TARANTO – SE SPIEGHI E CHIEDI SCUSA FORSE CI RIPENSO: DAL LICENZIAMENTO AL RICATTO OCCUPAZIONALE?

L'azienda franco-indiana sta facendo ridere il mondo. Il dipendente licenziato non ha offeso nessuno e si è solo limitato a condividere un post. In Italia vige la libertà di espressione, sino a prova contraria.

Taranto – Forse AncelorMittal, il colosso industriale della siderurgia con sede in Lussemburgo, farà marcia indietro se il dipendente licenziato per “giusta causa” spiegherà il perché di quel post.

Ma che cosa ci può essere dietro dieci righe scritte su Facebook che sono soltanto un invito a vedere in tv una fiction che ricorda tanto i veleni mortali dell’ex Ilva?

Dalla triste vicenda di un licenziamento arbitrario si arriva a quello che ha tutte le parvenze di un ricatto occupazionale: se spieghi il tuo gesto possiamo rivedere la tua posizione e, chissà, potremmo anche pensare di riassumerti.

Il lavoratore non chiede scusa perchè non ha fatto nulla di male

Il 13 aprile l’azienda multinazionale a partecipazione francese, in larga parte di proprietà dell’imprenditore indiano Lakshmi Mittal, aveva confermato la propria decisione reiterando il benservito all’ex impiegato Riccardo Cristello, 45 anni, sposato con due figlie, da 21 anni tecnico di magazzino al servizio prima dell’Ilva e poi dell’ArcelorMittal, che ha rilevato le acciaierie italiane ormai sull’orlo del tracollo finanziario.

Tutto questo perché il tecnico avrebbe pubblicato sul suo profilo Facebook, che gestiva con la moglie, una sorta di esortazione a vedere la fiction di Canale 5 “Svegliati amore mio”, con protagonista Sabrina Ferilli, che racconta un dramma familiare dovuto alle emissioni nocive di un’acciaieria che farebbe riferimento a quella di Taranto.

E allora? Dove sta la giusta causa? Si licenzia un tecnico perché ha pubblicato l’ennesima verità sulla tragedia di una fabbrica che ha mietuto e continua a mietere centinaia di vittime rendendo la vita impossibile ai tarantini?

Il colosso della siderurgia franco-indiano che ha rilevato l’ex Ilva

L’azienda in questione ha ritenuto il post “denigratorio e altamente lesivo della propria immagine” ed ha proceduto prima alla sospensione, poi al licenziamento in tronco.

Parte della stessa sorte era toccata ad un collega di Cristello, sempre per aver aderito all’iniziativa pubblicata sul social network, che era stato sospeso ma poi riassunto in servizio a seguito di mille scuse pubbliche e un lungo colloquio “chiarificatore” con i vertici aziendali:

”…Io non chiedo scusa perché non ho fatto nulla – dice Cristellonon ho scritto alcunché di offensivo nei confronti di ArcelorMittal, non ho fatto alcun commento, non ho mai citato l’azienda. Il mio profilo è privato, lo usiamo io ma soprattutto mia moglie e possono vederlo solo i nostri 400 amici. Il post era generico e voleva solo sensibilizzare le persone, per il dramma della nostra città…”.

I sindacati hanno organizzato uno sciopero con picchetto davanti all’ingresso della ex Ilva a partire da oggi 14 aprile. A seguito di un incontro con i vertici aziendali l’avvocato di Cristello, messo a disposizione dal sindacato Usb, ha riferito che l’azienda potrebbe anche ripensarci purché il dipendente spieghi il significato di quel post. Insomma si supera il ridicolo.

Il post su Fb “incriminato”

Anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando è intervenuto sul fattaccio interpellando l’amministratore dell’azienda franco-indiana Lucia Morselli e chiedendo formalmente spiegazioni per iscritto:

”…Il caso non è chiuso – ha detto Orlandoanche perché ho ricevuto l’atto con cui è stato licenziato il lavoratore, ma questo non spiega molto delle ragioni che hanno portato a questa decisione. Tra l’altro in un contesto nel quale la tensione sociale è già molto forte…”.

Sabrina Ferilli si è offerta di pagare lo stipendio al lavoratore licenziato e le parcelle degli avvocati per l’inevitabile vertenza di lavoro che Cristello dovrà sostenere contro l’ArcelorMittal mentre i registi della fiction, Simona Izzo e Ricky Tognazzi, hanno espresso la propria, tangibile vicinanza al lavoratore licenziato.

Il tecnico ha rifiutato il generoso sostegno dell’attrice dicendo che cercherà di fronteggiare la situazione con le proprie forze.

Senza mezzi termini è sceso in campo Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Unione sindacale di Base, che non le manda certo a dire:

”…Uno schiaffo a tutta la comunità tarantina – aggiunge Rizzoperché il messaggio è – dovete stare zitti, non vi dovete lamentare, non vi dovete neanche preoccupare per la salute dei vostri figli – al netto del fatto che non ci sono le basi per licenziarlo. Cristello ha semplicemente condiviso un messaggio, scritto non sappiamo da chi, su un profilo privato in cui non si faceva nessun riferimento a ArcelorMittal o ai dirigenti di ArceloMittal. Senza nessun commento né a favore né contro…”.

E’ intervenuto sulla questione anche il giornalista Filippo Rossi, leader della Buona Destra: ”… Licenziato per una condivisione su Facebook, pura follia…”. La situazione potrebbe evolversi a breve. 

 

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