Come mi frego il caro estinto

Dalla Sicilia all’Emilia Romagna ed oltre il racket del caro estinto colpisce ancora. Il settore delle pompe funebri è in larga parte in mano alla criminalità organizzata e le aziende che lavorano onestamente subiscono la concorrenza scorretta dei boss del comparto che non esitano a corrompere dipendenti pubblici e privati pur di accaparrarsi l’ultima salma.

CaltagironeI Carabinieri del comando provinciale di Catania, nei giorni scorsi, nel corso di una operazione denominata “Requiem” hanno effettuato nove arresti nel settore delle pompe funebri.

Secondo l’accusa gli indagati arrivavano prima dei loro concorrenti presidiando giorno e notte le camere mortuarie dell’ospedale Gravina e Santo Pietro di Caltagirone, per accaparrarsi i servizi di onoranze funebri dei pazienti deceduti e non solo. Sembrerebbe, infatti, che gli indagati operassero in regime di monopolio anche per il trasporto di degenti non deambulanti.

Associazione a delinquere, illecita concorrenza con minaccia o violenza, violazioni di sepolcro, furti aggravati, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, minacce a pubblico ufficiale, istigazione alla corruzione, interruzione di un ufficio o servizio pubblico, sono le accuse contestate.

Secondo la Procura di Caltagirone che ha coordinato le indagini “i malfattori si sono resi protagonisti di innumerevoli ingressi abusivi all’interno delle sale mortuarie”. Avrebbero altresì “danneggiato gli arredi funerari delle ditte concorrenti, distrutto i biglietti pubblicitari e sottratto alle salme – una volta anche a quella di un feto i talloncini identificativi per rintracciare, prima degli altri concorrenti, i parenti dei defunti a cui proporsi per le onoranze funebri“.

Nelle intercettazioni video sono stati immortalati alcuni componenti della banda alla ricerca di oggetti di valore sui defunti. Nei filmati persino la sottrazione di un Rosario dalle mani di una salma.

Per gli inquirenti vi era una vera e propria “occupazione dell’ospedale” con minacce di morte e aggressioni, anche fisiche, al personale sanitario che aveva tentato di allontanarli dal pronto soccorso a causa dell’emergenza Covid-19.

Il comparto funebre, in larga parte, è nelle mani della criminalità organizzata e le aziende serie sono davvero poche su tutto il territorio nazionale dunque il fenomeno deviante non è esclusivo appannaggio del Sud Italia.

A Bologna, nel gennaio del 2020, l’imponente operazione dei carabinieri denominata “Mondo sepolto” ha smantellato due cartelli di imprese di pompe funebri che avevano il controllo delle camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini: l’ospedale Maggiore e il Sant’Orsola.

Grazie anche ad alcuni addetti compiacenti, adeguatamente remunerati, le imprese riuscivano ad aggiudicarsi tutti i servizi funebri. Trenta le misure cautelari comminate: di cui 9 in carcere, 18 ai domiciliari e 3 divieti di esercizio di attività di impresa. In quell’occasione sono state effettuate 43 perquisizioni in tutta l’Emilia-Romagna e sequestrati beni mobili e immobili per 13 milioni di euro.

Nel giugno 2018 una concorrenza sleale segnalata da ASEF, l’Azienda di Servizi Funebri del comune di Genova, ha portato la locale Procura ad indagare 5 persone tra necrofori e agenti di pompe funebri. La concorrenza sleale pare andasse avanti dal 2010.

Sempre lo stesso il meccanismo ben rodato: l’addetto alla camera mortuaria, saputo del decesso di un paziente o dell’arrivo di una salma, contattava l’agenzia funebre e poi indirizzava i parenti verso l’impresa compiacente disposta a pagargli una tangente.

Tutto questo in violazione della legge che regola il comportamento dei necrofori i quali si debbono limitare a segnalare tutte le aziende funebri presenti sul territorio ai parenti del caro estinto. L’elenco delle aziende deve essere esposto in una bacheca ben visibile alle utenze. In tutta Italia la spartizione delle salme è un ottimo affare illegale difficile da debellare e i becchini più potenti e collusi continueranno a spartirsi il lugubre mercato incassando proventi e distribuendo mazzette.

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