di sigarette con un portamonete, un paio di scarpe da ginnastica, un reggiseno tagliato in due e una maglietta. In un cespuglio i resti ormai decomposti di una donna sopra un paio di jeans. Il cadavere, gli indumenti e gli oggetti erano quelli di Romina Del Gaudio, il cui cartellino identificativo veniva rinvenuto tra i contratti telefonici sparsi nel bosco.

In ricordo del terribile femminicidio nel bosco di Tammaro

Un uomo telefonava alla madre chiedendo perdono, accollandosi l’omicidio e promettendo di costituirsi. Nulla di fatto. Altri tre uomini, con alibi e dichiarazioni non credibili, venivano indagati senza successo. Le relazioni con l’omicidio di Cinzia Santulli e con il clan dei Casalesi venivano meno.  Il cold-case passa ancora una volta in archivio. 

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