BELCASTRO – 13 ANNI E 6 MESI PER IL PRETE CHE AVEVA ABUSATO DI 15 MINORENNI.

Una delle condanne più pesanti quella comminata dal tribunale di Catanzaro nei riguardi di un prete pedofilo. Purtroppo le denunce arrivano spesso quando ormai gli abusi si sono ripetuti in danno delle piccole vittime che spesso si vergognano a raccontare ai genitori le tragedie che hanno subito.

Belcastro – Un altro prete condannato per pedofilia. 13 anni e 6 mesi di reclusione per don Roberto Mastro, 43 anni, ex parroco della chiesa di San Michele Arcangelo di Belcastro, comune di mille anime in provincia di Catanzaro, gestito da un commissario straordinario perché disciolto per inadempienze. Il sacerdote è stato ritenuto colpevole di pedofilia per aver abusato sessualmente, dal 2000 al 2007, di quindici minorenni alcuni dei quali appena tredicenni all’epoca dei fatti.

Il bellissimo paesino di Belcastro in Calabria. Mille anime in tutto.

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Oltre la reclusione il tribunale di Catanzaro, presieduto da Alessandro Bravin con a latere i colleghi Antonella Galati  e Maria Cristina Flesca, ha comminato anche le pene accessorie dell’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio, attinente alla tutela, curatela e l’amministrazione di sostegno, nonché da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche e private frequentate prevalentemente dai minori.

La chiesa di San Michele Arcangelo di Belcastro dove avvenivano gli abusi contro i minori. 

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I magistrati del collegio giudicante hanno inoltre condannato il sacerdote al risarcimento del danno a favore delle costituite parti civili da liquidarsi in separato giudizio, nonché alla rifusione delle spese sostenute dalle stesse parti. Il Pm Graziella Viscomi, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto una pena di 12 anni di reclusione, richiesta alla quale si erano associati i legali delle parti civili, il Comune di Belcastro e le famiglie delle vittime degli abusi, rappresentate dagli avvocati Concetta Stanizzi, Filomena Brescia, Antonello Talerico, Giovanni Scarpino, Vincenzo Ranieri e Paolo Carnuccio, mentre l’attuale avvocato difensore dell’imputato Silvano Cavarretta (nelle prime fasi dell’inchiesta l’ex sacerdote era stato difeso dall’avvocato Aldo Truncè), aveva chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste e in seconda battuta l’assoluzione per insufficienza di prove.

Don Roberto in processione.

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Si dovranno attendere 90 giorni per conoscere le motivazioni della sentenza. Sin qui l’iter giudiziario a cui seguirà il ricorso da parte dell’imputato che si è sempre professato estraneo ai fatti contestati confermati invece sia dalle vittime che da numerosi testimoni. La condanna di don Mastro è una delle più pesanti comminate ad un sacerdote per pedofilia.

I fatti risalgono a poco dopo la nomina del prete a parroco della cattedrale di Belcastro. L’uomo, con diversi sotterfugi, avrebbe attirato nell’oratorio le giovanissime vittime con cui avrebbe consumato rapporti sessuali. Alcuni minori, spaventati, hanno poi riferito degli abusi sessuali e delle violenze ai loro genitori che non hanno esitato a rivolgersi ai carabinieri che di concerto con la magistratura calabrese hanno avviato le indagini durate tre anni. Al termine delle investigazioni, durante le quali si sono aggiunte altre denunce di genitori con figli obbligati dal prete a congiungimenti carnali, don Roberto è finito sul banco degli imputati dopo la sua improvvisa sparizione dal paese.

Hanno subito abusi sessuali la maggior parte dei ragazzini che frequentavano l’oratorio.

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Il prete, infatti, pare fosse scomparso dal Belcastro nella notte dell’11 dicembre del 2010 appena rese note le indagini a suo carico. All’epoca si vociferava che l’uomo avesse trovato rifugio in un monastero dell’Umbria dove sarebbe rimasto in attesa di ulteriori accadimenti che poi sono culminati con il suo rinvio a giudizio. Durante il processo si sono espressi numerosi consulenti che hanno dichiarato la veridicità delle dichiarazioni formulate dalle giovanissime vittime. Alcune delle quali hanno raccontato per filo e per segno degli stupri subiti. Don  Roberto è stato assolto da alcuni capi d’accusa perché il fatto non sussiste e da altri per intervenuta prescrizione.

Il noto blogger Emilio Grimaldi.

Un particolare che fece scalpore, durante le indagini, era stata l’eliminazione di qualsiasi traccia della presenza del sacerdote sul territorio comunale evidenziata da Emilio Grimaldi, un blogger assai noto in zona:

”… La Chiesa fa quadrato intorno a don Roberto Mastro, ex parroco di Belcastro – scriveva Grimaldi nel suo blog all’epoca dei fatti – e cresce il mistero sulla sua storia…Come si ricorderà, abbandonò in tutta fretta la canonica nella notte dell’11 dicembre 2010. E poi più nulla si è saputo di lui… Il sito www.parrocchiabelcastro.it, per esempio, da lui generosamente aperto e curato sulla parrocchia e sulla storia del paese natale di San Tommaso d’Aquino, è stato cancellato. Non c’è più traccia sulla rete. Anche la memoria cache delle pagine è stata minuziosamente depennata…”.

ROMA – SFRUTTAMENTO SESSUALE MINORILE IN COSTANTE AUMENTO. IL SILENZIO DELLA POLITICA.

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