BIBBIANO – IN PIAZZA SOLO DISPERATI PER DIRE NO AI BAMBINI SOTTRATTI.

La politica, prudentemente, si è tenuta distante dalla protesta. Ai microfoni solo vicende incredibili di dolore e sofferenza: bambini, genitori e famiglie negate. Mentre strutture protette e ricoveri di minori continuano a fare cassa grazie a connivenze e complicità.

BibbianoVicende di bambini sottratti ai genitori. Genitori sottratti ai loro figli. Bimbi senza famiglia affidati per “forza” a case-famiglia. Bimbi affidati ad estranei di cui i veri mamma e papà non hanno saputo più nulla. E poi figli contesi, figli che fuggono all’estero col genitore più furbo. Figli affidati al genitore che li ha abusati. Soprattutto figli, poveri figli. Testimonianze ed esperienze drammatiche che si sono succedute sul palco davanti al Comune di Bibbiano, presidiato dalle forze dell’ordine.

Comitato organizzatore.

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A Bibbiano per non dimenticare in attesa degli esiti di un processo appena iniziato e che si preannuncia difficile e controverso. E mentre padri e madri disperati si alternavano al microfono a fare da eco alla disperazione, altra disperazione, quella degli slogan gridati per ore sino alla voce roca: Giù le mani dai bambini, “Vergogna“, “SS un acronimo, una garanzia“, riferendosi ai servizi sociali paragonati ai lager nazisti. E poi ancora “In galera, ridateci i nostri figli” e cosi via dicendo in un crescendo di tensione e lacrime sino all’esibizione del presunto esorcista Davide Fabbri, poi allontanato da uno degli organizzatori. Insomma sino a quel punto lì sembrava una cosa seria, poi non lo è stata più anche per la presenza di Scientology e di qualche personaggio folclorico in attesa di apparire sotto i riflettori. Di abitanti del luogo nemmeno l’ombra mentre davanti al civico consesso, circondato da transenne, stazionavano polizia, carabinieri e vigili urbani come se da un momento all’altro dovesse scoppiare la rivoluzione. Nulla di nulla, ovviamente.

Circa duecento persone hanno partecipato al sit-in di protesta.

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Qualche centinaio di persone hanno occupato la piazza e fra loro numerosi genitori o ex genitori provenienti da diverse regioni d’Italia. Il sit-in di protesta è stato organizzato dal comitato reggiano “Angeli & Demoni #unitiperibambini” diretto da Francesco Cattani e da sodalizi come Genitori Sottratti e altre associazioni a tutela dei minori e di persone private della patria potestà a torto o a ragione. Dopo le introduzioni degli organizzatori hanno parlato i protagonisti di storie incredibili che si ripetono da anni senza che nessuno possa, o voglia, metterci un freno:“… I servizi sociali di Bologna mi hanno portato via i figli collocandoli presso il genitore abusante già condannato – ha detto una mamma reggina assistita da un avvocato – ho chiesto inutilmente di riaverli con me...”.

No agli psichiatri dentro i tribunali.

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A questa drammatica vicenda è seguita quella di un padre a cui la ex compagna straniera ha portato via il figlio all’estero:”… Avevamo chiesto di evitarne l’espatrio appunto perchè c’erano denunce penali gravi in corso – ha aggiunto un imprenditore – invece il giudice ha autorizzato la donna, con tanto di affido condiviso, ad andarsene col minore. Rivedrò mai mio figlio?...”. A queste storiacce, sotto certi aspetti grottesche appunto perchè al limite della realtà, sono seguite quelle ancora più drammatiche delle persone che hanno avuto a che fare con strutture psichiatriche pubbliche senza avere commesso alcun reato:

Un genitore disperato chiede di riavere la figlia internata da anni.

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“…Ridatemi mia figlia – grida A.S. di 60 anni – sono anni che la state torturando dentro quel campo di concentramento psichiatrico. Le avete fatto di tutto, fra torture psicologiche e farmaci. Sta diventando un’altra persona, è allo stremo, fatela tornare a casa e togliete quel maledetto amministratore di Sostegno…”.

Sodalizi a favore di un più giusto affido condiviso

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Poi la serata è proseguita fra alti e bassi:”… Siamo sempre i soliti quattro gatti – ha detto Elena – sempre gli stessi. Prima ti promettono che vengono, poi hanno mille scuse. Sono solo buoni a piangersi addosso. Quando c’è da protestare mandano avanti gli altri. Come si può condurre cosi una battaglia sacrosanta?..”. A settembre riprenderà il processo. Come se una sentenza, anche se esemplare, potesse risolvere le cose. La politica, prudentemente, si è tenuta alla larga dalla manifestazione. Su Bibbiano il sipario è già chiuso. 

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BOLOGNA – PER IL GIUDICE SI TRATTAVA DI ESPLORAZIONE SESSUALE NON DI ABUSI.

 

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