ACHTUNG PATRIMONIALE: LA RAPINA DELLA MERKEL.

Questi tedeschi non finiranno mai di stupirci. Intanto c'hanno tentato e prima o poi torneranno a minacciare la rapina del 14%. Obiettivamente, cosi rimanendo le cose, la politica italiana dovrebbe pensare sul serio se rimanere o meno agganciati a questi loschi figuri. Non ci sarebbe migliore occasione di questa per uscirsene dall'UE. A giudizio di eminenti economisti.

L’economia tedesca vacilla ma l’Italia, comunque, non infierisce. Sorridiamo e svegliamoci dalla “pesantezza europea e dal carico germanico” che viene lanciato sotto forma di consiglio economico: l’Italia è in festa e ringrazia i tedeschi, per il consueto garbo ed innata solidarietà nonché per i consigli che offre al governo italiano quando ricorda, indirettamente, al Presidente del Consiglio di applicare una patrimoniale del 14%. Consigli alla “ricina” che se verranno imposti agli italiani soprattutto in questa fase delicata di rilancio economico e di tracollo emotivo, gli effetti saranno letali e così tossici che non vi sarà scampo per nessuno. In Germania certamente fanno il tifo per una patrimoniale sulla ricchezza privata, pari a 9.900 miliardi, sommando conti correnti, risparmi e immobili, che potrebbe ridurre il debito pubblico fino al 60% del Pil. Non si riesce proprio a togliere dalla testa l’idea di un prelievo, di “Draguliana” memoria, che rimane sempre in agguato, per un prelevamento forzoso da parte dello Stato sui conti correnti degli italiani onesti. La Germania stessa “suggerisce”, per gli italioti una tassa del 14% su tutta la ricchezza privata così il debito pubblico scenderebbe dal 137% al 60% del Pil.  Attenzione si tratta però di un suggerimento, forse di un paradosso, ma prima o poi potrebbe avverarsi l’incubo cosi tanto minacciato e discusso.

Il governo tedesco ha in mente da tempo di “imporre” all’Italia una cura da cavallo che rischierebbe di farla schiattare definitivamente, così agli italiani, già stremati dalla pandemia e non potendo affrontare alcun indebito prelievo forzoso, non rimarrebbe altro che “schiattare” o “coltivare” la “disobbedienza civile” determinata dallo stato di necessità.

La rapina dei tedeschi…

Berlino invoca una vera e propria revisione dei meccanismi Ue prima di andare avanti col famigerato Recovery Fund. Ecco il ricatto. Il rischio, a questo punto, sarebbe quello di non vedere nemmeno un euro entro la fine dell’anno, a dispetto delle dichiarazioni del presidente Giuseppe Conte per i risultati (quali?) già ottenuti al Consiglio Europeo. Sarebbe veramente troppo assistere ad una retromarcia europea che, comunque, riteniamo remota perché l’Italia è troppo forte e non si farà “sbeffeggiare” da questi quattro teutonici voltagabbana.

Se la conosci, la eviti…

Viene chiesto che l’Italia aumenti le tasse e che il nostro Paese si muova in una direzione precisa: quella di una “rapina” che colpisca la ricchezza media, che Merkel & affini giudicano maggiore rispetto a quella tedesca. Lo scrive in maniera chiara “Manager Magazine”, in un articolo firmato da Daniel Stelter, economista e giornalista filogovernativo: “…Con una patrimoniale gigantesca, pari al 14% della ricchezza privata, l’Italia potrebbe ridurre il debito pubblico ben al di sotto dell’attuale 137%, scendendo fino a quel 60% che la Germania ci indica come quota virtuosa. Una proposta a metà tra la realtà e la provocazione che però scandisce bene il ritmo che, ancora una volta, Berlino detta all’Europa…”. E allora sì che c’è davvero da festeggiare per una U.E. così eticamente instabile.

Daniel Stelter, il genio di turno.

Che si tratti di una proposta estrema e provocatoria è evidente: nessuna famiglia può cedere al fisco il 14% del proprio sacrificato risparmio, a meno di svenderlo per avere il “contante” necessario a pagare una patrimoniale sulla casa (la seconda oltre all’Imu) e su altri beni come il conto corrente e i risparmi sotto qualsiasi forma, come Bot, Btp, azioni, obbligazioni, fondi comuni, tutti, peraltro tracciabili. Ma se la tassa killer arrivasse per davvero, rendendo inevitabili le svendite di immobili, gli stessi investitori ed azionisti avrebbero certezza del crollo dell’intero sistema finanziario a cominciare dalle banche. Roba da fare impallidire il “caso Grecia”. Eppure la rivista tedesca, su questo, non fa neppure un piega: anzi, in una tabella segnala che il debito privato italiano (imprese più famiglie) è il più basso in Europa (111% del Pil), migliore di quello tedesco (114% del Pil). Achtung, il governo Conte-Gualtieri è avvisato e l’elettore pronto con la matita in mano…

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