Louis Dassilva,

Killer di Pierina, il cerchio si stringe: in mano agli inquirenti un poker di nomi

Sotto la lente della Procura l’alibi traballante di Louis Dassilva, ora indagato, vicino di casa della pensionata e amante della nuora. La possibile svolta dalle analisi del Dna.

RIMINI – Forse ad una svolta la tragica vicenda dell’ex infermiera morta ammazzata: indagato il suo vicino di casa e amante della nuora. Louis Dassilva, l’operaio senegalese di 35 anni, vicino di casa di Pierina Paganelli, 78 anni, ritrovata cadavere nel garage condominiale lo scorso 3 ottobre, è ufficialmente indagato dalla locale Procura. In questi 8 mesi i detective della Mobile riminese, coordinati dal sostituto procuratore Daniele Paci, hanno lavorato sodo passando al setaccio, più volte, lo stabile di via Del Ciclamino dove l’anziana è stata accoltellata con una trentina di fendenti micidiali da un killer rimasto sconosciuto.

Pierina Paganelli, Ansa

Il 7 giugno scorso, alle 16.30, è stata ascoltata in sommarie informazioni la moglie dell’odierno indagato, Valeria Bartolucci, ex amica di Manuela Bianchi poi diventata l’amante del marito. La donna non si è avvalsa della facoltà di non rispondere nonostante fosse un suo diritto, a maggior ragione nella qualità di coniuge dell’indagato. Alle 18 circa è giunto in questura il senegalese al quale gli inquirenti hanno notificato l’avviso di garanzia e l’avvio degli accertamenti irripetibili eseguiti dalla Squadra Scientifica ai quali potrà partecipare un suo consulente di parte. A Dassilva, inoltre, è stato prelevato un campione di Dna per la successiva comparazione con le tracce individuate sulla scena del crimine. Al momento però la citata comparazione sarebbe stata sospesa optando per l’incidente probatorio con un Ctu nominato dal Gip.

L’avvocato Riario Fabbri, difensore di Dassilva, ha chiesto alla Procura di “congelare” i test e lo stesso sostituto Paci ne ha dato notizia. Entro 10 giorni il penalista presenterà all’ufficio del Gip la richiesta di incidente probatorio per l’espletamento degli esami laboratorio irripetibili. Durante l’interrogatorio, durato circa 6 ore, Dassilva non avrebbe battuto ciglio rimanendo calmo e rispondendo alle domande degli inquirenti. Di contro non ha aperto bocca con i cronisti che lo aspettavano all’uscita della questura. La moglie Valeria ha ribadito ancora una volta l’assoluta certezza dell’innocenza del marito che continua a difendere a spada tratta nonostante quella imbarazzante relazione, poi finita, con la nuora di Pierina:

Il condominio di via Del Ciclamino

“Più chiacchiere che interrogatorio – ha dichiarato la donna uscendo dagli uffici di piazzale Bornaccini – La Procura fa il suo lavoro e, noi, siamo fiduciosi nella giustizia. L’iscrizione di mio marito nel registro degli indagati è un atto normale che, se serve ad arrivare alla verità, ben venga”.

La donna non è altro che l’alibi del coniuge. Un alibi claudicante che non ha mai convinto appieno gli investigatori che continuano a cercare qualche falla in quel racconto della Bartolucci che sembra arrampicarsi sugli specchi. La donna infatti ha sempre sostenuto che la notte dell’omicidio di Pierina il marito, convalescente a seguito di un incidente in moto, sarebbe rimasto a guardare la tv sul divano di casa mentre lei si era addormentata in camera da letto. La donna ha continuato a ribadire che, se il marito si fosse allontanato dall’abitazione, lei se ne sarebbe accorta.

L’indagato non si ferma con i cronisti

Di notte e dopo ben 11 ore di interrogatorio anche la donna lasciava gli uffici della Mobile per tornare a casa:” Sono i tempi di un’indagine complessa e difficile per un fatto molto grave – ha detto Olimpia Abbate, questore di Rimini –  Io credo che la città chieda che venga fatta luce su questo e, noi, abbiamo il dovere di farlo e stiamo lavorando per questo”. In buona sostanza la tragica vicenda della morte di Pierina orbita intorno ad una relazione adulterina e ai rapporti, più o meno buoni, fra condomini. E che il killer si trovi all’interno del caseggiato di via Del Ciclamino lo pensano anche gli inquirenti.

Soprattutto i colleghi giunti da Roma che avrebbero in mano una rosa di 4 nomi tra i quali si nasconderebbe il brutale assassino di Pierina. Ovviamente sono solo indiscrezioni, nulla di ufficiale, anzi nemmeno di ufficioso, ma il fatto di sangue, una volta espletato l’incidente probatorio, potrebbe prendere una piega diversa. E chi ha ucciso Pierina aveva ordito l’aggressione a tavolino e conosceva bene le sue abitudini. Coltello e rabbia hanno fatto il resto.

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