ROMA – DI MAIO SEMPRE PIU’ SOLO. RENZI ARRUOLA I CINQUE STELLE NEI RANGHI DEL CARROCCIO

Il capo della Farnesina spinge i suoi più fedeli a credere nelle ragioni del Si al referendum ma ormai gran parte dei pentastellati non crede più alla riduzione dei parlamentari. E' un problema anche per loro. Interessi di casta.

RomaLuigi Di Maio chiarisce il proprio pensiero e invia l’input ai suoi per trovare una giusta motivazione per votare Si al referendum. Vuol sembrare convincente per motivare tutta la base. Ma l’apparenza non è sostanza. Così afferma in una delle solite dirette Facebook:

“…Il taglio dei parlamentari è l’inizio di un percorso – scrive il ministro – perché porterà all’approvazione della legge elettorale, che deve essere una legge che permette ai cittadini di essere rappresentati e al Paese di essere governato nel migliore dei modi...”.

Le domande e le perplessità sono infinite, soprattutto provenienti dalla base grillina la quale non comprende il Si al referendum. Qualora andasse tutto in porto il numero di parlamentari verrebbe ridotto drasticamente e le situazioni, diciamo spiacevoli, ci sarebbero anche per loro. Infatti in molte regioni non potrebbero avere il proprio rappresentale locale, il che creerebbe non pochi problemi. Pertanto molti dei pentastellati si domandano che se è solo una questione di costi, cioè di risparmio della politica, converrebbe diminuire soltanto l’indennità, senza ridurre gli onorevoli. La demagogia è certamente dietro l’angolo. In ogni caso il 23 agosto scorso il ministro degli Esteri ha sentito il bisogno di chiarire e rivedere alcune precedenti affermazioni:

Un tempo tutti i Pentastellati credevano nel referendum. Una volta assaggiata la crema sarà difficile rinunciarci…

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“…Con un numero minore di parlamentari la qualità delle leggi si alzerà – ha esordito Di Maio – questa battaglia del referendum è una battaglia del M5S ma anche di tutti i cittadini italiani e mai come in questo momento c’è bisogno di far sentire la voce degli italiani, perché ci sarà la voce dei Palazzi che dirà no… Andrò laddove è maggiore il sentimento di cambiare le cose… Attraverso il referendum avremo occasione di rafforzare il ruolo del Parlamento con la revisione dei regolamenti. In questi giorni vedo che su molti giornali sta nascendo il fronte del no…“. 

Piccoli virtuosismi per dire che ai 5Stelle non interessa perdere la poltrona. Si è visto, infatti, com’è compatto il gruppo… Comunque stiano le cose e checché ne dicano i più ancorati alle poltrone, i parlamentari per Di Maio sono troppi e bisogna tagliare. Non è sembrato, sinceramente, molto convincente ma solamente monocorde nel declinare, senza motivare, l’importanza di dimezzare parlamentari e senatori. Nessuno parla invece della competenza che ogni rappresentante dei cittadini dovrebbe possedere, prima di andarsi a sedere sullo scranno. L’unico problema è solo diminuire, tagliare e mai migliorare la professionalità, non consentendo, magari, ad alcune regioni di essere degnamente rappresentate. Di Maio, però, nella sua lunga diretta non ha parlato dei motivi per cui nel 2016 i grillini e tutti i “cervelloni” del movimento non avevano votato il referendum proposto da Renzi. Ma forse è talmente chiaro che conviene, invece, ricordarne il motivo: la paura di vedersi davanti Matteo Renzi come premier ancora per lungo tempo.

Matteo Renzi

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Questo è stato il solo “file rush” che ha unito maggioranza ed opposizione. Quando si dice come la forza delle idee ed i valori in cui si crede fermamente possano unire e rafforzare la propria identità. Intanto è bagarre nel partito di Grillo per l’alleanza con il Pd. Luigi di Maio ancora oggi in un’intervista ad un quotidiano nazionale auspica un tavolo coi Dem per le Comunali del 2021. Dall’altro lato sono partiti i siluri e cosi i più radicali, come la senatrice Barbara Lezzi, non la mandano certo a dire: “…Se questo deve essere il M5S, possiamo tranquillamente affermare che fino ad ora abbiamo scherzato, giocato o forse tradito...“. Contenti loro. Come per Di Maio ci sono state reazioni forti sui soliti social anche contro la Lezzi:”… Andatevene a casa… Stai dando cibo ai leghisti e non… Sembri Michele Giarrusso, veramente siete stancanti…“, e i commenti, tutti negativi, sembravano non finire più.

Il mea culpa di Barbara Lezzi.

Del resto è più che evidente che si tenti di sminuire l’insoddisfazione, crescente, di numerosi parlamentari grillini che su molti argomenti un tempo basilari del programma elettorale oggi hanno preferito glissare, preferendo i privilegi della casta. Attualmente Di Maio desidererebbe che il modello di governo nazionale andasse replicato dove è possibile a livello locale, mentre nessun accordo sarà possibile con il centrodestra. Dice lui ma forse solo lui. Matteo Salvini, di contro, cerca di arruolare nei ranghi del Carroccio quanti più 5Stelle è possibile per rimpinzare i suoi consensi.

              Matteo Salvini arruola un buon numero di grillini…

Per i pentastellati, anche quelli più disposti al suono delle sirene, non sembra utile discutere di politica, di programmi, di decisioni, di scelte e interessi della collettività. Infatti non si comprende come mai la base di Grillo preferisca confrontarsi per via telematica, attraverso i social, tramite interviste e telefonate. Cosi facendo continuano a rimandare la famosa riunione degli Stati generali. Che fra qualche tempo potrebbero non esistere più. Misteri della democrazia.

 

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